Forza Italia, Occhiuto all’attacco di Tajani. Nel mirino anche la comunicazione: avviso di sfratto per Marco Ventura e Raffaele Nevi
Il successo nelle suppletive di Reggio Calabria rilancia Roberto Occhiuto e il suo peso in Forza Italia. I segnali si sono visti tutti nelle ultime quarant’otto ore.
IL 90ESIMO COMPLEANNO DI BERLUSCONI
Il 29 settembre, giorno in cui Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 90 anni, i familiari si sono ritrovati a Villa Certosa con gli uomini più vicini al Cavaliere: Marcello Dell’Utri, Gianni Letta, Fedele Confalonieri. Unico politico presente, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego. Antonio Tajani era a Bruxelles, mentre i suoi fedelissimi si riunivano a Napoli su iniziativa dell’europarlamentare Fulvio Martusciello e del senatore Maurizio Gasparri.
OCCHIUTO RADUNA I SUOI
Il giorno dopo, alla Galleria Sordi di Roma, Occhiuto ha presentato il suo libro “Il coraggio di governare”, intervistato da David Parenzo. In platea l’area del partito che non si riconosce nell’attuale segreteria: il neodeputato Fabio Roscioli, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati, il viceministro Francesco Paolo Sisto, la sottosegretaria Matilde Siracusano (compagna di Occhiuto), la capogruppo al Senato Stefania Craxi, la vicesegretaria Deborah Bergamini e una dozzina di parlamentari. Presenti, tra gli altri anche Mara Carfagna, che potrebbe rientrare in FI se cambiasse il segretario.
L’OFFENSIVA CONTRO TAJANI
La componente vicina al governatore calabrese, che sembra godere del favore di Marina e Pier Silvio Berlusconi, prepara così l’offensiva finale alla guida del partito. Tajani ha già dovuto accettare, nei mesi scorsi, il cambio dei capigruppo Barelli e Gasparri. Ora il fronte si sposta sulla comunicazione: a margine della presentazione Occhiuto ha detto apertamente che quella del partito e del segretario non funziona. Le recenti gaffe sono l’amara conferma.
NEL MIRINO MARCO VENTURA E RAFFAELE NEVI
Il primo a farne le spese potrebbe essere Marco Ventura, giornalista Mediaset chiamato a giugno a dirigere l’ufficio stampa azzurro. Secondo fonti interne, a Milano gli si contesta di non aver impresso la svolta attesa e di essersi allineato a Tajani.
Ventura, del resto, era a Napoli per la commemorazione organizzata da Martusciello. La sua nomina era partita da Milano, con il via libera del segretario, a fronte di un compenso che molti definiscono “folle”. Lunedì, nel corso di un incontro già convocato a Milano, potrebbe arrivare la decisione su un ridimensionamento o un’uscita.
In fibrillazione anche Raffaele Nevi, deputato, uomo di fiducia di Tajani e da anni portavoce del partito. Molti leggono proprio come rivolte a lui le parole di Occhiuto sulle responsabilità politiche della comunicazione.
Il tandem Nevi-Ventura, a Milano, viene giudicato un fallimento: dall’arrivo del giornalista il partito avrebbe perso tra 1,5 e 2 punti nei sondaggi, in 4 mesi. Con un ritmo del genere si rischia di finire ai livelli di soglia di sbarramento. Prima del referendum Forza Italia era sopra l’8% e puntava al 10%. Oggi oscilla tra il 6 e il 7%, superata dal partito di Vannacci.
ANCHE TAJANI IN BILICO?
Se i cambi annunciati andranno in porto, per Tajani il tempo potrebbe stringere. Ad oggi non è più scontato che sia lui a guidare Forza Italia alle politiche del 2027.
Nella foto, in alto da sinistra a destra Antonio Tajani e Roberto Occhiuto. In basso Marco Ventura e Raffaele Nevi

