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Reddito di cittadinanza, cosa hanno detto Inps e Upb alla Camera

L’Inps promuove il Reddito di cittadinanza mentre più scettico l’Upb. Ecco i risultati della audizioni di ieri alla Camera

Al netto dell’ormai ex presidente Tito Boeri, e soprattutto del suo scetticismo, il Reddito di cittadinanza viene promosso dall’Inps che attende l’insediamento dell’economista vicino al Movimento Cinque Stelle, Pasquale Tridico. Nel giorno dell’avvio della misura “bandiera” del M5S al governo, l’Istituto di previdenza è stato audito alla Camera dalle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali sul cosiddetto decretone (dl 4/2019), il provvedimento che regola Reddito e Quota 100 e che dopo il via libera del Senato è ora al vaglio di Montecitorio. A fare i conti in tasca ai beneficiari, sempre in audizione alla Camera, ci ha pensato invece l’Ufficio parlamentare di Bilancio.

INPS SU REDDITO: FORTE IMPATTO SU POLITICA ECONOMICA E SU REDISTRIBUZIONE RICCHEZZA

Rappresentato dal direttore generale Gabriella Di Michele, l’Inps davanti ai parlamentari ha evidenziato il “forte impatto” dello strumento “figlio” del leader grillino e ministro del Lavoro Luigi Di Maio. La sua positività si avvertirà “sia sotto il profilo di politica economica che sulla ridistribuzione della ricchezza tra le famiglie per le quali ci si attende una riduzione della povertà e un aumento dell’inclusione sociale”. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la sua visita a Belgrado, nel giorno dell’avvio del reddito ha sottolineato il sostegno all’export e alla domanda interna che ne deriverà.

Di Michele ha poi rilevato il “notevolissimo impegno da parte dell’Inps” in queste settimane per consentire la partenza del processo di presentazione delle domande e ha assicurato che si riuscirà ad “avviare l’erogazione del beneficio nei tempi richiesti”. Le card su cui viene caricato l’importo mensile per il beneficiario saranno consegnate “a partire dal 19 aprile” e prima, ha notato Di Michele, l’Inps avrà provveduto “a rendere disponibili i primi esiti istruttori e i flussi dispositivi a decorrere dal 15 aprile”. Per quanto riguarda il tiraggio, si ipotizza che sarà pari all’85%: dunque “le risorse sono più che sufficienti”, a differenza di quanto affermava Boeri.

INPS SU QUOTA 100: OLTRE 80 MILA DOMANDE, TREND IN LINEA CON PREVISIONI

Il direttore generale dell’Inps ha parlato anche di Quota 100, la misura previdenziale fortemente voluta dalla Lega. Al momento, ha affermato, sono arrivate all’Istituto di previdenza “più di 80 mila domande”: si tratta di “un trend in linea con le nostre previsioni, anche se il numero sembra molto alto. C’è stato un effetto accumulo. Poi – ha proseguito Di Michele – ci saranno altri picchi ad agosto con il settore pubblico e a settembre con le pensioni della scuola”.

UPB SU REDDITO: A UN QUARTO DEI BENEFICIARI MENO DI MILLE EURO L’ANNO

Dopo l’Inps è stata la volta dell’Ufficio parlamentare di Bilancio che ha ridimensionato il Reddito come arma nella lotta alla povertà. Solo il 5,5% dei beneficiari, ha detto il consigliere Alberto Zanardi, si vedrà caricare sulla card più di 6.000 euro l’anno e un quarto di loro percepirà addirittura meno di mille euro l’anno. L’erogazione annua pro capite sarà in media di 2.100-2.200 euro. Le cifre sono state calcolate in base alle dichiarazioni Isee presentate nel 2017.

La distribuzione dunque, ha precisato Zanardi, “è schiacciata verso il basso”.
In totale i percettori del Reddito saranno 3,6 milioni di persone (la platea stimata dal governo è più o meno la stessa, 3,5 milioni) divisi in 1,3 milioni di nuclei famigliari. Tra costoro la stima dell’Upb è che “il 37% non avrà obblighi di nessun genere, il 26% sarà inizialmente inserito in un percorso lavorativo verso centri per l’impiego, il rimanente 37% sarà indirizzato al contratto di inclusione sociale” di cui si occuperanno i Comuni. Inoltre, ha continuato, “se si analizza la composizione interna delle famiglie indirizzate ai diversi percorsi, emerge una forte eterogeneità: nelle famiglie indirizzate ai centri impiego, per esempio, il 40% degli individui sono prontamente attivabili, ma il 46% sono esclusi da qualsiasi obbligo lavorativo e il 14% sono persone non immediatamente attivabili”.

Con buona pace di tutta la querelle tra Di Maio e Regioni sui “navigator” che devono aiutare a cercare un’occupazione. I più tutelati dal reddito saranno i single – per cui è prevista una copertura dell’84% -, mentre beneficeranno meno di questo strumento i nuclei con 4 o più componenti (copertura prevista del 77%). Al Sud e nelle Isole previsto il maggior numero di percettori: il 56% del totale. A regime l’Ufficio parlamentare di Bilancio stima un costo per reddito e pensione di cittadinanza pari a 7,8 miliardi.

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