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Meloni-Schlein, quando e dove si svolgerà il duello in tv?

Meloni Schlein

Il duello tv tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein in vista delle elezioni Europee dovrebbe tenersi in Rai, conduttore Bruno Vespa, l’ultima settimana di maggio

Che fine ha fatto il tanto atteso duello in tv tra ‘detta Giorgia’ e ‘detta Elly’? Se lo chiedono in tanti tra addetti ai lavori, elettori e simpatizzanti. Le due prime donne della politica italiana, spinti da comuni intenti, cercano di polarizzare lo scontro politico. In linea teorica per raggiungere una vittoria mediatica l’una sull’altra, nella pratica per trarne vicendevolmente un vantaggio politico.

Una polarizzazione della campagna elettorale che, scrive Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, “ancora non si vede” anche “perché al voto manca un mese e in palio non c’è il governo del Paese, ma uno scranno in Europa che nessuna delle due leader ha intenzione di occupare”. E poi “perché la premier, dall’alto di Palazzo Chigi, non sembra avere tutta questa urgenza di duellare con la segretaria”. E così “la contrapposizione interessata tra le due prime donne, che doveva mettere in fuori gioco avversari e alleati scomodi e alzare un muro tra sinistra e destra, fatica a decollare”.

INTANTO INIZIATO LO SCONTRO A DISTANZA TRA GLI STAFF

Dal Nazareno, prosegue Guerzoni, “rivendicano di aver lanciato il guanto a Meloni «per marcare le differenze nel modo di intendere il partito, l’Italia e il mondo». E si mostrano soddisfatti, perché la segretaria ha portato il Pd dal 14% al 21% degli ultimi sondaggi. Diversa la lettura in via della Scrofa. Giovanni Donzelli assicura che «Giorgia Meloni e FdI non lavorano per polarizzare la sfida, ma per dare risposte agli italiani su politica internazionale, economia e lavoro, come dimostrano i dati dell’occupazione». A sentire i meloniani è Schlein che ha bisogno di salire sul ring elettorale con la premier. Per i dem è l’esatto opposto: Meloni deve polarizzare lo scontro per puntare al 30% dei voti e «annientare Salvini»”.

IL DUELLO TV DOVREBBE TENERSI IN RAI, DA BRUNO VESPA, L’ULTIMA SETTIMANA DI MAGGIO

Ancora però il confronto tv ufficialmente non ha una sede, un format, una data. “Tra i rispettivi staff – scrive il Corriere della Sera – è braccio di ferro. I meloniani chiedono che il duello tv si tenga in Rai, mentre i dem le hanno provate tutte per sottrarsi a «Telemeloni», proponendo che la rete fosse La7 e provando a convincere lo staff avversario che l’arbitro perfetto è Enrico Mentana. Ma lo staff di Meloni insiste con il pacchetto Viale Mazzini-Bruno Vespa, perché «un premier si confronta sul servizio pubblico». Il conduttore di Porta a Porta è ritenuto un consigliere della fondatrice di FdI, eppure Schlein potrebbe accettare perché, secondo i dem, «dimostrerebbe coraggio a confrontarsi con la premier nella tana del lupo»”.

Il duello tv dovrebbe tenersi probabilmente nell’ultima settimana di maggio, anche perché poi – tra i comizi di chiusura delle rispettive campagne elettorali e le iniziative istituzionali legate alla Festa della Repubblica del 2 giugno – rimarrebbe poco spazio.

I DUBBI SULLA PAR CONDICIO

Secondo Il Tempo “l’unico elemento che potrebbe mettere in dubbio il teleconfronto è la nuova par condicio. Il nuovo regolamento si basa su alcuni paletti che impongono, oltre ai soliti criteri quantitativi, delle indicazioni «qualitative». Infatti non bisogna solo garantire lo stesso spazio ma anche nelle stesse fasce orarie, perché 5 minuti in prima serata non valgono 15 minuti in terza”.

LA POSSIBILE SCALETTA DEL DUELLO TV: IL MESSAGGERO ‘SUGGERITORE’ DI VESPA

A suggerire una scaletta sui temi da trattare, “tale da evitare il bla bla bla” è il Messaggero con Mario Ajello, il quale invita a confrontarsi su “argomenti solidi, molto tosti, da affrontare con il piglio della verità e con il coraggio dell’impopolarità”.

Quali sono quindi i focail points di questa immaginaria scaletta? Per il Messaggero il primo punto è “la guerra che l’Europa, insieme al resto dell’Occidente sta perdendo nell’Ucraina invasa dai russi”. “La risolutezza di Meloni e Schlein, su questo big problem, potrà rivelarsi l’atteggiamento più adatto a bucare l’attenzione collettiva. Le due dovranno scegliere che posizione avere sul’Ucraina. Non ci si può limitare più a dire «più armi» o a invocare una trattativa con Putin (che non la vuole) o sfoderare la retorica del «cessate il fuoco» (anche tra israeliani e palestinesi) che sta diventando una locuzione fastidiosa perché impalpabile. Come uscire dalla guerra senza darla vinta all’aggressore. Basta qualche parola di verità da entrambe”.

DALLA GUERRA AL TEMA MIGRANTI, PASSANDO PER WELFARE, GREEN E PATTO DI STABILITA’

Al secondo punto il nodo Migranti. Giorgia contesta le Ong, Elly l’intesa con la Tunisia e sicuramente emergeranno le differenze. “Ma perché – si chiede Ajello – non dirsi e non spiegare che a Meloni non può più essere sufficiente la criminalizzazione delle Ong e che Schlein non può continuare a opporsi in maniera sterile senza proporre una vera alternativa agli accordi con la Tunisia e con gli altri Paesi di provenienza e al Piano Mattei che pure è da perfezionare?”.

Poi si passerebbe a parlare di diritti, ma non “secondo la retorica del «dirittismo»” perché potrebbe sostanziarsi “il discorso facendoci dire che cosa le due leader vogliono fare sul futuro del welfare: nella sanità e nella prevenzione, oltre che nella previdenza e sull’istruzione”.

Il punto quattro: la transizione ecologica. “Uscire dalla predicazione ideologica del green, per planare sul nocciolo della questione ovvero sulla sostenibilità ambientale che deve camminare di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica sennò il tutto si rivela un ennesimo tartassamento per i cittadini”. Infine, conclude il Messaggero, a questo è connesso il punto quinto: quello del Patto di stabilità “altra materia su cui occorrono parole di sostanza”, “una priorità per il Paese: come conciliare sviluppo e rientro dal debito”.

Riassumendo, sembra che ci siano ormai tutti gli ingredienti (la sede, il periodo, i temi..), per il duello tv mancano solo Giorgia ed Elly.

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