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A che punto sono dl crescita e sblocca cantieri?

sblocca cantieri

Ancora non sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale il dl crescita e il dl sblocca cantieri, approvati in Cdm “salvo intese” il 4 aprile e il 21 marzo. Fonti della maggioranza a Policy Maker: arriveranno tra due settimane

Sono passati undici giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri ma ancora non se ne vede in traccia in Gazzetta Ufficiale. Stiamo parlando del decreto crescita che contiene, fra le altre, le norme per i rimborsi ai truffati delle banche e la mini Ires per le imprese che dovrebbe scendere al 2,5% nel 2019 a fronte dell’attuale 24%. E anche l’altro provvedimento su cui ha puntato molto il governo per la ripresa dell’economia, il dl sblocca cantieri, pare non goda di ottima salute: dopo aver avuto il via libera a Palazzo Chigi il 20 marzo scorso, pure questo testo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’APPROVAZIONE “SALVO INTESE”

Sia il dl crescita sia il dl sblocca cantieri hanno avuto il disco verde del Cdm con la formula “salvo intese” che consente ulteriori limature al testo visto il continuo confronto fra i due partiti di maggioranza, Lega e Movimento Cinque Stelle.

IL PROBLEMA DEI TEMPI E DELLE RISORSE

Ancora quattro giorni fa il titolare dell’Economia, Giovanni Tria, intervistato dal Messaggero affermava che i due provvedimenti erano pronti “grosso modo al 98%” mentre il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, il 9 aprile scorso a margine del convegno della federazione italiana piloti dei porti aveva dichiarato che lo sblocca cantieri sarebbe stato “pubblicato nei prossimi giorni, sicuramente questa settimana”. Alla domanda se il provvedimento avesse ricevuto la bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato aveva risposto: “Penso di sì”.

È evidente che così non è andata e rumors insistenti individuano le cause di tale lentezza nella difficoltà a reperire le risorse necessarie per ottemperare a una serie di interventi importanti: tanto per dirne una, nello sblocca cantieri – come affermato dallo stesso Toninelli – sono previsti commissariamenti che riguardano opere che cubano circa 25 miliardi di euro. Forte causa di discussione sarebbero pure le previste modifiche al codice dei contratti pubblici così come, nel dl crescita, sarebbe alta la tensione sul fronte dei titoli di Stato pensati dal M5S per cancellare il debito del Comune di Roma, 12 miliardi di cui 9 di natura finanziaria. Un “regalo” alla sindaca Virginia Raggi, in sostanza, secondo il Carroccio.

FONTI DELLA MAGGIORANZA A POLICY MAKER

Intanto fonti della maggioranza riferiscono a Policy Maker che entrambi i decreti arriveranno tra due settimane e confermano che lo scoglio sono proprio le coperture.

LE POLEMICHE DELL’OPPOSIZIONE

Dall’opposizione arrivano bordate a causa del ritardo accumulato dai due decreti legge che, ricordiamo, servono per misure urgenti. Maria Stella Gelmini, capogruppo dei deputati di Forza Italia, critica questo esecutivo di “irresponsabili” perché “la crescita è un’emergenza vera e il governo non può fare pagare al Paese le sue contraddizioni”. Peraltro, ricorda, “i decreti hanno poi bisogno della conversione in legge da parte del Parlamento per la quale occorrono 60 giorni”. Secondo il deputato Pd Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, “il decreto crescita è ancora in alto mare. Se ne parla per maggio, alla faccia dell’urgenza – a questo servono i decreti – e soprattuto delle imprese che aspettano agevolazioni fiscali e incentivi”. E conclude: “Che governo di cialtroni, che approssimazione e superficialità. Si gioca con l’economia del Paese, cioè col nostro presente e il nostro futuro”.

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