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Duro comunicato del CdR: nel mirino la direzione di Giuseppe Carboni, le recenti nomine con “sgrammaticature contrattuali”. E intanto il Tg5 avanza…L’articolo di Gianluca Vacchio per loSpecialista.tv

Venti di guerra nei telegiornali Rai. In settimana le dimissioni del CdR del Tg2 “non più sufficientemente rappresentativo rispetto al corpo redazionale”.

Oggi un duro comunicato del CdR del Tg1 – firmato da due componenti su tre – che lascia intendere come il notiziario dell’ammiraglia, diretto da Giuseppe Carboni, sia diventato una vera e propria polveriera. Il sindacato interno sottolinea – facendo riferimento all’ultima tornata di nomine interne alla Testata – “sgrammaticature contrattuali” e chiede il rispetto delle “regole” e del “contratto”.

C’è poi “l’emarginazione cronica di alcuni settori del Giornale, a fronte di una premialità non sempre in linea con il merito, con le competenze, con le anzianità, con le storie professionali”. E si fa riferimento a “esempi di emarginazione non più tollerabili”. Poi si avanzano dubbi sulla gestione del job posting e si mette in evidenza la “flessione degli ascolti del Tg1”. Carboni, dunque, nel mirino del CdR.

Un direttore che il sindacato interno non ha voluto difendere dalle critiche del leader del Carroccio Matteo Salvini: “Opportuno che a rispondere a queste critiche sia innanzitutto il direttore”. Se a tutto questo aggiungiamo il disagio generale registrato a Uno Mattina, con l’arrivo di nuovi autori e conduttori, e la dequalificazione lamentata da alcuni giornalisti del Tg1 in forza al programma della Rete, il quadro è abbastanza esaustivo…

ECCO IL COMUNICATO DEL CDR DEL TG1

“Care colleghe e cari colleghi, come sapete il CdR ha una nuova configurazione dovuta alle dimissioni di uno dei suoi componenti a cui è subentrato il primo dei non eletti. Si tratta di un automatismo contrattuale che ha però fornito l’occasione per una riflessione sulle cose fatte e su quelle da fare. Ci sono state delle sgrammaticature contrattuali legate alle recenti nomine che hanno suscitato più di una critica. Si è aperta una discussione che ruota sul tema cruciale delle regole e di come sia importante, in questa fase, riportare il rispetto del contratto al centro della vita della Testata. È importante porre, con forza, la questione delle norme che regolano le progressioni di carriera, così come è importante che il CdR dia risposte puntuali ai colleghi che sollevano obiezioni di forma e di sostanza. Su tutto svetta l’emarginazione cronica di alcuni settori del Giornale, a fronte di una premialità non sempre in linea con il merito, con le competenze, con le anzianità, con le storie professionali.

Ci sono, al Tg1, esempi di emarginazione non più tollerabili. Ripartire dagli ultimi sarà uno degli impegni di questo Cdr. Abbiamo anche avviato una riflessione che riguarda la possibilità di includere nelle commissioni dei job posting un componente del Cdr attraverso un accordo con la Direzione (accordo che va costruito) come esperienza-pilota del Tg1 tesa a riportare in equilibrio questo importante strumento aziendale. In questo quadro si inserisce la flessione degli ascolti del Tg1 che investe tutta l’offerta informativa della Testata, compresa l’edizione centrale delle 20. È un tema cruciale che merita un’attenta riflessione da parte della Redazione per capirne le cause e studiarne i rimedi. Tra le ragioni possibili c’è il cosiddetto ‘traino’ della Rete, che rinvia ad una politica di canale debole. Potrebbero, però, esserci anche altri fattori latenti che andrebbero messi correttamente in luce. Il presente comunicato non è stato condiviso dal collega Claudio Valeri. Questa sua decisione è arrivata dopo un confronto interno al CdR sulla proposta avanzata da Valeri di fare un nostro comunicato in risposta alle critiche di Salvini ad alcuni servizi politici del Tg1. Servizi che necessariamente riflettono la linea editoriale dal Direttore.

Proprio per questo motivo, i firmatari di questo documento ritenevano invece opportuno che a rispondere a queste critiche fosse innanzitutto Carboni. Successivamente, il CdR avrebbe valutato come e in quali forme intervenire. Su questo punto specifico il collega Valeri ha espresso il suo dissenso, rendendosi indisponibile a sottoscrivere il presente documento, subordinando il proprio suo assenso alla risposta del CdR a Salvini, e a differire il tema degli ascolti per portarlo sul tavolo della Direzione. Tema che per noi è invece fondamentale perché un Telegiornale con ascolti in flessione rischia di diventare, specie in questo momento, facile preda degli insaziabili appetiti della politica. Di tutta la politica. Chiamare la Redazione ad affrontare il tema del calo degli ascolti significa rafforzare, e non indebolire, il lavoro di tutti noi. Questo significa per noi difendere il Tg1. Grazie e buon lavoro”.
per il Cdr
Flavia Lorenzoni
Amedeo Martorelli

IL COMUNICATO DI CLAUDIO VALERI

“Care colleghe e cari colleghi, trovo surreale che i latori di un comunicato sindacale riassumano anche le posizioni di chi si è dissociato. Ma Amedeo e Flavia sono persone per bene e, fatta la battuta, mi permetto soltanto qualche precisazione su quanto hanno, con cura, riassunto. Forse, tra conversazioni telefoniche e sms, qualcosa è andato perduto. Sugli ascolti del Tg1 confermo di aver proposto un incontro col direttore sulla questione. Per avere un quadro più ampio della situazione, capire di più, discutere e conoscere la posizione dell’Azienda che si trova di fronte a traini della concorrenza che mettono in crisi i nostri, con conseguenze anche sui risultati del telegiornale. Amedeo e Flavia mi dovrebbero spiegare a che cosa si riferiscono quando scrivono di ‘fattori latenti che andrebbero messi correttamente in luce’. Non mi pare che questa mia proposta sia arrendevole o servile nei confronti della Direzione. E’ quanto, secondo me, occorrerebbe fare, rapidamente.

E poi, a chi si riferiscono i colleghi quando parlano di ‘premialità non sempre in linea col merito?’ Chi sono gli immeritevoli? Perché un conto è dire che ci sono colleghi che meritano e vengono ingiustamente dimenticati, un altro è accusare altri di non meritare. Sulle dichiarazioni sui ‘social’ dell’On. Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e leader della Lega, volevo soltanto puntualizzare che l’On Salvini che, ovviamente ha il diritto di pensarla come vuole, ha detto di aver visto sul Tg1 servizi ‘tutt’altro che equilibrati, soprattutto sull’Europa’. A me non sembra che questo sia vero e credo che il cdr dovrebbe difendere i colleghi che hanno scritto i servizi ‘incriminati’ e la redazione Esteri tutta che ha fatto un ottimo lavoro. L’Usigrai oggi ha fatto un comunicato, forse anche il cdr del Tg1 avrebbe dovuto dire qualcosa. O no? Grazie, Claudio Valeri. (Cdr Tg1)”

 

Articolo pubblicato su loSpecialista.tv

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