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Corsa per la Manovra, non c’è tempo per correggere errori

manovra

Approvazione entro sabato per evitare esercizio provvisorio

I tempi sono strettissimi per approvare la manovra ed evitare l’esercizio provvisorio e quindi gli “errori” non saranno corretti, almeno non subito. La legge di Bilancio, dopo il passaggio al Senato, è arrivata ieri in commissione alla Camera, per il secondo passaggio a Montecitorio. La manovra deve essere approvata entro sabato e se la fiducia è ormai scontata, il governo e la maggioranza devono evitare a qualunque costo un intoppo che potrebbe aprire lo scenario devastante di finire l’anno senza l’ok alla legge fondamentale dello Stato.

PERCORSO ACCIDENTATO

In commissione il percorso, per quanto considerato pro-forma dalla maggioranza, è stato ieri subito molto accidentato. A partire dall’insurrezione dell’opposizione per la mancata diretta sulla web tv (il M5s ha detto no alla richiesta) e dalla lunga interruzione in attesa dell’audizione del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Un intervento inizialmente negato, ma poi alla fine accordato dopo che Pd e Forza Italia, in primo luogo, avevano dato battaglia: il titolare di via XX settembre è stato “costretto” a presentarsi, ma solo alle 20.30, con una riunione finita quasi in rissa, evitata dall’intervento dei commessi. Alla fine è stata una giornata di lavoro sostanzialmente persa, cosa che rende estremamente difficile l’esame completo del testo, che potrebbe quindi andare in Aula senza relatori.

MANOVRA SOTTO ATTACCO

In un modo o nell’altro, i tempi saranno dell’approvazione saranno rispettati, ma la manovra è sotto un fuoco incrociato di attacchi. A parte la protesta degli Ncc, che hanno bruciato in piazza a Roma un fantoccio di Luigi Di Maio, il fatto eclatante e forse mai avvenuto è stata la protesta di tutto il mondo del volontariato e addirittura dei frati francescani di Assisi contro l’aumento dell’Ires per le associazioni non profit. “Un errore”, è stato costretto ad ammettere il vice premier pentastellato. Che però, non sarà corretto subito, proprio per la necessità di non toccare ulteriormente la manovra. “Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato – ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico – e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l’impegno di modificarla nel primo provvedimento utile”. Cioè a gennaio, ha assicurato il premier Giuseppe Conte.

DALL’UPB PRECISAZIONE SULLE TASSE

Ma non solo il volontariato si lamenta. A maggior ragione dopo che l’Ufficio parlamentare di bilancio (organo terzo presieduto da Giuseppe Pisauro), rifatti i conti, prevede minore spinta per la crescita e un aumento di “mezzo punto” della pressione fiscale nel 2019: 42,4 rispetto al 42% del 2018. Pensionati, imprese, associazioni del pubblico impiego, risparmiatori truffati delle banche sono già sul piede di guerra e anche il Pd riprende vigore e annuncia un ricorso alla Corte costituzionale, che sarà depositato oggi, “per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato” perché, spiegano i Dem, “il governo Conte ha palesemente violato la Carta con le modalità usate per approvare la legge”.

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