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Cattaneo Zanetto & Co, Comin & Partners, Inrete: quanto guadagna chi fa lobby?

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Come sono andati i conti delle società di Lobby nel 2020? Risultati, confronti e dubbi irrisolti nell’articolo di Policy Maker

 

La pandemia da Covid-19 non contagia i conti delle società di Lobby italiane: le attività di influenza delle decisioni pubbliche non sembrano conoscere crisi. Almeno a guardare performance e numeri del 2020. Diverse sono le aziende che, nonostante l’avanzata della pandemia ed il lockdown, vedono i ricavi crescere (anche grazie a servizi aggiunti, integrativi e accessori, come i servizi di comunicazione un tempo non compresi nell’ambito delle relazioni istituzionali).

Ecco tutti i numeri.

Buone le performance economiche di Cattaneo Zanetto, che nel corso del 2020 ha concluso l’iter che ha portato alla fusione, per incorporazione, della società controllata Policy Brain Srl, una start up nata nel 2014, sempre di proprietà di Cattaneo Zanetto, nata per lavorare sul tema dei Big data, pubblici e politici, in questo caso, da elaborare a servizio delle attività di public affairs. La società di Lobby, di proprietà di Alberto Cattaneo (37,5%), Paolo Zanetto (37,5%) e Claudia Pomposo (25%) nell’annus horribilis della pandemia vede salire l’utile a 2.607.026 euro, spinto da ricavi in aumento che si attestano a 9.250.794 euro.

Anche Comin & Partners cresce. Il valore totale della produzione si porta a 9.154.302 euro (da 8.311.995), mentre l’utile sale a 2.578.023, da 1.821.312 euro, secondo i dati forniti a Policy Maker dalla stessa società con sede a Roma. Comin & Partners ha avviato le sue attività nel 2015, imponendosi come uno dei top player su piazza; il capitale sociale è suddiviso tra Gianluca Comin (quota di maggioranza), Elena Di Giovanni, Gianluca Giansante, Federico Fabretti e Lelio Alfonso.

FB & Associati, costituita nel 1996, ha registrato ricavi a 5.2017.102 euro, in crescita dai 4.227.375 euro del 2019, ed un utile più che raddoppiato a 455.106 euro. L’azienda è controllata, in maggioranza, da FB Holding. Altri soci sono Fabio Bistoncini, Vincenzo Aprile e Luca Gargano, Agnese Chiscuzzu e Annalisa Ferretti.

Segno positivo anche per i numeri di Nomos Centro Studi Parlamentari: i ricavi, nel 2020, salgono a 1.449.234 euro e l’utile si porta a 129.652 euro (da 79.605 euro). La società è di proprietà della famiglia Soncini, che ne possiede il 60% (Licia Soncini il 40% e Luca Soncini il 20%). La restante percentuale è suddivisa tra Fabio Franceschetti (30%) e Claudio Venanzetti (10%).

Cresce anche l’utile di Telos Analisi e Strategie, di proprietà al 90% di Maria Palazzolo e al 10% di Marco Sonsini. La società, nel 2020, ha subito una leggera flessione del valore totale della produzione, a 1.022.200 euro (da 1.054.639 euro), e visto una importante impennata dell’utile a 162.443 euro, dai circa 94.000 euro del 2019.

Hdrà – Consenso Europa dopo aver chiuso il 2019 con una perdita mostruosa, pari a quasi due milioni di euro, nel 2020 ha ridotto le perdite a 106.483 euro. La società, controllata al 70% da Happy Hammer (Mauro Lucchetti è proprietario del 20% e Marco Forlani del restante 10%), ha registrato nel 2020 ricavi in crescita a 8.093.813 euro, contro i 5.868.701 euro del 2019.

Numeri contrastanti per Inrete. La società, che ha avviato la sua attività nel 2010, ed è controllata al 66.75% da Simone Dattoli e al 33,25% da Luca Simonato, ha visto i ricavi scendere di circa un milione di euro, a 6.021.592 euro, ma l’utile societario salire a 449.330 euro (299.610 euro). “La lieve diminuzione dei ricavi è legata al perdurare della pandemia, che seppur non ha influenzato notevolmente il risultato, ha rallentato, a causa di alcuni mesi di chiusura parziale, lo svolgimento delle attività. La struttura estremamente flessibile dei costi ha permesso, pur con una contrazione dei ricavi, di ottenere un risultato superiore all’esercizio precedente ed ampiamente soddisfacente”, spiega InRete nella nota al Bilancio.

Utopia Lab, il cui capitale sociale è spartito tra Giampiero Zurlo (90%) e Ernesto Di Giovanni (10%), ha registrato ricavi in aumento, a 4.225.590 euro da 3.716.434 euro, e utile in calo a 106.477 euro, da 122.349 euro. In aumento anche i costi, a 4.031.992 euro da 3.499.429 dell’anno prima, a causa della costituzione di Utopia Bruxelles, una new.co in Belgio di cui Utopia detiene il 100% delle partecipazioni (con un fatturato per il 2020 di 494.000 euro), e degli importanti investimenti fatti in Utopia Studios.

Anche Sec NewGate, che ha avviato le proprie attività nel lontano 1989, ha subito un crollo dei ricavi, sempre causa pandemia, a 9.806.245 euro. Si abbassa anche l’utile, a 661.422 euro da 761.479 euro. Il Capitale sociale è detenuto da Sec NewGate S.P.A., Retro Grand Limited e Fiorenzo Tagliabue.

Anno decisamente poco positivo per Open Gate Italia, che vede crescere i ricavi (1.354.205 euro da 1.317.060 euro) ma scendere l’utile (12.822 euro, da 68.672 euro). Nella nota integrativa è la stessa società, il cui capitale sociale è suddiviso tra Laura Rovizzi -quota di maggioranza – Andrea Morbelli, Pamventure e Lucia Feroce, a spiegare il motivo di questi numeri: “Ai fini della corretta interpretazione del bilancio chiuso al 31/12/2020 e della valutazione circa la possibile comparabilità dello stesso con il bilancio relativo all’esercizio precedente, si evidenzia come la situazione emergenziale derivante dall’infezione da. SARS Covid-19 abbia reso necessaria l’adozione di specifiche misure di sostegno dell’attività e dei lavoratori coinvolti, con conseguente effetto sui documenti componenti il bilancio ed in particolar modo il Conto Economico”.

Scendono i ricavi e l’utile di Adl Consulting, società nata nel 2012 e di proprietà, al 76%, di Claudio Di Mario e al 24%, diviso pariteticamente, tra Mario Alessandro e Marialessandra Carro. L’azienda, nel 2020, ha un valore totale della produzione a 604.950 euro (contro i 685.550 euro) ed un utile sceso a 8.985 euro (42.807 euro).

Nel suo piccolo prova a farsi spazio anche Noesi, società nata nel 2015, di proprietà di  Ignazio Maria Sestili (51%) e del figlio Claudio (49%). L’azienda ha segnato una flessione dei ricavi, a 935.365 euro (da 1.151.487), ma un utile in relativo aumento a 29.160, da 1.432 euro.

Manca il bilancio 2020 di Reti, gestita da Quicktop, ancora in fase di compilazione. L’azienda, di proprietà di Giuseppina Gallotto, è impegnata in questi mesi in un riassetto societario e in una nuova apertura a Bruxelles. Nel 2019, la società ha visto i ricavi scendere leggermente, a 1.965.027 euro da 1.978.899 nel 2018, con l’utile salire di circa 5.000 euro, a 47.373.

 

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