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Autonomia, Zaia chiede l’intesa. Boccia: siamo pronti

Zaia

Il governatore del Veneto Luca Zaia in audizione in Parlamento: processo inesorabile ed endemico. Il ministro per gli Affari regionali: ddl pronto, può essere approvato a larghissima maggioranza

Una battaglia gandhiana per l’autonomia. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è fortemente determinato nel chiedere al governo che proceda su questa strada visto che “il Paese sta cambiando pelle” e che rischia di disgregarsi con il “centralismo”. Durante l’audizione in Commissione parlamentare per le questioni regionali in merito all’indagine conoscitiva sul processo di attuazione del regionalismo differenziato l’esponente del Carroccio ha auspicato che si vari un’intesa al più presto mentre dalle colonne del Corriere di Bologna (ieri) e da quelle de Corriere del Veneto (oggi) il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha ricordato che il ddl in materia è già pronto e che può essere approvato “a larghissima maggioranza, se non all’unanimità”.

ZAIA: PROCESSO AUTONOMIA È INESORABILE, CENTRALISMO DERESPONSABILIZZA

In audizione Zaia è tornato a tamburo battente sull’importanza dell’autonomia per l’Italia. “Questo Paese sta cambiando pelle – ha affermato -, abbiamo 5 Regioni che hanno già l’autonomia per Costituzione, a cui se ne sono aggiunte almeno 12 che chiedono di attivare l’articolo 116, comma 3. Noi su 20 Regioni abbiamo 17 Regioni che chiedono il processo di autonomia. Se continuiamo con il centralismo questo Paese si disgrega”.

Per l’ex ministro delle Politiche agricole, insomma, si tratta di “un processo che ha già preso la sua via, sarà inesorabile ed endemico, se questo Governo deciderà di non dare corso all’autonomia arriverà qualcun’altro che lo farà. Noi faremo una battaglia in modo civile, rispettosa delle regole e delle persone, però dobbiamo portare a casa l’autonomia” che secondo Zaia è “un fatto di rispetto e di responsabilità”. Non solo: “L’autonomia e il federalismo sono il Rinascimento di questo Paese” a differenza del centralismo che “è il nostro muro di Berlino da abbattere. Il centralismo deresponsabilizza, non punta alla virtuosità, abbiamo sprechi dappertutto”.

ZAIA: RIPRENDERE LA PARTITA DELLA LEGGE QUADRO

Sic stantibus rebus, dunque, si proceda. “È stato dato mandato al ministro di predisporre il testo concertato di questa legge quadro che dovrebbe essere il recinto all’interno del quale dovrebbero articolarsi le intese” ha affermato Zaia che ha ricordato i precedenti “confronti sul testo della legge quadro”. “Adesso speriamo che questa partita riprenda. Abbiamo necessità di portare a casa l‘autonomia perché in Veneto tutti hanno votato per l’autonomia, è stato un voto trasversale, a prescindere dalle indicazioni dei partiti” ha chiarito il governatore evidenziando poi: “Abbiamo il “massimo rispetto per il Parlamento ma ci imbarazza un po’ la partita dell’intesa, l’intesa è un contratto che firmano due controparti. Se concordiamo un testo non si può cambiare. Prendiamo atto che c’è una legge quadro che spero aiuti a coinvolgere il Parlamento” perché “è una partita epocale”.

BOCCIA: GOVERNO PRONTO A RIPARTIRE

Parole, quelle di Zaia, cui ha risposto indirettamente il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia (Pd). “L’autonomia è uno dei punti rilevanti del confronto politico all’interno della maggioranza che ci sarà a breve, tra la fine di questa settimana e la prossima. È questione di giorni ormai” ha annunciato ieri in una intervista al Corriere di Bologna ripresa oggi dal Corriere del Veneto ricordando: “Quando mi sono insediato ho trovato un tutti contro tutti: Nord contro Sud, sindaci metropolitani contro presidenti delle Regioni. Ora c’è unanimità tra Nord e Sud, destra e sinistra, sindaci metropolitani e Regioni”.

Nel frattempo si è lavorato: “Il provvedimento è già pronto, è stato licenziato, è già andato in pre Consiglio dei ministri. Mi sono fermato prima di Natale — ha chiarito Boccia —, perché alcune forze della maggioranza volevano fare ulteriori riflessioni: abbiamo ricevuto buoni contributi da tutte le forze politiche, a partire da Vasco Errani per Liberi e uguali; il M5S aveva avuto il consenso dal Nord ma una richiesta di approfondimento dal Sud. Era una fase di grande caos, io stesso avevo detto di aspettare un attimo. Ma ora siamo pronti a ripartire ” .

Il disegno di legge, ha continuato il ministro, “può uscire con una larghissima maggioranza secondo me, se non con l’unanimità. Mi aspetto un ampio consenso da parte della forze politiche, perché ho avuto un approccio diverso rispetto al governo precedente: dal modello uno a uno di contrattazione dello Stato con le singole Regioni, ho voluto che il campo di gioco avesse le stesse linee per tutte le Regioni che si siedono tutte insieme allo stesso tavolo. L’arbitro è la Costituzione”.

Boccia ha pure risposto, stavolta direttamente, a Stefano Bonaccini che — a poche dalla sua rielezione a presidente della Regione Emilia-Romagna — ha affermato: “Ora l’autonomia, non farò sconti”. “Se Bonaccini batte cassa non c’è problema, lui sa che sono solvibile” ha commentato ironicamente il parlamentare collega di partito.

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