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Sure: 27,4 mld all’Italia. Sui social si diffonde l’europeismo dei politici italiani

Sure

L’Italia, grazie al programma Sure, riceverà dall’Unione europea la quota più alta: 27,4 miliardi di euro di prestiti, a tassi di interesse molto bassi. Il Sure mira a sostenere i programmi nazionali che preservano l’occupazione in tempo di crisi

La Commissione europea ha presentato al Consiglio europeo le proposte per l’attivazione del meccanismo Sure, un sostegno finanziario complessivo di 81,4 miliardi di euro per 15 Paesi – tra cui l’Italia – per preservare l’occupazione.

IL SURE PER L’ITALIA

L’Italia ha ricevuto la quota più alta dello schema voluto dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni e da quello al Lavoro Nicolas Schmit, che mira a sostenere i programmi nazionali che preservano l’occupazione in tempo di crisi, come la cassa integrazione in Italia.

LA RIPARTIZIONE DEL SURE NEI PAESI EUROPEI

Il secondo beneficiario è la Spagna con 21,3 miliardi; seguono la Polonia con 11,2 miliardi e il Belgio con 7,8 miliardi. Complessivamente sono disponibili 100 miliardi di euro e la Commissione ha proposto aiuti per 81,4 miliardi a 15 Paesi. Oltre a Italia, Spagna, Polonia e Belgio i prestiti andranno a Bulgaria (511 milioni), Repubblica Ceca (2 miliardi), Grecia (2,7 miliardi), Croazia (1 miliardo), Cipro (479 milioni), Lettonia (192 milioni), Lituania (602 milioni), Malta (244 milioni), Romania (4 milioni), Slovacchia (631 milioni) e Slovenia (1,1 miliardi). Anche Portogallo e Ungheria hanno presentato delle richieste che però sono in corso di esame.

IL TWEET DI GENTILONI

“Oggi la Commissione europea propone il primo pacchetto di 81 miliardi per #SURE, il sostegno ai meccanismi tipo cassa integrazione. Destinatari 15 Paesi, 27 miliardi per l’Italia. L’Europa per il lavoro”, è quanto ha scritto Gentiloni.

IL POST DI GUALTIERI

Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha commentato su Facebook la proposta di dare assistenza finanziaria, attraverso il programma Sure, a 15 Stati membri dell’Ue e in particolare all’Italia con i 27,4 miliardi di euro previsti. “È un apprezzamento alle politiche messe in campo in questi mesi dal Governo per la salvaguardia dei livelli occupazionali, che sono state ritenute importanti e degne di essere pienamente sostenute, e un riconoscimento della scelta che abbiamo fatto di varare misure molto ampie che sono pressoché integralmente finanziate. Grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato oltre i 5 miliardi e mezzo di euro. È l’Europa della solidarietà e del lavoro che prende forma”, ha scritto Gualtieri.

IL TWEET DI AMENDOLA

Il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, ha twittato: “L’Europa a sostegno del mondo del lavoro. Oggi la Commissione europea ha proposto al Consiglio l’attivazione del primo pacchetto di Sure da 81 miliardi di euro. La Cassa integrazione europea aiuterà chi è stato colpito dalla crisi Covid. All’Italia 27 miliardi, la quota più alta”.

IL TWEET DI ZINGARETTI

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, entusiasta come i precedenti per il risultato ottenuto: “Dall’Europa 27,4 miliardi all’Italia per sostegno al lavoro con #Sure. Un’altra conquista. Un altro passo in avanti. L’impegno europeista paga e cambia le cose. Avevamo ragione noi: chi piccona e distrugge l’Europa sbaglia”.

All’inizio del mese, con una lettera firmata da Gualtieri e dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, l’Italia aveva presentato richiesta ufficiale per i fondi Sure per un importo totale di 28,5 miliardi, dichiarando che il programma è un “esempio positivo di solidarietà fra gli Stati a favore dei lavoratori europei”.

COS’È IL SURE

Sure sta per Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, ovvero un supporto per mitigare i rischi di disoccupazione dovuti all’emergenza. È una cassa integrazione che andrà a maggior beneficio delle imprese dei Paesi più colpiti. Fornirà assistenza finanziaria sotto forma di prestiti. Questi prestiti saranno basati su un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri nei confronti dell’Ue e dovrebbero essere usati per finanziare regimi di riduzione dell’orario lavorativo per i lavoratori dipendenti o misure analoghe per i lavoratori autonomi.

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