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Dal covid al Digital Lobbying: come l’innovazione tecnologica cambia l’approccio alle relazioni istituzionali

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Per il deputato Fusacchia: “È tempo che le istituzioni si dotino di regole chiare sul Lobbying. Il digitale può facilitare connessioni e scambi, anzitutto con chi normalmente non avrebbe avuto accesso alle stanze del potere, e aiutare a rendere tutto anche più trasparente”. Chi c’era e cosa si è detto alla presentazione del libro Digital Lobbying. Gestire strategicamente le relazioni istituzionali attraverso smart data e strumenti digitali

Ripensare e riorganizzare la tradizionale attività di rappresentazione degli interessi alla luce dei più recenti ed efficienti strumenti digitali, ma anche delle difficoltà emerse nell’ultimo periodo e legate alla pandemia. Questo è il filo rosso che rilega le pagine del volume, fresco di stampa, “Digital Lobbying. Gestire strategicamente le relazioni istituzionali attraverso smart data e strumenti digitali”, scritto a quattro mani da Claudio Di Mario, Founding Partner di ADL Consulting, e Marialessandra Carro, Partner di ADL Consulting, edito da Carocci Editore.

Anche la “tradizionale” attività di lobbying, come su Policy Maker facciamo quotidianamente osservare ai nostri lettori, necessita di essere aggiornata e di stare al passo con i mutevoli tempi odierni e probabilmente nell’ultimo anno è già mutata profondamente per colpa delle restrizioni pandemiche, spostandosi su fronti maggiormente tecnologici rispetto ai canali tradizionali usati fino allo scoppio della pandemia.

Di questo e altri temi strettamente collegati si è parlato alla presentazione del volume, cui hanno partecipato anche Antonella Salvatore, Director, Career Services and Continuing Education, Professor John Cabot University; Alessandro Fusacchia, deputato e Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare sull’innovazione digitale; Alberto Bitonti, Professore di Teoria politica e Comunicazione politica presso l’Università della Svizzera Italiana e Gian Luca Spitella, Direttore comunicazione ARERA. L’evento è stato moderato da Benedetto Buono, manager e autore del libro “Business Networking”.

“È tempo che le istituzioni si dotino di regole chiare sul Lobbying. Il digitale può facilitare connessioni e scambi, anzitutto con chi normalmente non avrebbe avuto accesso alle stanze del potere, e aiutare a rendere tutto anche più trasparente”, ha commentato, dal fronte delle istituzioni, l’onorevole Alessandro Fusacchia.

“Il digital lobbying è lobbying ad altissima risoluzione”, ha detto invece Claudio di Mario, uno dei due autori del volume. “Nella società attuale bisogna essere veloci nel leggere i segnali provenienti dal proprio contesto di riferimento e nel trasmetterli alle istituzioni. Le nuove tecnologie ci aiutano a captare i giusti input e nel fornire dati aggiornati e certi ai decisori pubblici. La reputazione in questo mondo è tutto”, ha proseguito l’ingegnere.

“Le attività di lobbying possono contribuire a migliorare la qualità di tutti i processi decisionali pubblici” – gli ha fatto eco Marialessandra Carro, autrice di Digital Lobbying. “Avvalersi della metodologia del Digital Lobbying rappresenta l’opportunità per i professionisti delle relazioni istituzionali di portare la rappresentanza di interessi e le azioni di advocacy a un livello più avanzato, grazie a un modello manageriale supportato da strumenti digitali e open data, in una logica strategica e data-informed”.

Per Gian Luca Spitella, “siamo bombardati, tutto il giorno, da informazioni provenienti da tantissime fonti. Selezionare su cosa concentrarsi è già un obiettivo ambizioso. Gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale permettono di orientarsi, scegliere e prendere decisioni certificate dai dati”.

 

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