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Diretta | Riforma dell’ordinamento giudiziario e del CSM, su cosa si discute

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Al via a breve, nell’Aula della Camera, la discussione sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura, o CSM

In Aula dalle 11 le discussioni generali dei seguenti provvedimenti: disegno di legge deleghe al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura (C. 2681​); mozione Cillis ed altri concernente iniziative a sostegno del settore agroalimentare in relazione alla crisi ucraina; mozione Biancofiore ed altri concernente iniziative normative volte al ripristino della festività nazionale del 4 novembre per la celebrazione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.


LA RIFORMA DEL CSM IN PUNTI

Sarà senza dubbio la riforma del CSM a tenere banco. La composizione dell’organo di autogoverno sarà così prevista: 30 membri dei quali tre di diritto: Presidente della Repubblica; primo Presidente di Cassazione; procuratore generale della Cassazione; 20 togati e 10 laici. I 20 togati saranno 2 di legittimità; 5 pm; 13 giudicanti.

Molto spazio è stato dato al meccanismo delle porte girevoli tra magistratura e politica. Secondo il testo che porta il nome della Guardasigilli, Marta Cartabia, per le cariche elettive nazionali, regionali, province autonome di Trento e Bolzano, Parlamento Europeo, e per gli incarichi di assessore e sottosegretario regionale, i magistrati non saranno eleggibili nella regione in cui è compreso in tutto o anche solo in parte l’ufficio giudiziario in cui hanno prestato servizio negli ultimi tre anni. Per le cariche di sindaco, consigliere, assessore comunale, c’è il divieto di candidatura se il giudice presta servizio o ha prestato servizio nei tre anni precedenti la data di accettazione della candidatura presso sedi o uffici giudiziari con competenza ricadente in tutto o in parte nel territorio della provincia in cui è compreso il comune o nelle province limitrofe.

Alla accettazione della candidatura i magistrati devono essere posti in aspettativa senza assegni, per l’intero periodo di svolgimento del mandato, con diritto alla conservazione del posto e computo a soli fini pensionistici del periodo trascorso in aspettativa. Divieto di cumulo del trattamento economico in godimento con l’indennità prevista per la carica: saranno perciò chiamati a scegliere quale mantenere. I magistrati che si sono candidati e non sono stati eletti per tre anni non possono tornare a lavorare nella regione che ricomprende la circoscrizione elettorale né in quella in cui si trova il distretto dove lavoravano. Infine, non posso assumere incarichi direttivi e svolgere le funzioni penali più delicate.

Quanto alla composizione in senso stretto del CSM, la riforma apporta diverse novità. Basta con le liste: le candidature saranno individuali, anche nel proprio distretto, senza necessità di presentatori a livello di collegio binominale. La riforma del CSM prevede un sistema binominale con quota proporzionale con collegi che eleggano due componenti del CSM l’uno. Passano i cinque con più preferenze tra un minimo di 6 candidati in ogni collegio binominale, di cui almeno la metà del genere meno rappresentato. Se non arrivano candidature spontanee o non si garantisce la parità di genere, si integra con il sorteggio per arrivare al minimo dei candidati previsti. Dei 13 giudicanti, 8 seggi sono attribuiti con sistema maggioritario binomiale (due per ogni collegio); 5 su base proporzionale, a livello nazionale.

L’assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi, prevede la riforma del CSM, si decide in base all’ordine cronologico delle scoperture. Niente nomine dirette, quindi. Si prevedono corsi per tutti sia prima di aver accesso alla funzione sia dopo. Si valorizza nella scelta del candidato il possesso di caratteristiche rilevanti rispetto allo specifico posto messo a concorso e si rendono trasparenti le procedure di selezione, con pubblicazione sul sito del CSM di tutti i dati del procedimento e i vari curricula. Si prevede l’obbligo di audizione di non meno di 3 candidati per quel posto.

 

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