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Dl Carige arriva domani “blindato” in Senato

Banca Carige
 Il testo del decreto Carige del governo per il salvataggio dell’istituto di credito arriva domani all’esame dell’Aula del Senato, dopo il primo via libera alla Camera. 
Un fondo da 1,3 miliardi di euro per sostenere Banca Carige, attraverso una serie di interventi. Il testo del decreto del governo per il salvataggio dell’istituto di credito arriva domani all’esame dell’Aula del Senato, dopo il primo via libera alla Camera.

COSA PREVEDE IL DECRETO

Il decreto, composto da 23 articoli, prevede che per “evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia e preservare la stabilità finanziaria” il Ministero dell’Economia sia autorizzato “fino al 30 giugno 2019, a concedere la garanzia dello Stato su passività di nuova emissione di Banca Carige”, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, “fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro”. Sulla base della concessione della garanzia “Banca Carige è tenuta a svolgere la propria attività in modo da non abusare del sostegno ricevuto né conseguire indebiti vantaggi per il tramite dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte al pubblico” emettendo strumenti finanziari “con durata superiore ai 3 anni sui quali può essere prestata la garanzia dello Stato” senza eccedere “salvo casi debitamente giustificati, un terzo del valore nominale totale degli strumenti finanziari emessi dall’emittente”.
Inoltre “il Ministro dell’economia e delle finanze può rilasciare, entro il 30 giugno 2019, la garanzia statale per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da Banca Carige a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (erogazione di liquidità di emergenza – Ela), in conformità con gli schemi previsti dalla Banca centrale europea”. Sempre per garantire la stabilità della Banca, il Mef “è autorizzato a sottoscrivere, entro il 30 settembre 2019, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, azioni emesse da Banca Carige”, che sarà obbligato a presentare un “programma di rafforzamento patrimoniale, indicante l’entità del fabbisogno di capitale necessario, le misure che l’emittente intende intraprendere per conseguire il rafforzamento”.

BOCCIATI TUTTI GLI EMENDAMENTI

In commissione Finanze al Senato il dl è stato approvato senza modifiche rispetto al testo uscito da Montecitorio: tutti gli emendamenti (circa 40) presentati dalle opposizioni sono stati ritirati o respinti. Il decreto, varato l’8 gennaio, arriva dunque in aula “blindato”. Alla Camera l’unica modifica di rilievo effettuata riguardava la trasparenza sui grandi debitori.

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