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Milleproroghe: chi è sul piede di guerra per il contratto di espansione

contratto espansione

Asstel, Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil incalzano il governo sul rifinanziamento del contratto di espansione, tra gli emendamenti al decreto Milleproroghe

Siamo giunti alle battute finali dell’esame del DL Milleproroghe, in Commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati, che prevede tra le proposte emendative il rifinanziamento del contratto di espansione per il 2020.

IN COSA CONSISTE IL CONTRATTO DI ESPANSIONE

Il contratto di espansione, introdotto in via sperimentale per il biennio “2019-2020”, con una dotazione finanziaria di 70 milioni di euro spalmati sul biennio, è stato esaminato dal Ministero del Lavoro nella circolare 6 settembre 2019, n. 16.

Si tratta di uno strumento volto a favorire il turnover aziendale mediante: un intervento straordinario d’integrazione salariale (CIGS), con riduzione dell’orario di lavoro previsto fino al 30%, al fine di favorire nuove assunzioni e la possibilità di esodo anticipato per i lavoratori che si trovano a non più di 5 anni di distanza dall’età pensionistica.

È rivolto esclusivamente alle imprese con più di 1000 dipendenti che intendono realizzare modifiche strutturali ai propri processi, razionalizzando l’impiego delle risorse già disponibili in organico e prevedendo l’assunzione di nuove professionalità.

LA RICHIESTA DI ASSOCIAZIONI E SINDACATI

“Si tratta di uno strumento di politica attiva del lavoro che coniuga formazione continua certificata, sostegno al reddito e sviluppo occupazionale. Per questo motivo, prima ancora della richiesta di rifinanziare per il 2020 il Contratto di Espansione, era nata la proposta di rendere strutturale tale strumento, facendolo rientrare all’interno delle misure di integrazione al reddito già alimentate dai contributi di imprese e lavoratori. Auspicavamo e auspichiamo ancora che questa possa essere l’occasione per rispondere alle esigenze delle aziende e dei lavoratori — in particolare della Filiera TLC — per prevenire situazioni di crisi occupazionali e accelerare il ricambio generazionale sia assumendo nuovo personale, sia favorendo il prepensionamento” si legge nella nota congiunta firmata da Laura Di Raimondo di Asstel-Assotelecomunicazioni, Fabrizio Solari di SLC-Cgil, Vito Vitale di Fistel-Cisl e Salvo Ugliarolo di Uilcom-Uil.

“Allo stato attuale, attendiamo quindi riscontri da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per trovare strumenti alternativi per rispondere alle esigenze urgenti delle Filiera”.

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