Tra l’ombra della mostra di Damien Hirst, la spinta del Quirinale e una riforma statutaria che ha ridisegnato la governance, si accende il toto-nomine al MAXXI. Ecco tutti i retroscena sulla candidatura di Marco Delogu e sulla successione al vertice
UNO SPONSOR ECCELLENTE
A spingere con decisione per la nomina di Marco Delogu ci sarebbe in particolare Giovanni Grasso, portavoce e consigliere per la Stampa e la Comunicazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella- Un asse istituzionale, quello ricostruito da Lettera43, che poggia su un precedente documentato nei rapporti tra i due. Tuttavia, oltre all’intricato nodo dell’esposizione di Damien Hirst, le indiscrezioni rilanciate dalla testata sottolineano come all’interno degli ambienti culturali e di governo persistano riserve sulla figura del presidente dell’Azienda speciale Palaexpo, le cui competenze aprirebbero “una questione sui criteri della selezione, sulle competenze richieste (che necessitano anche una certa conoscenza del mondo dell’arte) e sull’esperienza maturata nella programmazione delle mostre”.
CHI È MARCO DELOGU
IL CASO STOCCHI E LA SVOLTA DELLO STATUTO
La partita al MAXXI si apre dopo l’uscita di Francesco Stocchi, il cui mandato alla direzione artistica si è concluso alla fine di giugno. Francesco Stocchi era stato nominato mercoledì 28 giugno 2023 dopo una selezione internazionale e avrebbe dovuto avere un mandato di cinque anni; dopo il passaggio di Alessandro Giuli al Ministero della Cultura e l’arrivo di Maria Emanuela Bruni alla presidenza della Fondazione, il rapporto era stato ricondotto a una soluzione di un anno. Il MAXXI e Francesco Stocchi hanno quindi deciso di comune accordo di non procedere con un nuovo mandato. Il Foglio ha letto l’addio dentro una questione più ampia di governance e di identità del museo.
IL NUOVO MAXXI
Nel frattempo a metà giugno il Consiglio di amministrazione della Fondazione MAXXI ha approvato all’unanimità la revisione dello Statuto. Sono state abolite le posizioni di direttore artistico e segretario generale ed è stata introdotta quella di direttore generale, affidata a Paola Macchi, con responsabilità operative e organizzative che in precedenza facevano capo al presidente. Il nuovo assetto distribuisce poi le prerogative artistiche tra i direttori dei dipartimenti e il Comitato di gestione. Il presidente mantiene la rappresentanza legale, il controllo e l’indirizzo e propone l’assunzione dei direttori di dipartimento. La nomina del direttore di MAXXI Arte è quindi l’ultimo tassello indicato dalla stessa Paola Macchi per completare la nuova governance.

