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La sovranità digitale europea nell’era della rivalità Stati Uniti-Cina

sovranità digitale europea

Sovranità digitale europea: come trasformare la UE da potenza normativa a superpotenza geopolitica?

Lo studio dell’Ecfr sulla sovranità digitale europea, pubblicato pochi giorni fa, indica la strada per trasformare la UE da potenza normativa a superpotenza geopolitica. Bruxelles negli ultimi anni è stata più attenta alla regolamentazione delle big tech statunitensi e cinesi che a favorire la nascita e lo sviluppo delle proprie aziende tecnologiche. Ma le cose possono cambiare in fretta.

PROTEGGERE LA SOVRANITÀ DIGITALE EUROPEA

La pandemia causata dal Covid-19 ha accelerato la trasformazione digitale delle nostre società e delle nostre economie. I cambiamenti nel telelavoro, nell’e-commerce e nell’istruzione online, che in circostanze normali avrebbero potuto richiedere anni, sono avvenuti in poche settimane. Le infrastrutture digitali e le nuove tecnologie si sono dimostrate fondamentali per il corretto funzionamento delle società e delle economie in un periodo di emergenza come anche una volta tornati alla normalità. Di conseguenza, sono sorte domande di natura geopolitica su chi possiede le tecnologie del futuro, chi le produce e chi stabilisce e regola gli standard. Proteggere la sovranità digitale dell’Europa – cioè la sua capacità di controllare le nuove tecnologie digitali e i loro effetti sulla società – è ora più importante che mai.

L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA PER UN RUOLO GEOPOLITICO DELLA UE TRA USA E CINA

Gli autori della raccolta di analisi dello European Council on Foreign Relations esaminano il nuovo contesto geopolitico in Europa cercando di rispondere alle questioni fondamentali in materia di sovranità digitale, analizzando temi dal 5G, al cloud computing, alla politica della concorrenza. Insieme, i nostri esperti hanno delineato delle proposte ad ampio raggio su come l’Europa possa costruire e difendere la propria sovranità digitale. Tra i risultati principali della ricerca ci sono: 1) Il Covid-19 ha rivelato l’importanza critica della tecnologia per la resilienza economica e sanitaria di un Paese, rendendo la trasformazione digitale e la sovranità dell’Europa in tale ambito una questione di importanza esistenziale; 2) Le crescenti tensioni tra USA e Cina sono un ulteriore incentivo per l’Europa per sviluppare le proprie capacità digitali; altrimenti l’UE rischia di diventare un campo di battaglia nella lotta per la supremazia tecnologica e industriale; 3) I governi democratici – desiderosi di preservare un mercato aperto dei servizi digitali proteggendo al tempo stesso gli interessi dei cittadini – trovano nel modello europeo un’alternativa sempre più attraente rispetto all’approccio statunitense e cinese; 4) L’UE non può continuare a fare affidamento sul suo potere normativo, ma deve diventare una superpotenza tecnologica indipendente: gli arbitri non vincono mai la partita; 5) L’Europa si è lasciata sfuggire la prima ondata di innovazione tecnologica, ma deve approfittare della prossima, in cui ha vantaggi competitivi come nell’edge computing; 6) Gli Stati membri dell’UE non hanno una posizione comune su molte questioni tecnologiche né tantomeno una comprensione comune dell’importanza strategica delle tecnologie digitali, come ad esempio avviene per tematiche come l’introduzione della banda larga o l’applicazione dell’intelligenza artificiale.

I RISCHI E I PERICOLI DELLA DIGITALIZZAZIONE

Il Professor Giddens ha scritto nel documento che ci sono anche molti pericoli: «La rivoluzione digitale è la più grande forza di trasformazione della società mondiale di oggi, che si sviluppa a un ritmo mai visto prima e intrinsecamente globale. Si stima che il 45% della popolazione mondiale abbia uno smartphone e che un numero ancora maggiore ne abbia accesso occasionale. Questa è la prima volta in assoluto che la tecnologia all’avanguardia è andata in massa direttamente nelle aree più povere del mondo. In combinazione con l’impatto della radio e della televisione, ormai in gran parte digitalizzate, un numero enorme di persone ha accesso alle notizie dell’ultima ora. I social media hanno trasformato in realtà il villaggio globale di Marshall McLuhan, dove le persone stringono amicizie personali e relazioni in tempo reale, ma dove ci sono anche pettegolezzi, insinuazioni, inganni – e violenza. Cos’è Twitter, se non chiacchiere a vuoto? Eppure si interseca profondamente con il potere. Pettegolezzi, allusioni e inganni sono una parte intrinseca delle fake news, con tutti i suoi effetti inquietanti in politica e in altri ambiti. Il villaggio globale, è stato giustamente detto, avrà i suoi bulli. E così è stato. I leader demagogici possono comunicare direttamente con i loro sostenitori in modi che non sono mai stati possibili prima d’ora e possono tenere intere fasce della popolazione sotto diretta sorveglianza. Tuttavia, sorgono anche nuove forme di resistenza e persino di insurrezione».

Per approfondire, qui lo studio dell’Ecfr.

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