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Sblocca cantieri, via della seta, 5G i nodi da sciogliere del Governo

Non sono pochi i nodi sul tavolo del governo Conte, alcuni dei quali proverà a sciogliere nel pomeriggio il Consiglio dei ministri alla vigilia della visita di Stato in Italia del presidente cinese Xi Jinping. Snodi importanti per un esecutivo che si regge su un equilibrio delicato tra Lega e M5S, oggi pure alle prese con le polemiche per l’arresto di Marcello De Vito, presidente del consiglio comunale capitolino, accusato di aver preso tangenti dai costruttori Parnasi, Toti e Statuto per il nuovo stadio della Roma.

SBLOCCA CANTIERI

Tra i punti più rilevanti, e attesi, c’è il decreto sblocca cantieri “fondamentale per far ripartire le infrastrutture” perché “si tratta di oltre 300 cantieri e 200 mila posti di lavoro” come ha detto il vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio. Le tensioni sui due partiti al governo riguardano la “mini-sanatoria” per le piccole irregolarità sui vecchi edifici, compiute prima del 1977, cui i Cinquestelle si dicono del tutto contrari e che imputerebbero al Carroccio. Divergenze anche sul commissario unico chiamato a sovrintendere alla ripartenza di tutti i cantieri, grandi opere incluse, come vuole la Lega. Nel dl, secondo quanto anticipato da Radiocor, sarebbero previste anche norme sugli appalti,per cui il massimo ribasso arriverebbe fino alla soglia Ue. Nello Sblocca cantieri dovrebbe essere inserito anche il dl Sisma – sarà il Cdm a decidere – e sempre Radiocor riferisce che i due commissari per la Sicilia e per il Molise avrebbero a disposizione 350 milioni l’uno mentre per il Centro Italia gli appalti per la ricostruzione arriverebbero fino a 5,5 milioni al massimo ribasso.

ALITALIA

Palazzo Chigi deve fare i conti pure con un altro nodo importante, il futuro di Alitalia. Al momento sul tavolo c’è solo l’offerta di Ferrovie dello Stato per il 30% e la disponibilità dell’americana Delta Airlines a prendersi il 10-15% dell’ex compagnia di bandiera. EasyJet proprio in queste ore si è tirata indietro e, secondo indiscrezioni del “Sole 24 Ore”, Di Maio a questo punto sarebbe intenzionato a coinvolgere nel salvataggio le aziende partecipate, a cominciare da Atlantia. Di certo non Poste Italiane che ha già frenato sull’ipotesi di una sua presenza. Peraltro, visto che Fs vorrebbe non più del 30% di Alitalia, ciò significa che l’addio di EasyJet deve essere compensato da partecipazioni pubbliche.

VIA DELLA SETA

In questi giorni Palazzo Chigi è anche alle prese con il memorandum Italia-Cina che sarà siglato venerdì pomeriggio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e che ha sollevato un forte dibattito anche tra le fila dell’esecutivo, in primis tra Di Maio e Salvini, per l’avanzata in Occidente di Pechino e il conseguente rischio subalternità. Domani il leader cinese Xi Jinping sbarcherà a Roma alla guida di una folta delegazione – in cui ci saranno anche 70 capi di industria – e ha anticipato il suo arrivo con una lettera, pubblicata dal “Corriere della Sera”, in cui parla di “un nuovo capitolo per l’amicizia tra Roma e Pechino” e di “patto strategico” con il nostro Paese che sarebbe il primo del G7 ad avallare con una firma la Nuova Via della Seta. Alla base di questo rinnovato rapporto la “forte fiducia strategica” e la “cooperazione concreta” anche per “costruire insieme la Belt and Road – la Nuova Via della Seta – sviluppando appieno i punti di forza storici, culturali e geografici che la cooperazione tra i due Paesi sotto l’egida della Belt and Road può portare”.

5G E “GOLDEN POWER”

Questione centrale nei rapporti tra la Cina e gli altri Paesi, Italia inclusa, è il 5G. Palazzo Chigi intende rafforzare il “golden power” sulle reti e secondo gli ultimi rumors una norma in questa direzione potrebbe essere inserita già nello Sblocca cantieri oggi al vaglio del Cdm. La cybersecurity preoccupa – e anche la contrarietà della comunità internazionale e soprattutto degli Stati Uniti alla troppa vicinanza in materia con Pechino che comunque continua a gettare acqua sul fuoco. E di 5G parla anche Xi nell’intervento pubblicato dal “Corriere”: “Sul 5G – scrive il presidente – abbiamo firmato nel 2015 un documento di cooperazione con l’Unione europea, che sarà la guida per quella con l’Italia, che continuiamo a supportare”. Le società cinesi, rileva il presidente, “hanno contribuito allo sviluppo innovativo e digitale dell’Italia e la Cina incoraggia a intraprendere cooperazioni internazionali, nel rispetto delle leggi”.

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