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Legge Lega per made in Italy: via marchi storici a chi delocalizza

Proposta di legge alla Camera sui marchi storici dopo il caso Pernigotti

I marchi “storici” italiani non potranno essere più portati all’estero. È quanto prevede una proposta di legge depositata dalla Lega e presentata stamani alla Camera dal capogruppo del Carroccio Riccardo Molinari, insieme al vicepremier Matteo Salvini e a Barbara Saltamartini, presidente della Commissione attività produttive.

DALLA VICENDA PERNIGOTTI

“È una proposta di legge – ha spiegato Molinari – che parte da una vincenda nota, la vicenda della Pernigotti, perché ha manifestato un problema che abbiamo nel tessuto economico: cioè il fatto che non ci siano strumenti contro le delocalizzazioni con chiusura di stabilimenti storici pur mantenendo il marchio. Sulla Pernigotti, nonostante l’attenzione del governo, non c’è stato uno strumento politico che ha garantito che la multinazionale turca accettasse qualsiasi altro accordo con altre imprese che si erano dette disponibili ad acquisire lo stabilimento a patto che ci fosse anche il marchio”.

LA PROPOSTA LEGHISTA

La proposta stabilisce che è definito “marchio storico nazionale di alto valore territoriale” il “marchio registrato, relativo a un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata a uno specifico luogo di produzione, la cui domanda di registrazione sia stata depositata da più di cinquant’anni”. L’elenco dei marchi sarà istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, dove sarà attivato anche un Comitato di controllo “con il compito di vigilare sui livelli produttivi degli stabilimenti” e “sulle conseguenze dell’eventuale apertura di nuovi stabilimenti in altre aree”, sia in Italia che all’estero.

DECADENZA DEI DIRITTI SUI MARCHI

I diritti sui marchi iscritti nell’elenco del Mise, prevede la proposta, “decadono se il titolare del marchio cessa la produzione nel territorio del Comune in cui lo stabilimento produttivo principale era situato alla data di registrazione del marchio” mentre “è sempre consentita l’apertura di nuovi stabilimenti purché non si determini, in conseguenza di essa, la riduzione della produzione nello stabilimento principale”.

In caso di decadenza dei diritti, ha spiegato ancora Molinari, “il marchio va in capo allo Stato, che avvia le procedure per trovare altri imprenditori in grado di acquisire lo stabilimento originario insieme al marchio. Una delocalizzazione selvaggia non potrà essere più fatta“.

A DIFESA DEL MADE IN ITALY

“Ringrazio la Lega – ha aggiunto Salvini – che mette a disposizione del governo uno strumento a difesa del made in Italy e delle aziende italiane. Negli anni passati c’è stato un enorme shopping sotto costo di marchi italiani senza che il governo di sinistra facesse niente, noi vogliamo difendere con le unghie e con i denti e con leggi di buon senso le eccellenze italiane. Se vuoi fare il cioccolato in Turchia metti il marchio made in Turchia, cosa che oggi l’Ue impedisce. E questa sarà una delle prime preoccupazioni dopo le europee perché i nuovi equilibri metteranno al centro il lavoro”.

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