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Garante Privacy, impazza il toto nomine nel Palazzo. Domani la quadra?

Weople

Trattativa Lega-M5s su Garante Privacy, domani (forse) la nomina. Elezione in “quota” pentastellati, ma non è escluso rinvio

Accordo di massima sullo “schema”, non ancora sui nomi. La maggioranza giallo-verde lavora sotto traccia per il rinnovo di due Authority fondamentali: quella per le Comunicazioni e quella per la tutela della Privacy. L’intesa raggiunta, spiegano fonti parlamentari, è che la prima casella spetterà alla Lega e la seconda al M5s. Se per l’Agcom c’è ancora un po’ di tempo, la scadenza è il 26 luglio, per la seconda il nodo dovrebbe essere sciolto domani quando prima il Senato e poi la Camera voteranno per la scelta dei quattro membri (due scelti a Palazzo Madama e due a Montecitorio). Al momento, però, non è escluso un rinvio, se non sarà trovata la quadra.

DA RINNOVARE I QUATTRO MEMBRI DELL’AUTHORITY

Ai due rami del Parlamento sono arrivate complessivamente 357 candidature per il rinnovo dell’organismo, scaduto lo scorso 19 giugno. Tra gli altri spiccano i nomi di Luca Bolognini, presidente dell’Istituto italiano per la Privacy e la valorizzazione dei dati; del sottosegretario per gli Affari europei Luciano Barra Caracciolo; di Anna Cataleta, attualmente responsabile Dati del Garante Infanzia; di Stefano Quintarelli, ex deputato Scelta Civica, High-Level Expert Group on Artificial Intelligence della Commissione Europea; di Luigi Manconi, ex senatore del Pd e presidente dell’associazione ‘A buon diritto’, di Paola Balducci, membro laico del CSM ed ex deputata dei Verdi, dell’ex senatrice Pd, poi Mdp, Doris Lo Moro, di Luca Palamara, membro togato del Csm, al centro del ‘caso’ che ha messo a soqquadro la Procura di Roma.

IL NUOVO GARANTE PRIVACY

I quattro membri eletti dovranno poi nominare il presidente e in caso di mancato accordo a guidare l’Authority sarà il più anziano (e questa è la carta che le opposizioni proveranno a giocare). Oggi il nome più accreditato è quello di Guido Scorza, avvocato cassazionista e responsabile degli Affari regolamentari italiani ed europei del ‘Team per la Trasformazione Digitale’ della presidenza del Consiglio dei Ministri. Resta però in lizza anche Giuseppe Busia, segretario generale del Garante per la privacy. Appare tramontata, invece, la possibile scelta di Stefano Aterno, candidato cassazionista, consulente in materia di privacy e sicurezza informatica, su cui le opposizioni hanno messo in campo una polemica preventiva, ritenendolo “troppo vicino a Davide Casaleggio“.

TUTTI I PROSSIMI DOSSIER

Il nuovo Garante della Privacy si troverà ad affrontare dossier di grande rilevanza. Uno dei più complessi, nei prossimi mesi, sarà quello relativo all’introduzione della tecnologia 5G, che porterà significative novità nella circolazione dei dati, con la necessità di un intervento particolarmente complesso e articolato. C’è poi tutto il tema della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, in particolare per la sanità e il fisco, che richiede una tutela rafforzata su dati sensibili in un contesto in continua evoluzione. Anche le novità introdotto in materia di giustizia (a partire dall’uso dei trojan) dovranno essere monitorate. In un ambito non solo italiano ma europeo, un altro tema su cui il Garante ha avviato un lavoro che deve essere portato avanti è quello relativo alla scrittura di una cornice di garanzie adeguate per la tutela dei dati nei rapporti commerciali tra Ue e Cina, con riforme come quelle che hanno consentito la conclusione del “Privacy Shield” con gli Usa e di un accordo con il Giappone. Un percorso, questo, tutto da costruire.

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