Fact Checking

Tutti i progetti green di Consip

Cosa fa Consip per portare l’approccio “green” nella pubblica amministrazione. Tutti gli ultimi dati su attività, acquisti e gare che mirano all’ecosostenibilità

Le istituzioni puntano sempre più ad essere ecosostenibili e Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione partecipata al 100% dal Mef, svolge un ruolo importante anche in questo senso. L’azienda guidata da Renato Catalano contribuisce infatti a diffondere il tema negli acquisti, rendendo disponibili prodotti e servizi sempre più “verdi”. Il suo impegno per gli acquisti pubblici “green” parte già dal 2008 quando l’Italia, su impulso di Bruxelles, ha avviato il Piano nazionale d’azione sul GPP (Green Public Procurement) che, per l’Unione europea, è “l’approccio in base al quale le amministrazioni pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta delle soluzioni con il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita (produzione, utilizzo, smaltimento) del bene o servizio”.

QUALCHE NUMERO SULL’ATTIVITÀ NEL 2019

Nel 2019 Consip ha già bandito 22 gare per un valore annuo di 2,7 miliardi e ha aggiudicato 32 iniziative per un valore annuo di 2,4 miliardi. Sul sito www.consip.it si possono trovare le gare e gli avvisi con tutti i dati utili per far partecipare le aziende ma anche le consultazioni di mercato destinate ai fornitori per avere indicazioni utili nella fase di studio della strategia di gara, un prezioso aiuto dato da Consip alle imprese. Senza contare le informazioni di servizio, l’elenco dettagliato delle attività svolte dalla centrale acquisti della Pa e un sistema di georeferenziazione per consultare i dati sugli acquisti effettuati con gli strumenti del Programma di razionalizzazione della spesa gestito da Consip per conto del Mef.

COME AGISCE CONSIP PER GLI ACQUISTI “VERDI”

Per favorire una spesa nella Pa che sia sempre più ecosostenibile, Consip parte dala definizione di “criteri verdi” da inserire come requisiti premianti nelle proprie iniziative di acquisto partendo dall’analisi della normativa di settore passando per l’analisi del ciclo di vita del prodotto o servizio e dal confronto con il mercato e finendo con la definizione del criterio.

I NUMERI DEGLI ACQUISTI “VERDI”

Andando ad analizzare i dati delle attività e degli acquisti della società, si nota che negli anni il numero di iniziative di e-procurement che prevedono criteri e requisti ambientali è aumentato progressivamente tanto che oggi sono ecosostenibili circa il 91% delle convenzioni attive e aggiudicate, il 60% degli Accordi quadro attivi, l’85% delle iniziative sul MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione) e il 71% di quelle sul Sistema dinamico di acquisto della PA. Grazie a queste iniziative, gli acquisti “verdi” effettuati dalle PA tramite strumenti Consip sono stati pari a 13,2 miliardi di euro dal 2014 al 2017. Secondo Consip tale comportamento al consumo, nel solo 2017, ha prodotto un risparmio economico per la Pubblica Amministrazione di 380 milioni di euro e – in termini ambientali – ha evitato l’emissione di 1,9 milioni di tonnellate di CO2 sul ciclo di vita dei prodotti.

UN APPROCCIO “GREEN” GENERALIZZATO

Inoltre, l’approccio “green” si concretizza anche nella diffusione di nuovi modelli di lavoro basati sulla digitalizzazione e sulla demateriazzazione delle procedure di acquisto. Nel 2017, è la stima attuale, oltre 650mila ordini di acquisto passati per il sistema Consip attraverso le Convenzioni e il Mercato elettronico della Pa hanno consentito di risparmiare 50 milioni di fogli di carta in termini di “volumi di carta non stampata” e di “eliminazione degli archivi cartacei”.

LA PA E IL GREEN – INDAGINE FORUM PA

Rimanendo in tema di sostenibilità ambientale e di PA, occorre ricordare l’indagine di Forum PA “Green PA: pratiche di consumo sostenibile a lavoro” che ha coinvolto circa 1.200 dipendenti pubblici degli oltre 3,2 milioni totali tra il 2017 e il 2019 e che ha mirato ad analizzare le scelte di consumo di chi lavora nel settore statale. I dati raccolti riguardo agli obblighi assunti in Europa evidenziano, negli ultimi due anni, un consolidamento dei risultati ottenuti in riferimento al Green Public Procurement (GPP), anche per gli interventi plastic free. Per quel che riguarda, invece, l’aspetto relativo ai comportamenti individuali, cresce la percentuale di chi, tra i dipendenti pubblici, percepisce il proprio stile di consumo a lavoro come più che sostenibile nel 2019 rispetto al 2017. Secondo lo studio di Forum PA, nel 2019 il 36,9% (+5,5% rispetto al 2017) considera il proprio modo di comportarsi nel luogo di lavoro rispettoso dell’ambiente e il 43,1% “abbastanza sostenibile”. Solo il 20% ritiene di avere un atteggiamento “poco sostenibile”.

Dalla stessa ricerca risulta inoltre che, se chi consuma acqua minerale negli uffici pubblici (il 57,6%) evitasse di bere con contenitori di plastica monouso, si risparmierebbero 410 milioni di bottigliette, ovvero oltre 11 mila tonnellate di plastica. Considerando che per ogni tonnellata di plastica nuova prodotta derivano 2,5 tonnellate di emissioni di CO2 legate ai soli processi industriali, si parla di un risparmio – per il consumo di acqua minerale in bicchieri e bottiglie monouso – di oltre 27 mila tonnellate di anidride carbonica emesse in atmosfera ogni anno.

Sul fronte dei consumi individuali, negli ultimi due anni risultano in aumento le persone che abitualmente bevono acqua del rubinetto (42,4%) e che in pausa pranzo utilizzano piatti o porta pranzo lavabili e riutilizzabili (72,1%).

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