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Cosa vuol dire per noi la riforma su autonomia. Parla Fontana (Lombardia)

Ecco cosa ha detto il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in audizione da parte della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale in materia di autonomia finanziaria

Una sfida dell’efficienza senza alcun tentativo di sottrarre denaro alle altre Regioni. È questo il tentativo di mettere in pratica il federalismo fiscale secondo il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha parlato in audizione a San Macuto davanti alla commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale sull’autonomia finanziaria delle Regioni e l’attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione.

IL SIGNIFICATO DELLA RIFORMA E L’ESEMPIO DELLA SANITÀ LOMBARDA

“Bisogna capire quale sia il significato di questa riforma, che è quello di cercare di efficientare questo Paese, di fare in modo che emerga un principio di responsabilità molto maggiore, evitare che ci siano giustificazioni che derivano dallo Stato centrale, dalla mancanza dei fondi, o che derivano, al contrario, dalla tranquillità per il fatto che le proprie inadempienze vengano sanate dallo Stato centrale” ha chiarito Fontana che, rispondendo alle domande dei parlamentari, ha fatto alcuni esempi: “Se facciamo riferimento alla Sanità, nessuno chiede che venga trasformato di un euro l’importo dei trasferimenti. Chiediamo una maggiore flessibilità – ha sottolineato -, chiediamo di potere spendere i soldi che lo Stato ci dà come meglio crediamo. Ci serve di assumere migliaia di medici ma abbiamo il vincolo posto dalla Finanziaria del 2014 che ci impone di ridurre le spese per i dipendenti del comparto” nonostante la “Sanità lombarda sia in equilibrio finanziario”.

FONTANA: CHIEDIAMO IL TRASFERIMENTO DELLE COMPETENZE

La richiesta che arriva dalla Lombardia, in sostanza, è quella di un trasferimento di competenze insieme “alle somme che lo Stato oggi spende per svolgere quelle competenze, non un euro di più, non un euro di meno. È una falsità – ha aggiunto il presidente – pensare che ci sia una sottrazione di qualche risorsa a danno di altra Regione o a danno di altro servizio nazionale. È una sfida quella che noi poniamo, è una sfida dell’efficienza. Noi crediamo di essere più bravi nell’erogare i servizi di quanto lo sia lo Stato, chiediamo di metterci alla prova e di potere avere le stesse risorse che oggi lo Stato utilizza per poter svolgere quei servizi”.

IL CASO DEL FONDO DI SOLIDARIETÀ FINANZIARIA

Sempre rispondendo alle sollecitazioni dei membri della commissione, Fontana ha speso parole anche sul fondo di solidarietà sanitaria: “Non cambia nulla, la Lombardia versa il 43% del fondo e nessuna nostra risorsa verrà tolta a questo fondo“. Però, ha sottolineato, “le altre Regioni dovranno efficientarsi per equiparare il contributo sulla base dei costi standard”.

L’ITER DELL’AUTONOMIA FISCALE IN LOMBARDIA

Durante l’audizione Fontana aveva ripercorso l’iter dell’autonomia finanziaria lombarda e aveva ricordato come – durante la decima legislatura regionale, 2015-2018 – si fosse intrapreso un percorso per rilanciare il tema della richiesta dell’attribuzione di ulteriori forme e condizioni di autonomia. Il 22 ottobre 2017 si è poi svolto il referendum cui hanno partecipato oltre 3 milioni di elettori “il 95% dei quali si è espresso a favore del quesito referendario“. In seguito il Consiglio regionale ha approvato “quasi all’unanimità, con soli 4 voti contrari” la risoluzione che ha impegnato il presidente “ad avviare il confronto con il Governo con il coinvolgimento del Consiglio regionale”. Un confronto iniziato a novembre 2017 “per definire i contenuti dell’intesa tra Stato e Regione con riferimento a tutte le 23 materie”.

Il 28 febbraio scorso è stato formalizzato tra Palazzo Chigi e Regione Lombardia un accordo preliminare secondo cui “l’approvazione della legge debba avvenire sulla base dell’intesa tra Stato e Governo, in conformità al procedimento per l’approvazione delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose e come tale può essere modificata, integrata o abrogata esclusivamente con leggi per le quali sia stato rispettato il medesimo procedimento bilaterale di formazione”.

COSA NE PENSANO I LOMBARDI

In audizione Fontana ha anche evidenziato il favore manifestato dagli abitanti della sua Regione per l’autonomia fiscale, a partire dall’esito referendario. “Oltre alla espressione chiara da parte del popolo lombardo della volontà di ottenere l’applicazione di questa riforma, tutti i rappresentanti dei principali stakeholder, delle associazioni di categoria, dei sindacati, delle cooperative, tutte le rappresentanze che fanno parte degli Stati generali si sono espressi chiedendo in forma molto vibrata l’approvazione di questa riforma” ha rilevato il governatore aggiungendo che “se l’argomento, in occasione delle precedenti riforme costituzionali, era poco sentito dalla gente” ora invece le persone sono “molto coinvolte in questo processo di autonomia e ne parlano costantemente in tutte le occasioni.

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