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Il tweet avvelenato di Calenda contro Scaroni (possibile Ministro per l’Energia)

Scaroni Paolo 1

Tra i papabili ministri esce il nome di Paolo Scaroni per il Dicastero dell’Energia, ma il nome non convince Calenda

La crisi energetica è uno dei dossier più scottanti e delicati che Giorgia Meloni si troverà sul tavolo da Premier.  Ed è per questo che al Dicastero dedicato, che verrebbe istituito inglobando gli attuali per la Transizione ecologica e per lo Sviluppo Economico,  serve qualcuno che di questo settore conosca pregi e difetti, problemi e possibili soluzioni.

Tra i nomi cui avrebbe pensato Giorgia Meloni c’è quello di  Paolo Scaroni, figura poco gradita, però a Carlo Calenda.

Chi è Paolo Scaroni

Partiamo dal protagonista. Paolo Scaroni, nato a Vicenza nel 1946,  è un dirigente sportivo e banchiere italiano, è presidente del Milan.  Laureato in Economia e Commercio all’Università Bocconi, ha avviato la sua carriera in  McKinsey. Nel 1973 inizia a lavorare per il gruppo Saint-Gobain  e dal 1985 al 1996, è vicepresidente e amministratore delegato della Techint. Nel luglio 1992, negli anni di Tangentopoli, è arrestato con l’accusa di aver pagato tangenti al Partito Socialista Italiano per la centrale elettrica di Brindisi, per conto della stessa Techint.

Nel 1996, Paolo Scaroni si trasferisce in Gran Bretagna per ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Pilkington, ma lascia la carica  nel 2002 per andare a ricoprire il ruolo di amministratore delegato dell’Enel, per volontà del Governo Berlusconi. Nel 2005 è nominato amministratore delegato dell‘Eni. 

Scaroni è stato anche consigliere di amministrazione di Assicurazioni Generali, vicepresidente non esecutivo del London Stock Exchange Group e consigliere di amministrazione di Veolia Environnement.

Il pensiero di Scaroni

Come il papabile ministro affronterebbe la crisi? Qualcosina ha detto Scaroni nelle ultime settimane, il manager si è detto “contrario allo scostamento di bilancio” per fronteggiare le maxi bollette “perché lo considero un rischio troppo grave per la nostra economia, soprattutto per lo spread”.

E il Price Cap? “Sì – dice Scaroni – ma verso quei Paesi che sono collegati con noi con un tubo. Cito l’esempio più eclatante: la Norvegia. È possibile che faccia soldi a palate alle nostre spalle a seguito di una decisone presa dalla Nato in cui era seduta con noi allo stesso tavolo? La Norvegia ci fornisce tanto gas quanto ce ne forniva la Russia… 120 miliardi di metri cubi”.

Il tweet di Calenda

L’esperienza nel settore di Scaroni, però, non convince Carlo Calenda, che su Twitter scrive: “Paolo Scaroni è il maggior responsabile insieme a Berlusconi della nostra dipendenza dal gas Russo. Nominarlo Ministro dell’Energia equivarrebbe a metterci l’AD di Gazprom. Evitiamo”.

 

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