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M5S, ecco perché Di Maio ha silurato Massimo Bugani

Chi è Massimo Bugani e cos’è accaduto per arrivare alle dimissioni “doverose” da vicecapo segreteria particolare di Luigi Di Maio. Sullo sfondo l’ingombrante presenza di Alessandro Di Battista

Per dirla con l’arte cinematografica — che tornerà in questa storia — per il Movimento Cinque stelle è sempre più una “lunga estate calda”. A far salire le temperature degli animi e delle polemiche — semmai ce ne fosse bisogno — la rottura di Massimo Bugani, presenza storica nel M5S e socio dell’associazione Rousseau, con il leader Luigi Di Maio. Nei giorni difficili della fiducia al decreto sicurezza bis, dunque, un’altra grana per il vicepresidente del Consiglio che nei giorni scorsi aveva dimezzato lo stipendio del 41enne vicecapo della sua segreteria particolare a Palazzo Chigi e coordinatore del M5S in Emilia-Romagna. Un gesto arrivato poco dopo un’intervista — come ha detto al Fatto quotidiano lo stesso Bugani — in cui definiva Di Maio e Alessandro Di Battista “complementari” e “non alternativi”.

CHI È MASSIMO BUGANI

Nato a Bologna nel 1978, Bugani — come riporta il sito bologna5stelle — “ha avuto un’infanzia e una adolescenza molto felici grazie alla sua famiglia solida e presente”, con mamma dipendente all’ufficio stampa del comune di Bologna e papà artigiano.

Proprio nel capoluogo felsineo ha iniziato la sua attività politica nel Movimento ed è tuttora consigliere comunale a Palazzo d’Accursio dove tra l’altro, il 30 giugno 2012, si è sposato con Simona Fontana, Business Development Manager della società Hb Comm che dal 22 al 24 settembre 2017 ha curato la manifestazione nazionale Italia a 5Stelle.

Poi, con l’approdo al governo del Movimento, il ruolo di vicecapo della segreteria particolare di Di Maio, cui ora rinuncia perché “non è attaccato ai contratti” e sperando “che Luigi capisca” come avrebbe confidato “a chi lo conosce bene” secondo quanto scrive Repubblica.

Molto legato a Beppe Grillo, il 21 luglio scorso — in occasione del suo compleanno — gli ha dedicato un post su Facebook con una foto in cui sono abbracciati e la scritta “Auguri vecchio pazzo squinternato. Quante cose abbiamo fatto insieme. Grazie!”. Da notare che nella copertina del social è insieme, tra gli altri, al senatore Gianluigi Paragone e a Paola Taverna, vicepresidente di Palazzo Madama ma soprattutto grillina della prima ora e per molti esponente della fronda al leader M5S anche se ora più in fase d’appoggio all’azione di Di Maio.

COS’È SUCCESSO

Ma riavvolgiamo il nastro per capire come si è arrivati alla rottura. Ieri, annunciando con un’intervista al Fatto quotidiano le sue “doverose” dimissioni, Bugani ha ricordato — come dicevamo — l’intervista del 19 giugno in cui ha definito Di Maio e Di Battista “non alternativi ma complementari”. Dopo pochi giorni gli era stato comunicato che il suo stipendio veniva dimezzato — “per contenere le spese” — da 3.600 a 1.800 euro al mese.

In seguito un altro episodio significativo ovvero l’attacco al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, reo di aver detto sì al Passante di Bologna. “Si può morire (politicamente) in vari modi, io ho deciso di morire così — ha scritto in modo eloquente su Facebook, ancora una volta rivelatosi il megafono scelto dall’attuale politica nostrana —. Quando partiranno i cantieri e quando tra 5 anni sarete di nuovo in coda come oggi, ma con molti più malati di tumore, non venite a cercare me e non venite a cercare il gruppo M5S di Bologna”.

Poi, il 3 agosto, un altro post su Facebook con la citazione di una scena di “Ogni maledetta domenica” con probabile intento autobiografico: “… e in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro. E lo so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutto lì, in questo consiste. È in quei dieci centimetri davanti alla faccia”. E non poteva di certo passare inosservato il commento di Di Battista: “Sei un grande!”. Il politico romano, che in questi giorni ha pure parecchio irritato Matteo Salvini, sembra insomma una sorta di presenza – neanche troppo sullo sfondo – che agita le varie anime di Palazzo Chigi.

"…e in ogni scontro e’ colui il quale e’ disposto a morire che guadagnera’ un centimetro. E io so che se potro’ avere…

Geplaatst door Massimo Bugani M5S op Zaterdag 3 augustus 2019

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