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Tav, la mozione Lega-5 Stelle per guadagnare tempo

Tav

La mossa gialloverde su Tav è per evitare trappola parlamentare, ma poi c’è da decidere

Guadagnare tempo per non farsi inchiodare a un sì o un no chiari sulla Tav. E’ il senso della mozione depositata nella serata di ieri da Lega e M5s, in vista del dibattito in Aula alla Camera oggi sull’Alta velocità Torino-Lione.

LA TRAPPOLA  A FIRMA FI

La “trappola” l’ha preparata Forza Italia, ritirando tutti gli emendamenti presentati sulla riforma costituzionale e accorciando così sensibilmente i tempi del dibattito. “Le nostre proposte rimangono inascoltate – ha spiegato la capogruppo Mariastella Gelmini – pensiamo quindi che almeno l’Aula si debba esprimere sulla Tav”. Forza Italia ha quindi presentato una mozione che impegna il governo a procedere con il progetto e altrettanto ha fatto il Pd. La Lega, favorevole alla Tav a differenza dell’alleato M5s, si sarebbe dunque trovata nella scomoda situazione di dover votare contro due documenti su cui, nei fatti, sarebbe stata d’accordo.

LA MOZIONE GIALLOVERDE SU TAV

Da qui la soluzione della mozione di maggioranza, in cui tutte le frasi sono pesate con il bilancino. Nel documento firmato dai capigruppo Riccardo Molinari (Lega) e Francesco D’Uva (M5s) si rimanda dunque sostanzialmente al contratto di governo, impegnando l’esecutivo a “ridiscutere integralmente” l’opera, ma “nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”.La mozione ricorda poi che “secondo la Corte dei Conti europea, l’analisi costi benefici”, che ha evidenziato un impatto negativo per 7-8 miliardi, “è per definizione lo strumento analitico utilizzato per valutare una decisione di investimento confrontando i relativi costi previsti e i benefici attesi”. Allo stesso tempo però, si sottolinea, “il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’omologa francese Elisabeth Borne hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata al soggetto attuato Telt per posticipare i bandi di gara relaviri al tunnel di Base”, iter che persegue “l’obiettivo di avere un rapporto di collaborazione e condivisione con la Francia e, contestualmente, con la Commissione Ue”.

“VOTO DI SCAMPIO” GRIDA L’OPPOSIZIONE

Dalle opposizioni è subito partito un fuoco di fila di critiche. Per il Pd Matteo Renzi parla di “voto di scambio” perché “Di Maio salva Salvini dal processo e la Lega in cambio rinuncia a fare la Tav” mentre per Giorgia Meloni (Fdi) la maggioranza giallo-verde “decide di condannare l’Italia a far parte del Terzo mondo del commercio mondiale” e consegna “la nostra nazione all’arretratezza e alla povertà”. La realtà però è che la mozione servirà solo a passare indenni il voto in Parlamento perché il nodo dovrà essere sciolto a Palazzo Chigi. Gli alleati però non sanno ancora come uscire dall’impasse e il tempo sta per scadere.

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