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Elezioni regionali Umbria, chi sono gli sfidanti Bianconi e Tesei

elezioni Umbria

Chi sono e a cosa puntano i principali candidati alle elezioni regionali in Umbria, Vincenzo Bianconi e Donatella Tesei. E cosa c’entra Salvini con una cena a base di tartufo

Uno scontro regionale che si riflette nel panorama nazionale per misurare la forza di governo e opposizione. Domenica, dalle 7 alle 23, oltre 703mila persone sono chiamate a votare per le elezioni regionali in Umbria e lo scontro sarà fra Vincenzo Bianconi, appoggiato da Movimento Cinque Stelle e Partito democratico, e Donatella Tesei, sostenuta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

La sede di Palazzo Cesaroni è vacante dallo scorso aprile a causa delle dimissioni di Catiuscia Marini (Pd) in seguito alle indagini su presunte irregolarità commesse in un concorso per assunzioni in ambito sanitario

Ma vediamo chi sono i candidati e quali i temi più importanti in una Regione ricca di storia e di cultura, con un importante tessuto industriale, che — come il resto del Paese — soffre la carenza di occupazione e un forte problema infrastrutturale.

VINCENZO BIANCONI

Imprenditore 47enne di Norcia, Bianconi è presidente di Federalberghi e vicepresidente del distretto biologico. Laureato in Economia del Turismo all’università di Perugia è appoggiato anche dalle liste Europa Verde, Sinistra civica e verde, Bianconi per l’Umbria.

Bianconi nel suo programma elettorale punta sulle questioni ambientali e sullo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla green economy e alla rigenerazione edilizia. “Per il bene dell’Umbria” — come informa il suo slogan — Bianconi crede che per il futuro nella zona sia importante favorire nuove forme di imprenditorialità, investire su salute e benessere e rendere la regione più accessibile e vicina ai cittadini, senza dimenticare la ricostruzione nelle aree terremotate, da cui peraltro proviene.

DONATELLA TESEI

Sostenuta anche da due liste civiche, Umbri civica e Tesei presidente, Tesei ha 61 anni ed è nata a Foligno. Avvocato cassazionista, il suo ingresso in politica risale al 2009 come candidata sindaco di Montefalco, dove è stata rieletta 5 anni dopo. È stata candidata per la Lega alle politiche del 2018 nel collegio uninominale di Terni e ora presiede la commissione Difesa del Senato.

Il suo programma — dal titolo “Per non lasciare indietro nessuno” — punta su temi come ricostruzione post sisma, infrastrutture fisiche e digitali, sviluppo, giovani, sanità, cultura e turismo.

In lista con Tesei c’è pure Paola Agabiti Urbani, sindaco di Scheggino dal 2014 (riconfermata nel 2019) e moglie del presidente di Confindustria Terni e “re” del tartufo, Gianmarco Urbani. Nelle scorse settimane proprio l’Accademia del tartufo Urbani, a due passi da Scheggino, ha fatto da cornice a una cena in cui l’ospite di punta è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, peraltro molto presente in Umbria in questo periodo.

GLI ALTRI CANDIDATI ALLE ELEZIONI REGIONALI IN UMBRIA

Se Bianconi e Tesei sono i candidati papabili per la carica di governatore ci sono anche altri che correranno domenica prossima: (lista del Partito Comunista di Marco Rizzo), Antonio Pappalardo (lista dei Gilet arancioni), Giuseppe Cirillo (Partito delle buone Maniere), Martina Carletti (lista Riconquistare l’Italia), Claudio Ricci (sostenuto da tre liste civiche), Emiliano Camuzzi (Potere al Popolo e Partito comunista Italiano).

QUALI SONO I PROBLEMI DELLA REGIONE

I temi nei programmi elettorali dei due maggiori candidati rispecchiano certamente quelle che sono le difficoltà di una Regione piccola ma con grandi potenzialità, nettamente divisa in due Province assai diverse tra di loro: una, Terni, a forte vocazione imprenditoriale e prima città industriale d’Italia in rapporto alla popolazione; l’altra, Perugia, culla di arte e storia, che fonda il suo sostentamento sul turismo. Entrambe sono accomunate dal problema occupazionale, come tutto il Paese del resto: basti pensare che le Acciaierie di Terni, ora di proprietà della tedesca Thyssen, al momento danno lavoro a circa 2.500 persone (indotto compreso), ma in passato sono arrivate a impiegare circa 15mila persone.

E se oggi si assiste al fiorire di start up e di nuovi insediamenti produttivi, pure occorre registrare come un’altra big, Nestlè — la multinazionale che nel 1988 ha acquisito lo storico marchio Perugina —, stia delocalizzando sempre di più.

Di sicuro un tema rilevante per gli umbri è quello della ricostruzione delle aree terremotate, soprattutto nelle zone di Norcia e Preci, in provincia di Perugia, ma per la popolazione e per gli investitori una questione dirimente è anche il ritardo infrastrutturale: non c’è un aeroporto, sono scarsi i collegamenti veloci ferroviari (solo qualche Frecciarossa che copre la tratta Perugia-Milano) e dopo decenni ancora deve essere terminata la superstrada Orte-Civitavecchia.

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