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Rai, concorso per 90 giornalisti rischia annullamento

Rai

Entro Natale la sentenza del Tribunale di Roma sul concorso, inciampo processuale della Rai: non si è costituita in giudizio per uno dei due ricorsi e non avrebbe smentito il costo di due milioni della selezione.

Rischia il “congelamento” il concorso Rai per la selezione di 90 giornalisti professionisti da assegnare alla Testata giornalistica regionale. E i 3.722 candidati per saperne di più dovranno attendere qualche giorno incrociando le dita. La sorte del concorso, infatti, dipenderà dalla decisione del Tribunale del lavoro di Roma. L’udienza si è svolta il 4 dicembre e il giudice del lavoro, Anna Maria Lionetti, è stata chiamata a pronunciarsi su due diversi ricorsi cautelari presentati dal “Comitato per l’Informazione pubblica”, fondato da oltre 100 giornalisti risultati idonei alla selezione Rai 2015. Assistiti dall’avvocato Enzo Iacovino, nel primo ricorso rivendicano un diritto di precedenza nell’assunzione rispetto ai 90 posti messi a concorso. Nel secondo evidenziano illegittimità del bando chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare.

LA RAI NON SI DIFENDE

Durante l’udienza – a quanto apprende Lo Specialista – sono emerse alcune stranezze. La prima è che gli avvocati della Rai non si sono costituiti in giudizio nel secondo dei procedimenti cautelari, quello riguardante l’illegittimità del concorso. L’azienda, quindi, per quella che è apparsa una dimenticanza non si è potuta difendere facendo da spettatore in Aula. L’altra cosa che ha lasciato stupiti è che gli “idonei” hanno lamentano, tra l’altro, uno “spreco di risorse pubbliche” denunciando un costo di circa due milioni per il concorso. Cifra apparsa spropositata ma che nessuno della controparte avrebbe smentito! Durante il procedimento, inoltre, è intervenuto un giornalista professionista iscritto all’albo dei pubblicisti che ha lamentato l’impossibilità per lui e centinaia di altri colleghi di iscriversi alla selezione con un diniego definito illegittimo come già stigmatizzato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Vena. E come dargli torto…

LE DUE STRADE

Due le possibilità a questo punto. Se il giudice darà ragione alla Rai, nonostante sia probabile il ricorso del “comitato idonei”, l’Azienda tirerà dritto. Entro gennaio – a quanto apprende Lo Specialista – la costituzione della commissione esaminatrice (tutta interna tranne il presidente); a fine gennaio lo scritto (la mattina) con esito dei 270 selezionati (il pomeriggio). Tra febbraio e marzo gli orali. A fine marzo i vincitori con tutte le graduatorie regionali. Se invece la dovessero spuntare gli “idonei”, la partita si farebbe più complicata per il servizio pubblico. Anche perché il giudice potrebbe disporre l’assunzione degli idonei o l’annullamento del bando di concorso. Certo anche la Rai ha l’arma del ricorso, ma la battaglia processuale avrebbe tempi lunghi…

 

Articolo pubblicato su lospecialista.tv

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