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Immigrazione, meteo, disoccupazione. Ecco di cosa si nutre la disinformazione online

disinformazione online

Tutti i dati dell’ultimo Osservatorio dell’Authority sulla disinformazione online

In calo a maggio la disinformazione online che continua a preferire argomenti di cronaca e che – nel mese delle elezioni europee – aumenta l’attenzione riservata a temi di rilevanza continentale, in particolare criminalità, disoccupazione e immigrazione. È quanto emerge dal quarto numero dell’anno dell’Osservatorio sulla disinformazione online pubblicato dall’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni che evidenzia come la diminuzione della disinformazione online sia del 5% rispetto al precedente mese di aprile e ancora maggiore se si comparano i 25 giorni precedenti al voto europeo con i 25 giorni precedenti alle politiche del 2018.

L’Osservatorio sulla disinformazione online si inserisce tra le attività promosse dall’Agcom per individuare e contrastare i fenomeni di disinformazione frutto di strategie mirate. Per il numero in questione è stato analizzato l’intero contenuto testuale estratto da oltre 7 milioni di documenti generati in Italia (nei primi cinque mesi del 2019 e nel mese precedente alle elezioni politiche del 2018) da più di 2.000 fonti informative (canali televisivi e radiofonici nazionali, quotidiani, agenzie di stampa, siti web di editori tradizionali, testate esclusivamente online e relative pagine e account di social network), e fonti di disinformazione (siti web e pagine/account social) individuate come tali da soggetti esterni specializzati in attività di debunking (ovvero che smentiscono informazioni false).

LE CATEGORIE DELLA DISINFORMAZIONE

Secondo l’analisi dell’Agcom, dal 1° al 25 maggio scorso i siti web di disinformazione hanno continuato a occuparsi perlopiù di cronaca (36%), spettacolo (21,3%), scienza e tecnologia (14,5%). Quasi dimezzati gli articoli dedicati alla politica (dal 18 al 9,9%) rispetto al periodo pre-elettorale 2018, più che raddoppiati quelli di spettacolo (al 21,3% dal 10,1%). C’è da dire che la cronaca rimane la tematica preferita anche dall’offerta informativa (26,1%), seguita da sport (15,6%), cultura (15,3%) e politica 12,4%).

LA DISINFORMAZIONE SULLE ELEZIONI EUROPEE

Per quanto riguarda il voto del 26 maggio, l’Authority rileva un’attenzione crescente sia per le fonti di informazione sia per quelle di disinformazione in corrispondenza dell’approssimarsi e dello svolgimento della tornata elettorale: i valori massimi sono stati toccati il 26 e il 27 maggio, quando l’andamento dell’informazione sulle elezioni europee si è attestato al 10% e all’11% e quello della disinformazione al 6% e all’8%. Per quanto riguarda i contenuti, l’incidenza media è stata del 2% nella disinformazione (che scende all’1% per le fonti social) e del 3% nell’informazione.

LE CATEGORIE DELLA DISINFORMAZIONE SULLE ELEZIONI EUROPEE

Tra i temi di rilevanza europea preferiti dalla disinformazione online primeggia e si conferma la criminalità (12,6%), seguita da disoccupazione (8,6%) e immigrazione (7,5%) – che mantengono inalterate le loro posizioni – e poi tassazione (2,7%), terrorismo (2,3%), inflazione (1,8%) pensioni (1,6%) e situazione economica (1,5%). Stessi temi, ma con ordine diverso, sono stati trattati anche dall’informazione che però mostra quasi un dimezzamento di attenzione per l’immigrazione (3,9).

L’Agcom sottolinea infine come circa un terzo dei 30 termini più frequenti sui siti di disinformazione è relativo ad avvenimenti e a politiche legate all’immigrazione (immigrati, clandestini, porti, sea watch, ong). Tra gli altri argomenti spiccano parole che richiamano le condizioni meteorologiche avverse (temporali, piogge, caldo, maltempo), la sfera religiosa (Bergoglio, islamici), vicende legate a trasmissioni televisive e a personaggi dello spettacolo (puntata, fratello, Pamela, Prati).

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