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Milano, spento il vecchio inceneritore si accende la nuova Biopiattaforma

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Al posto del vecchio impianto di Sesto San Giovanni la Biopiattaforma da 47 milioni di euro

Se di funerale si trattava, sono state esequie piuttosto allegre. Il vecchio inceneritore meneghino di CORE a Sesto San Giovanni ha cessato per sempre, in pompa magna, la sua attività. A spegnerlo definitivamente il Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, che nel febbraio scorso ha acquistato la maggioranza del capitale azionario delle quote del Consorzio Recupero Energetici dai comuni soci. Ma si tratta di un funerale festoso perché la sua dipartita apre la via al cammino della Biopiattaforma, il polo di economia circolare a 0 emissioni di CO2 di origine fossile che sarà installato al suo posto.

La ventura Biopiattaforma sarà capace di coniugare in un unico impianto un termovalorizzatore e un depuratore per convertire i fanghi di depurazione in energia pulita e bio-fertilizzanti, e trasformare la FORSU (frazione umida organica) in biometano, combustibile green che riduce le emissioni di anidride carbonica del 97%. Un progetto di simbiosi industriale unico nel Paese, progettato sin dall’inizio attraverso il percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e associazioni locali. Si tratta del primo impianto di termovalorizzazione autorizzato in Italia da quasi 10 anni a questa parte, che prevede un investimento di 47 milioni di euro.

I lavori per la realizzazione della nuova Biopiattaforma partiranno già oggi, 1° aprile, con l’apertura del cantiere per i lavori di demolizione del vecchio inceneritore. “Parliamo di un progetto all’avanguardia, che intende rispondere alle istanze europee in fatto di energia e ambiente e che può rappresentare per le altre regioni italiane, un esempio da seguire”, comunicano da gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano. “Soprattutto alla luce del grande percorso di rilancio che il Paese si appresta a intraprendere grazie ai fondi del Next Generation EU”, spiegano. La Biopiattaforma valorizzerà 65.000 tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio della Città metropolitana. Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto, e che in alcuni casi si dovevano portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 19.500 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.

Il nuovo impianto dovrebbe essere inaugurato nell’ottobre 2022 con la messa in funzione della prima linea e a marzo 2023 con l’esercizio di tutto l’impianto industriale. Nel frattempo, il RAB Biopiattaforma, organismo consultivo autonomo e indipendente, composto da associazioni del territorio e dalle amministrazioni interessate, che ha il compito di monitorare e controllare l’attività e l’impatto ambientale della Biopiattaforma, ha dato avvio alla campagna di rilevazione emissioni che ha visto il posizionamento di una centralina mobile nei pressi del campo sportivo Manin e di 5 centraline fisse che saranno installate nelle aree a più alta densità di popolazione, in particolare nell’area dei plessi scolastici e nell’area residenziale.

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