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Coronavirus, tutte le task force della ministra Azzolina

azzolina supplenti

Una per la fase 1 e una per la fase 2, coordinata dall’ex rettore dell’università di Ferrara, Patrizio Bianchi. La responsabile del Miur Azzolina: l’emergenza ha evidenziato le criticità che la scuola italiana sconta da anni

Uno dei settori più danneggiati dall’emergenza coronavirus, l’istruzione, e anche il ministero che più si è dotato di task force per affrontare le tante difficoltà sorte, dalla chiusura delle scuole, alla didattica a distanza all’edizione “easy” dell’esame di Stato. Dopo il gruppo di lavoro nato a fine febbraio, alla vigilia della cosiddetta fase 1, ora si è insediato un altro comitato, guidato dall’ex rettore dell’ateneo di Ferrara, Patrizio Bianchi, cui spetterà fare proposte per la fase 2. Soprattutto per mettere in condizione istituti e professori di riaccogliere gli studenti a settembre visto che “le scuole chiuse sono una ferita per tutti”, come ha detto il capo dello Stato. E sono pure una grave mancanza istruttiva e pedagogica per bambini e ragazzi, oltre che un problema non ozioso per i genitori che lavorano fuori casa.

C’è da dire che, facendo un giro sul sito del Miur, si nota una certa propensione — e non certo solo da quando a Viale Trastevere c’è Lucia Azzolina (M5S) — a creare task force per diverse questioni che affliggono i mali dell’istruzione nostrana. A cominciare da quella per l’emergenza educativa, nata a novembre 2018 quando era ministro Marco Bussetti, sempre area pentastellata, ricordata di recente dalla stessa Azzolina.

LA TASK FORCE PER LA FASE 1

La prima task force si è riunita a Viale Trastevere lo scorso 24 febbraio insieme alla ministra, alla sua vice Anna Ascani (Pd), a rappresentanti della Protezione Civile, pediatri, referenti territoriali del dicastero, rappresentanti delle Associazioni dei genitori e degli studenti, realtà pubbliche e private. “Il Ministero dell’Istruzione è in campo, ci stiamo raccordando con tutte le autorità competenti per dare messaggi che rassicurino e supportino i nostri studenti, le famiglie, il personale scolastico. La nostra comunità scolastica sta dando una risposta molto positiva in tutto il Paese” ha detto Azzolina in occasione dell’incontro. In quel momento le scuole erano chiuse solo in alcune regioni “come misura precauzionale” ma si valutavano “tutti gli scenari” e si studiavano “soluzioni per la didattica a distanza” in modo da “garantire un servizio pubblico essenziale agli studenti”.

LA TASK FORCE PER LA FASE 2

Solo pochi giorni fa la ministra dell’Istruzione ha istituito una seconda task force dedicata alla fase 2 con il compito di “formulare e presentare idee e proposte per la scuola”, che saranno poi vagliate dai vertici del dicastero, “con riferimento all’emergenza sanitaria in atto, ma anche guardando al miglioramento del sistema di Istruzione nazionale”. Tra gli obiettivi anche quello di “rispondere rapidamente a tutti i dubbi e le istanze che  stanno arrivando, in particolare dalle famiglie”. Questi gli argomenti su cui il Comitato , che opererà a titolo gratuito e resterà in carica fino al 31 luglio, potrà intervenire:

·         avvio del prossimo anno scolastico, tenendo conto della situazione di emergenza epidemiologica attualmente esistente;

·         edilizia scolastica, con riferimento anche a nuove soluzioni in tema di logistica;

·         innovazione digitale, anche con lo scopo di rafforzare contenuti e modalità di utilizzo delle nuove metodologie di didattica a distanza;

·         formazione iniziale e reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, con riferimento alla previsione di nuovi modelli di formazione e selezione;

·         consolidamento e sviluppo della rete dei servizi di educazione e di istruzione a favore dei bambini dalla nascita sino a sei anni;

·         rilancio della qualità del servizio scolastico nell’attuale contingenza emergenziale.

Della task force fanno parte 18 esperti tra docenti universitari, dirigenti scolastici, ricercatori, pedagogisti ed esperti del mondo digitale. Sono: Patrizio Bianchi, coordinatore, professore ordinario di Economia e Politica industriale presso l’Università di Ferrara; Lorella Carimali, docente presso il Liceo Scientifico statale “Vittorio Veneto” di Milano; Giulio Ceppi, ricercatore e docente incaricato presso il Politecnico di Milano; Domenico Di Fatta, dirigente scolastico presso l’Istituto di istruzione superiore “Regina Margherita” di Palermo;  Amanda Ferrario, dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore “Tosi” di Busto Arsizio (Varese); Maristella Fortunato, dirigente dell’Ambito Territoriale di Chieti e Pescara, Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo; Daniela Lucangeli, professore ordinario di Psicologia dell’Educazione e dello Sviluppo presso l’Università di Padova; Alberto Melloni, professore ordinario di Storia del Cristianesimo presso l’Università di Modena-Reggio Emilia; Cristina Pozzi, ceo & co-founder Impactscool; Andrea Quacivi, amministratore delegato di Sogei; Flavia Riccardo, ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità; Mario Ricciardi già professore associato di Diritto del Lavoro e delle Relazioni industriali presso l’Università di Bologna; Mariagrazia Riva, professore ordinario di Pedagogia Generale e Sociale, presso l’Università di Milano-Bicocca; Arduino Salatin, presidente Istituto internazionale salesiano di ricerca educativa – ISRE; Aldo Sandulli, professore ordinario di Diritto Amministrativo presso la Luiss Guido Carli; Mariella Spinosi, dirigente tecnico del Ministero dell’Istruzione in quiescenza; Stefano Versari, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna; Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria.

La task force potrà convocare in audizione professionalità interne all’Amministrazione, Enti di ricerca, Università, Associazioni di categoria, il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e il Forum nazionale delle Associazioni dei genitori della scuola (Fonags), rappresentanti delle Consulte studentesche, e pure avviare interlocuzioni con la Conferenza delle Regioni, con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, con l’Unione delle Province d’Italia.

Azzolina in un post su Facebook, il 21 aprile scorso, ha annunciato di aver firmato l’atto per istituire la task force per mettere a punto un “progetto ampio, complessivo, per uscire dall’emergenza ma guardando oltre”. Se infatti “l’emergenza ha ricordato a tutti la centralità del sistema d’Istruzione” ha pure “evidenziato le criticità che la scuola italiana sconta da anni. Troppi anni e troppi ritardi. Digitalizzazione, formazione, edilizia: priorità su cui non può più esserci alcuna esitazione”. Al gruppo di lavoro, ha sottolineato, il compito di aiutare “a progettare la nuova scuola che dovrà nascere dall’emergenza” formulando “proposte che vaglieremo con attenzione”.

CHI È PATRIZIO BIANCHI

Ferrarese, 68 anni, Patrizio Bianchi è docente ordinario di Economia e politica industriale nell’ateneo della sua città dove è stato anche rettore dal 2004 al 2010. Formatosi all’università di Bologna con Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio, durante la sua carriera Bianchi ha assunto anche incarichi fuori dall’accademia: presidente di Sviluppo Italia (1999-2000), membro del board dello Svimez (2002), membro del consiglio d’amministrazione di Carife (2004). Autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali di settore, ha anche scritto 32 libri, molti dei quali per la casa editrice bolognese Il Mulino.

L’impegno di Bianchi negli ultimi anni si è allargato anche alla politica: è stato assessore della regione Emilia-Romagna, nella precedente giunta Bonaccini, con deleghe al coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione, professionale, università, ricerca e lavoro. A tal proposito ha varato una riforma dell’educazione fondata sull’integrazione tra i sistemi dell’istruzione, della formazione, della ricerca e dell’innovazione, la rete dei Tecnopoli dell’Emilia Romagna.

Bianchi è anche commendatore al merito della Repubblica Italiana e ha ricevuto dall’Accademia dei Lincei il premio Ministro dei Beni e delle Attività culturali 2015 per le scienze politiche e sociali.

LE RICHIESTE DELL’ANCI

Chiedeva di essere coinvolta in questa task force, e parzialmente è stata accontentata, anche l’Associazione dei Comuni italiani che a tal fine aveva inviato una lettera a Viale Trastevere. “I Comuni sono i titolari dei servizi di supporto alla scuola: refezione scolastica, trasporto, educatori di sostegno e per il diritto allo studio — ha dichiarato la presidente della commissione Istruzione Anci, Cristina Giachi —. Spesso sono gestori di servizi educativi della prima infanzia, direttamente o attraverso appalti di servizio o convenzioni, gestiscono e organizzano una parte rilevante della scuola dell’infanzia. Per questo ci aspettiamo di essere coinvolti nelle decisioni che il governo vorrà prendere per la fase due”. Secondo Giachi “non si può non riflettere su cosa avverrà nelle nostre comunità civiche con il rientro dei genitori al lavoro e le scuole ancora chiuse. Si deve lavorare ora per costruire insieme un piano per la riapertura di asili e scuole che sia adeguato ai bisogni dei bambini e degli adolescenti pur nel rispetto  delle  misure. Chiediamo alla ministra di poter contribuire come Anci con la nostra rete di assessori alla concreta definizione delle soluzioni organizzative e amministrative che riguardano la scuola partecipando alla task force istituita presso il ministero dell’istruzione”.

LA TASK FORCE PER L’EMERGENZA EDUCATIVA

La stessa Azzolina sul social segnala che “altra cosa è la task force per le emergenze educative: una struttura operativa che esiste da anni, composta da dipendenti ministeriali e rappresentanti degli uffici regionali. Al lavoro già da fine febbraio, senza compensi extra, ha permesso ad esempio di raggiungere le scuole delle ex zone rosse o di offrire supporto psicologico a docenti e studenti”.

Già, perché a Viale Trastevere i gruppi di lavoro abbondano e da novembre 2018 opera questa task force, coordinata da Giuseppe Pierro, dirigente dell’Ufficio II presso la Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione. Le competenze della task force — che interviene per sostenere il welfare e il diritto allo studio a favore delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche coinvolte — vanno dalle calamità climatiche, ambientali e strutturali fino alle aree disagiate caratterizzate da squilibri sociali, economici e culturali.

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