Fact Checking

Fase 2. Il documento tecnico di Inail su classi di rischio, orario e modalità di lavoro

Inail

Ecco il documento tecnico dell’Inail per la fase 2 su mascherine, spazi ed orario di lavoro e non solo

Inail ha elaborato un “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” in vista della fase 2.

Il documento di compone principalmente di due parti: una utile a definire l’ambito di rischio, e ad invidiare in quale di questi ambiti di rischio ricade ogni lavoratore, a seconda del proprio impiego. La seconda detta linee generali di contenimento del rischio sui luoghi di lavoro.

LA MATRICE PER DEFINIRE L’AMBITO DI RISCHIO

La metologia utilizzata da Inail è quella basata sul modello sviluppato sulla base dati O’NET del Bureau of Labor of Statistics statunitense (fonte O*NET 24.2 Database, U.S. Department of Labor, Employment and Training Administration) adattato al contesto lavorativo nazionale integrando i dati delle indagini INAIL e ISTAT (fonti Indagine INSuLa 2 e dati ISTAT degli occupati al 2019) e gli aspetti connessi all’impatto sull’aggregazione sociale.
Il modello prende in considerazione l’esposizione (la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative); la prossimità (le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità); l’aggregazione (la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda), ed in base a queste variabili stima il rischio di contagio in basso, medio basso, medio, medio alto ed alto.
Se forze dell’ordine e sanitari ricadono (ed è solo una conferma) nel profilo di rischio alto, i lavotari dell’agricoltura o delle attività manifatturiere ricadono in un profilo basso. Ma, sopratutto in questo caso, esistono differenze dovute all’organizzazione ed al tipo di mansione svolta. Per gli altri settori, se la vendita al dettaglio ricade del profilo medio-basso, i servizi alla persona o il trasporto aereo, come le sport professionistico, hanno un profilo di rischio alto. Medio-alto il rischio per la pubblica amministrazione.

STRATEGIE DI PREVENZIONE E MISURE ORGANIZZATIVE

Sulla fase 2 l’Inail mette in guardia: La progressiva riattivazione del ciclo produttivo non può prescindere da una analisi dell’organizzazione del lavoro atta a contenere il rischio attraverso rimodulazione degli spazi e postazioni di lavoro, dell’orario di lavoro e dell’articolazione in turni, e dei processi produttivi.  Anche perchè la riattivazione delle attività produttive ha ricadute importanti su altri aspetti della vita quotidiana e sociale, come nel caso del trasporto pubblico locale.
Secondo il documento tecnico dell’Inail, c’è la necessità di adottare una serie di azioni che vanno ad integrare il documento di valutazione dei rischi (DVR) atte a prevenire il rischio di infezione SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro contribuendo, altresì, alla prevenzione della diffusione dell’epidemia. Le misure possono essere classificate in
– Misure organizzative
– Misure di prevenzione e protezione
– Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici

BARRIERE FISICHE SUI LUOGHI DI LAVORO

Vietate del tutte le riunioni fisiche, alle quali sono da preferire i collegamenti a distanza. Gli spazi di lavoro devono essere rimodulati nell’ottica del distanziamento sociale compatibilmente con la natura dei processi produttivi. Nel caso di lavoratori che non

necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi
ricavati ad esempio da uffici inutilizzati, sale riunioni, ecc.
Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere trovate soluzioni innovative come ad esempio il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro e l’introduzione di barriere separatorie (pannelli in plexiglass, mobilio, ecc.).
Per gli spazi comuni, comprese le mense aziendali, i punti di ristoro e gli spogliatoi, i servizi igienici deve essere prevista una ventilazione continua degli ambienti, prevedendo altresì una turnazione nella fruizione nonché un tempo ridotto di permanenza all’interno degli stessi, naturalmente con adeguato distanziamento.
Nella gestione dell’entrata e dell’uscita dei lavoratori devono essere favoriti orari scaglionati e laddove possibile, prevedere una porta di entrata ed una di uscita dedicate. Devono essere limitati al minimo indispensabile gli spostamenti all’interno dell’azienda, comunque nel rispetto delle indicazioni aziendali.

UTILIZZO DI MASCHERINE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI) PER LE VIE RESPIRATORIE

Vanno mappate tutte le attività, prevedendo di norma, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1). La valutazione dei rischi nelle singole realtà aziendali è lo strumento adeguato per la determinazione di specifici DPI anche in relazione al complesso dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Indicazioni più specifiche sono state definite per gli operatori della sanità con il documento pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità in materia.

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