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Chi sono gli uomini dei partiti e del governo che seguono il dossier nomine

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Chi gestisce la partita delle quasi 700 nomine che arriveranno da qui alla prossima primavera. Tra i posti di comando in ballo ci sono Agcom, Eni, Enel e Leonardo

Circa 700 da qui alla primavera del 2020: tanti sono i vertici di authority e società controllate o partecipate che il governo è chiamato a nominare. E per intervenire nel risiko i partiti schierano i big nella speranza di risultare il più possibile incisivi. Tradotto: nel tentativo di occupare quanti più posti di comando con persone di fiducia. Ma vediamo chi tratterà per queste importanti poltrone, fra cui — solo per fare qualche nome — quella del presidente dell’Autorità delle Comunicazioni, del numero uno dell’Anac e del garante della Privacy e quelle del board di Sace, Simest, Sogin, Sogei, Eni, Enel, Leonardo, Poste e Terna.

CHI SI OCCUPA DELLE NOMINE NEL GOVERNO CONTE 2

Se un ruolo importante lo giocherà l’asse Palazzo Chigi, dicastero dell’Economia e delle Finanze e dicastero dello Sviluppo economico con il presidente Giuseppe Conte e con i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, è però evidente che i partiti della maggioranza si sono dotati di una figura specifica chiamata a partecipare alle trattative.

Secondo fonti di Policy Maker per il Partito Democratico è sceso in campo Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali, ma in questo caso attivo soprattutto grazie al suo ruolo di tessitore dell’alleanza tra Nazareno e M5S e di capo delegazione del Pd al governo.

Per Italia Viva, invece, il dossier è affidato alle cure di Ettore Rosato, vicepresidente della Camera ed ex capogruppo Pd che ha seguito Matteo Renzi nella nuova avventura di IV. Ad affiancarlo nel recruiting il deputato Vito De Filippo, sottosegretario al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca durante il governo Gentiloni e vicino all’ex ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

Nel Movimento Cinque Stelle la partita è affidata alle cure del giovane ma operoso Stefano Buffagni, vice di Patuanelli al Mise e sottosegretario al ministero per gli Affari regionali e le autonomie del governo gialloverde.

CHI SI OCCUPA DELLE NOMINE TRA I PARTITI D’OPPOSIZIONE

Anche nelle fila dell’opposizione sono nomi di peso quelli che si occupano del risiko. A cominciare dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il Conte 1 e numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti, che del tema nomine è grande esperto.

Sempre secondo indiscrezioni di Policy Maker in Fratelli d’Italia le nomine parlamentari, ovvero quelle che riguardano le Authority, sono gestite dai capigruppo, Fabio Rampelli (Camera) e Luca Ciriani (Senato). Per quanto riguarda invece le nomine di società partecipate o controllate oltre ai capigruppo se ne occupa direttamente la leader del partito, Giorgia Meloni.

In Forza Italia il dossier è nelle mani dell’ex presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di FI Antonio Tajani ma assicurano che dietro le quinte, pronto a dare una mano, c’è l’onnipresente Gianni Letta.

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