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Il pasticcio della legge seggiolini antiabbandono. Ecco tutti i passaggi

Cosa prevede la normativa in materia di seggiolini antiabbandono e perché ora il governo è costretto a fare marcia indietro sulle sanzioni

È scattato da ieri l’obbligo dei seggiolini antiabbandono per i bambini fino a 4 anni ma sulle sanzioni per chi è inadempiente il governo si appresta a fare marcia indietro ufficialmente. La precipitosa decisione di far entrare in vigore subito la legge 117/2018 — anziché dal 6 marzo 2020 — non dà certo la possibilità di mettersi in regola visto che nei negozi non c’è la disponibilità necessaria.

Per questo ieri il retro front del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, prima in un video su Facebook e poi in un’intervista a Radio 24. “Le sanzioni sono previste dalla legge 117, votata all’unanimità dal Parlamento italiano, ed entrano in vigore per legge insieme all’obbligo. Per dare più tempo per adeguarsi all’obbligo è necessario un altro intervento di legge quindi stiamo studiando in quale decreto inserire l’emendamento che potrà essere del governo o della maggioranza, perché sia il Partito Democratico che altri partiti si sono detti disponibili a posticipare l’entrata in vigore delle sanzioni”.

De Micheli ha pure esortato chi avesse già acquistato il seggiolino a conservare lo scontrino: nel decreto fiscale che accompagna la manovra, infatti, è previsto un bonus di 30 euro come incentivo per l’acquisto del dispositivo per uno stanziamento totale di 15 milioni di euro nel 2019 e 1 milione nel 2020. Ma cerchiamo di capire meglio la questione.

LA NORMATIVA

L’obbligo dell’uso dei seggiolini antiabbandono sarebbe dovuto entrare in vigore il 6 marzo del prossimo anno secondo quanto previsto dal decreto ministeriale attuativo (Dm Infrastrutture 2 ottobre 2019) pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine ottobre. Il termine dei 15 giorni per l’entrata in vigore del decreto, che coincideva appunto con il 7 novembre, serviva a far partire il conteggio dei 120 giorni previsti dalla legge 117 del 2018. In tal modo — conosciute le caratteristiche tecniche dei dispositivi — i produttori avrebbero avuto il tempo necessario per verificare e documentare la conformità dei propri seggiolini poiché non serve un’omologazione specifica di un’autorità di controllo.

L’anticipo dell’entrata in vigore dell’obbligo il 7 novembre è invece scattato grazie a una circolare del ministero dell’Interno — diramata il pomeriggio del 6 novembre — senza fornire alcuna motivazione della decisione. Va ricordato, come fa il Sole 24 Ore, che pure il Consiglio di Stato — nel parere fornito sul Dm — ha osservato che occorreva dar tempo per adeguarsi all’obbligo. Peraltro la legge 117/2018 prevede non solo 120 giorni di tempo ma che l’entrata in vigore sia comunque non successiva al primo luglio 2020.

LE SANZIONI

Per chi non si mette in regola il rischio è di incorrere nelle violazioni previste dall’articolo 172 del Codice della Strada: sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente.

I CHIARIMENTI DELLA POLIZIA STRADALE

In queste ore si è registrato pure l’intervento in materia della Polizia Stradale che ha spiegato come i dispositivi di allarme possano essere integrati nel seggiolino oppure costituire un accessorio del veicolo su cui si trasporta il bimbo. Tali dispositivi non devono essere omologati ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche riportate nell’allegato A del decreto: è necessario un segnale di allarme che attiri subito l’attenzione del conducente tramite segnali visivi e acustici percepibili all’interno e all’esterno del veicolo che si attivano automaticamente ad ogni utilizzo.

LE CRITICHE DELL’ACI

Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Aci Milano, Geronimo La Russa, che ricorda come la questione riguardi 1,8 milioni di bambini mentre da qui a Natale saranno disponibili alla vendita solo 250mila dispositivi. Secondo La Russa “la legge che introduce l’obbligatorietà dei seggiolini antiabbandono è giusta” ma “è affrettata la decisione di renderla operativa nella stagione invernale, quando il pericolo dell’aumento della temperatura in un lasso di tempo molto breve per i minori lasciati in auto è ovviamente più basso rispetto all’estate”. Va poi notato che “non si conoscono ancora i criteri, inseriti nella legge finanziaria 2020, per accedere all’acquisto dei seggiolini omologati. Manca infatti il decreto del ministero dei Trasporti che indica le modalità per usufruire del bonus”.

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