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Fiducia del governo sul Dl crescita: “maxi scivolo” fino a 84 mesi per le grandi industrie

proporzionale coronavirus

Ipotesi voto di fiducia alla Camera sul dl Crescita. Ieri presentato emendamento su maxi-scivolo per le grandi imprese

Secondo l‘Ansa il governo sta valutando l’ipotesi di mettere la fiducia alla Camera sul Dl Crescita. Si tratterebbe del primo voto di fiducia dopo le tensioni delle ultime ore. “C’è questa ipotesi – conferma la presidente della commissione Finanze Carla Ruocco – in quel caso sottolineo che in commissione il dibattito è stato ampio e molto esauriente, dando spazio anche alle istanze delle opposizioni”.

Ieri, in Commissione Bilancio e Finanze di Montecitorio, dove si è discusso del Dl crescita è stato presentato un emendamento dei relatori Raphael Raduzzi (M5S) e Giulio Centemero (Lega) che prevede la possibilità di andare in pensione sette anni prima grazie ad un fondo dello Stato.

Si tratta, dunque, di un “maxi-scivolo” fino a 84 mesi dalla pensione legato ad un programma dettagliato di assunzioni ed alla presentazione di un progetto di formazione per spingere “la riorganizzazione in chiave tecnologica” delle grandi imprese.

LA MISURA NEL DETTAGLIO

La misura depositata, si applicherà solo alle aziende con oltre mille lavoratori ed in via sperimentale per il biennio 2019-2020.

Nasce una nuova modalità per gestire queste transizioni, molto complesse che si chiamerà “contratto di consultazione” e sarà necessaria la firma sia del ministero del Lavoro che dei sindacati più rappresentativi.

La norma si propone di riscrivere il Jobs act nella parte relativa ai contratti di solidarietà espansiva, che, in caso di approvazione lasceranno il posto ai nuovi contratti di consultazione.

Sono previste una serie di misure, da un allungamento delle Cigs, ai maxi-scivoli, appunto, per i lavoratori che si trovano a non più di 84 mesi dal conseguimento della pensione, sia di vecchiaia che anticipata, sarà il datore di lavoro a riconoscere per tutto il periodo e fino al raggiungimento del diritto una indennità mensile liquidabile anche in unica soluzione, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del suo contratto, così come determinato dall’Inps.

Oggi, nei casi di risoluzioni consensuali, lo “scivolo” arriva, in media, a due o tre anni prima della pensione.

I COSTI DELLA MISURA

La spesa prevista per la misura nel 2019 sarà di 30 milioni, 40 milioni per il 2020.

L’OPPOSIZIONE

All’attacco della Maggioranza, il PD che aveva chiesto di rinviare la seduta, per consentire di esaminare i testi e presentare i subemendamenti, accusando i relatori di non avere fornito sufficienti chiarimenti sugli emendamenti presentati.

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