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La risposta di Tria alla Commissione Ue: Italia ridurrà spese welfare

“Nessun allentamento della politica di bilancio”. Ecco la lettera di risposta di Tria all’Ue: governo prundente, ridurremo spese welfare


Nel 2018 anche se l’Italia non ha soddisfatto i requisiti di riduzione del debito il governo “ha seguito un approccio prudente e responsabile” e “il bilancio 2020 sarà conforme al Patto di stabilità e crescita”. È quanto scrive il ministro dell’Economia Giovanni Tria, nella lettera di risposta ai rilievi dell’Ue sul debito.

LA RISPOSTA DI TRIA ALL’UE

“Per quanto riguarda il 2018 – si legge – sebbene le condizioni macroeconomiche non abbiano consentito all’Italia di soddisfare gli sfidanti requisiti della regola di riduzione del debito, ritengo che il governo abbia seguito un approccio prudente e responsabile”. Infatti, prosegue il ministro, “fin dal suo insediamento, non vi è stata alcuna decisione da parte del nuovo esecutivo che implicasse un allentamento della politica di bilancio per il 2018”.

“Sebbene la crescita economica abbia sorpreso al ribasso, principalmente a causa di fattori esterni – si legge ancora – l’anno si è chiuso con una significativa riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche, attestatosi al 2,1% del Pil, in discesa dal 2,4% del 2017. Il saldo primario è salito all’1,6% del Pil, dall’1,4% dell’anno precedente; i pagamenti per interessi, espressi in rapporto al Pil, sono diminuiti di un decimo di punto, raggiungendo il 3,7%”.

AL RIBASSO LE SPESE PER IL WELFARE

Tria annuncia che il governo rivedrà al ribasso le spese per il sistema di welfare. “Dal lato della spesa – afferma Tria – il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”. Inoltre l’esecutivo è convinto che “una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso”.

RIGUARDO IL FISCO

Per quanto riguarda il fisco, “il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l’1,3 per cento del Pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020. I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell’Iva, ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale”. Per quanto riguarda la flat tax, “il Parlamento ha invitato il Governo a riformare, fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo il numero degli scaglioni e la pressione fiscale gravante sulla classe media”. Parallelamente “si effettuerà anche una revisione di detrazioni ed esenzioni fiscali”.

LA REAZIONE DI LUIGI DI MAIO

“La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? M5s non ne sa nulla. Non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il Reddito né Quota 100″ ha dichiarato il vice premier pentastellato Luigi Di Maio.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA FIRMATA DAL MINISTRO TRIA

 

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