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Quanto gas ha venduto Gazprom nel 2022 e a quali Paesi?

Gazprom Gas

Secondo i dati forniti da Gazprom, dal 1° marzo al 15 marzo – dunque in pieno conflitto tra Russia e Ucraina -, le forniture di gas all’Italia sarebbero perfino aumentate

Si fa in fretta a dire che dobbiamo emanciparci, a livello energetico, dalla Russia: circa il 40% (per la precisione 38%) del gas metano utilizzato proviene proprio da Gazprom. L’Italia ha un consumo di 70-80 miliardi di metri cubi di gas all’anno e 18 miliardi di metri cubi di stoccaggio. La maggior parte del gas naturale impiegato dal nostro Paese viene importato.

IL GAS DI GAZPROM IN NUMERI

Dal 1° gennaio al 15 marzo 2022 Gazprom, secondo i dati preliminari, ha prodotto 111,5 miliardi di metri cubi di gas, al livello dello stesso periodo dell’anno scorso. Sono numeri riportati dalla stessa Gazprom, monopolista russa, partecipata del governo di Mosca.

Le consegne al mercato domestico, in particolare a causa del clima caldo di febbraio, sono diminuite del 5,7% (d4,8 miliardi di metri cubi). Le esportazioni verso i paesi non CSI (al di fuori, cioè dell’organizzazione internazionale composta da nove delle quindici ex repubbliche sovietiche cui si aggiunge il Turkmenistan come membro associato) ammontano a 30,7 miliardi di metri cubi, il 28,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021. Gazprom “continua a fornire gas secondo le richieste dei consumatori nel pieno rispetto degli obblighi contrattuali”, si legge nella nota della compagnia.

In questi primi 15 giorni di marzo, vale a dire a ostilità già iniziate, Gazprom ha esportato più gas nei paesi non CSI rispetto agli stessi periodi di febbraio di quest’anno – del 15,6% e gennaio – del 38,9%. Dal primo al 15 marzo, rispetto all’anno precedente, le forniture a 9 Paesi europei sono perfino aumentate, in particolare a Italia – del 51,7%, Polonia – del 71,8%, Croazia – del 110,9%, Grecia – del 34,6%, Bulgaria – del 24,4%; così come in Turchia – del 21,1%. Le esportazioni di gas verso la Cina stanno crescendo attraverso il gasdotto Power of Siberia nell’ambito di un contratto bilaterale a lungo termine tra Gazprom e CNPC.

 

Secondo Gas Infrastructure Europe, al 13 marzo il volume di gas attivo negli impianti di stoccaggio sotterranei europei è inferiore del 20,4% (6,6 miliardi di metri cubi) rispetto allo scorso anno. Il saldo totale del gas negli impianti UGS in Europa è del 26,2%. Gli impianti di stoccaggio sotterranei in Germania sono vuoti del 74,9%, in Francia dell’80,8%.

L’Italia estrae dal proprio sottosuolo appena il 4,4% del gas che consuma. Lo scorso anno il nostro ha importato dalla Russia il 38,2% del gas pari a 29,07 miliardi di metri cubi. Numeri che fanno di Mosca il nostro principale fornitore. Come più volte ribadito, anche nelle aule parlamentari, dai membri dell’esecutivo Draghi, mentre nel 2012 la percentuale era attorno al 30%, nel 2015 era salita al 44%.

 

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