Fact Checking

Tridico (Inps), ecco un primo bilancio del reddito cittadinanza

Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico in audizione in commissione Lavoro alla Camera: al 10 maggio arrivate oltre 1,1 milioni di domande per reddito e pensione di cittadinanza, tasso di rifiuto tra 25% e 27%

Al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, non risulta che qualche beneficiario del reddito di cittadinanza restituisca la card ma nel contempo afferma che il tasso di chi rifiuta l’assegno per reddito o pensione oscilla tra il 25% e il 27%. In audizione in commissione Lavoro alla Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di nomina a presidente dell’Istituto nazionale di previdenza, l’economista 43enne fa il punto sullo stato dell’arte dello strumento “bandiera” del Movimento Cinque Stelle ma continua anche a tracciare le linee guida del suo mandato.

COS’HA DETTO TRIDICO SUL REDDITO DI CITTADINANZA

Davanti ai deputati della commissione di Montecitorio Tridico ha affermato che, al 10 maggio scorso, all’Inps sono arrivati 1,125 milioni di domande per avere il reddito: di queste 168mila sono domande di pensione di cittadinanza a fronte delle 250 mila stimate complessivamente dal governo. “Ad aprile – ha detto ancora – abbiamo pagato 58mila domande di pensione cittadinanza su un totale di 500mila domande pagate complessivamente tra reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza. Su un milione ne pagheremo circa 750mila e le pensioni sono circa 14% di questo ammontare”. Per quanto riguarda il tasso di rifiuto dell’assegno, questo si colloca tra il 25% e il 27%.

A margine dell’intervento in Parlamento, al presidente dell’Inps è stato chiesto un commento sulle notizie di stampa secondo cui qualche avente diritto al reddito starebbe restituendo la card su cui viene caricato l’importo assegnato. “Non mi risulta. Sarebbe davvero ridicolo. Se le do 100 euro ma anche 40 che fa lei, rifiuta?”. In realtà, secondo quanto racconta oggi il Corriere della sera, in Veneto starebbe accadendo proprio questo: in particolare tra i delusi, ovvero quelli che hanno ricevuto non i 780 euro – cifra massima che si può ottenere – ma solo un importo che va a integrare altre misure di sostegno. “Chi l’ha ricevuto, usa il reddito di cittadinanza per pagare le bollette, le rate del mutuo, le spese condominiali, l’affitto. Ma non la spesa al supermercato o le medicine” – racconta il quotidiano diretto da Luciano Fontana – perché in questa regione, fatta di molte piccole comunità, la gente si vergogna. Dunque, nel caso di assegni molto leggeri, si preferisce rifiutare. Piuttosto in linea con Tridico il presidente di Poste Italiane, Bianca Maria Farina “Se il fenomeno c’è, è sicuramente marginale. Noi registriamo che le card vengono utilizzate e tutto funziona” ha risposto che chiedevano un commento proprio su tale questione.

LE ALTRE INIZIATIVE DELL’INPS

Durante l’audizione Tridico ha parlato anche di altre prestazioni dell’Inps, molte delle quali “non sono note”. Per questo è nata l’iniziativa “Inps per tutti” – con la quale l’Istituto andrà con camper e gazebo nei luoghi di disagio, come le stazioni ferroviarie – che “non farà lievitare le spese perché sono risorse che lo Stato ha già allocato”. “Inps per tutti” perciò servirà “non solo per far conoscere il reddito di cittadinanza, ma faremo lo screening delle persone e gli diciamo ‘questa è la prestazione per te'” ha spiegato aggiungendo che “l’Inps ha 440 prestazioni tra imprese e cittadini” e che “le persone in particolare disagio che non accedono alle prestazioni Inps perché non le conoscono sono circa 20mila”.

Come durante la prima parte dell’audizione, la scorsa settimana, Tridico ha parlato della possibile separazione tra previdenza e assistenza e ha annunciato che a tal fine avvierà “un tavolo con la tecnostruttura”: “Lo reputo giusto e trasparente soprattutto alla luce del fatto che dalle statistiche della Commissione europea e dell’Ocse l’Italia risulta come i maggiori Paesi per spesa in previdenza – ha chiarito -. Non è vero. Siamo assolutamente in linea in termini di previdenza con la spesa Ue ma all’interno del bilancio Inps c’è un capitolo molto importante sulle prestazioni assistenziali. Se questa fosse separata non apparirebbe nelle statistiche e il problema non ci sarebbe più”. Di sicuro, ha puntualizzato, non si vuole “smembrare l’Istituto”.

IL FUTURO PREVIDENZIALE DEI GIOVANI

Infine, il presidente dell’Inps ha riportato i risultati di un esercizio di statistica attuariale inerente alla previdenza dei giovani. Un ragazzo “che inizia oggi a 27-28 anni con uno stipendio medio di circa 1500 euro avrà, all’atto della pensione fissata a 70 anni e in presenza di una carriera stabile, una pensione media di 1500 euro” ha detto Tridico chiarendo però che “la nostra stima presuppone un livello di salario stabile. Il problema riguarda invece, e qui mi rivolgo a voi, le carriere instabili, quelle che si interrompono”.

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