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Figc, la tela di Malagò contro Abete: l’idea Maldini e il peso di calciatori e allenatori

Malagò cerca la carta vincente per prendersi il voto di calciatori e tecnici e ribaltare la partita con Abete. La chiave può essere convincere calciatori e allenatori con un nome forte, e nel frattempo minare l’unità nella LND

Giovanni Malagò, sostenuto dalla quasi totalità della Lega A, tesse la sua tela per prendersi la Figc. Nella sfida con Giancarlo Abete parte in svantaggio, ha “solo” il 18% dei voti e sconta l’avversione della politica (secondo il Corriere, pur di scongiurare l’ipotesi Malagò il ministro Abodi potrebbe appoggiare indirettamente il suo rivale in un’eventuale corsa a due).

Per questo l’ex presidente del Coni punta al consenso di calciatori e allenatori, cercando nel frattempo di erodere il 34% che Abete porta in dote in quanto presidente della Lega Nazionale Dilettanti.

PAOLO MALDINI AL FIANCO DI MALAGÒ: ECCO PERCHÉ È UNA BUONA IDEA (E PERCHÉ NO)

Per sparigliare le carte e portare dalla sua AIC e AIAC, Malagò potrebbe buttare nella mischia Paolo Maldini con la promessa di affidargli un ruolo dirigenziale di primo piano. L’ex campione del Milan rappresenta i valori più alti del calcio italiano: serietà, competenza, attaccamento alla maglia e conoscenza profonda del mondo del pallone sia da calciatore che da dirigente.

Portare un profilo simile in Federazione significherebbe trasmettere un messaggio di credibilità e competenza. Ma coinvolgerlo significa anche portare a bordo un uomo di calcio poco incline ai compromessi, come racconta bene il Domani: avrebbe senso solo garantendogli autonomia e libertà di scelta per un rinnovamento reale, con risvolti sul piano tecnico, non per coinvolgerlo nelle solite trame di palazzo o in una riforma da burocrati.

ASSOCALCIATORI E ASSOALLENATORI AGO DELLA BILANCIA

Convincere Assocalciatori e Assoallenatori sarà fondamentale. Le due componenti votano solitamente compatte: messe insieme pesano il 30% e possono essere l’ago della bilancia tra Malagò e Abete.

In teoria AIC e AIAC potrebbero anche lanciare un proprio candidato – Demetrio Albertini oppure Damiano Tommasi – oltre ad avere una lunga lista di figure di richiamo spendibili per affiancare il nuovo presidente, da Alessandro Del Piero a Roberto Baggio, fino a Gigi Buffon che si è appena dimesso ma potrebbe tornare.

Ma l’orientamento prevalente è quello di non imporre a prescindere un nome prima di ascoltare il programma degli altri candidati. Per questo sono già fissati incontri tra il presidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno e i due contendenti. Abete è più freddo sull’ipotesi di tirare dentro un ex calciatore, nota la Gazzetta (“il nome di un calciatore è più attrattivo e più semplice, ma un nome non basta a risolvere i problemi del calcio”). Ma è pur vero che l’Assocalciatori auspica una norma per imporre una quota di italiani in campo, e per quella ci vorrebbe l’appoggio della politica, il vulnus più evidente di Malagò.

DILETTANTI, LEGA PRO, SERIE B: LE VARIABILI DA NON SOTTOVALUTARE

Sullo sfondo ci sono le varie altre componenti, che pure non vanno sottovalutate in vista dell’assemblea elettiva. Malagò è deciso a provarle tutte e ha attivato i suoi contatti nei comitati regionali del CONI per lavorare ai fianchi il 34% di Abete. La LND si articola infatti attraverso simili strutture locali, e il voto potrebbe non essere unitario.

Rimangono un’incognita invece gli orientamenti della Lega Pro di Marani e della Serie B, dove Malagò ha agganci, ma è inviso al presidente Besin, tanto che l’assemblea della categoria cadetta di martedì s’è conclusa senza che se ne ricavasse un endorsement chiaro.

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