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Trattativa serrata su Dl crescita, le novità del provvedimento

sblocca cantieri

Domani il Dl crescita potrebbe arrivare in Cdm. Confronto M5s-Lega anche sullo sblocca-cantieri

“Il clima si sta rasserenando, in settimana il dl crescita dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri”. Fonti di governo rispondono così a chi chiede se M5s e Lega stanno trovando una quadra sul provvedimento a cui il governo di Giuseppe Conte affida l’obiettivo di superare la stagnazione del Pil. Il decreto, atteso per la settimana scorsa, sta slittando di giorno in giorno, ma giovedì potrebbe essere la data per l’approdo sul tavolo dell’esecutivo.

Trattativa in corso anche per il dl sblocca-cantieri, approvato dal Consiglio dei ministri ma con la formula “salvo intese”. Quindi ancora da scrivere nella versione definitiva. Ecco le novità sulle due nuove bozze con la data di ieri, che Policy Maker può pubblicare.

DL CRESCITA

Nel Dl crescita potrebbe entrare la rottamazione delle cartelle delle entrate, anche tributarie, di Regioni e enti locali che non si sono affidati per la riscossione alla ex Equitalia. Gli enti che lo vorranno, dovranno fare questa scelta entro due mesi dall’entrata in vigore del decreto e dovranno, entro un mese, dare “notizia dell’adozione dell’atto mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale”, si legge nella relazione tecnica. Nel provvedimento dovranno indicare: il numero delle rate e la relativa scadenza che però non potrà superare il 30 settembre 2021; le modalità di presentazione della domanda da parte del debitore; i termini per la presentazione dell’istanza e il contenuto; la rinuncia ai giudizi pendenti aventi a oggetto i debiti; il termine entro il quale l’ente territoriale o il concessionario della riscossione trasmette ai debitori la comunicazione nella quale sono indicati l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse. Su questa norma, però, il confronto tra Lega e M5s è tutto aperto.

SPARISCE IL FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI

Il Fondo indennizzo risparmiatori sparisce dalla bozza del Dl crescita. Nell’ultima versione è stato infatti tolto l’articolo 35. Nella precedente versione, comunque, del provvedimento era indicato solo il titolo.

IL PIANO DI DISMISSIONI IMMOBILIARI

Una novità è che il piano di dismissioni immobiliari viene esteso agli enti territoriali. La norma, spiega la relazione, ha come obiettivo di “ampliare” e “rafforzare” il piano di cessione di immobili pubblici previsto dal governo per il raggiungimento dei target di finanza pubblica. Si ricorda inoltre che oltre l’80% di tali beni risulta di proprietà degli enti locali.

LA NUOVA IRES

La nuova Ires ridotta viene “correlata al solo reimpiego degli utili” con una aliquota “a regime” del 20% sugli utili reinvestiti. Confermato il credito di imposta fino al 31 dicembre 2023 al 25% “delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo”.

INCENTIVI PER LA VALORIZZAZIONE EDILIZIA

Resta, ma rivisto, l’articolo sugli incentivi per la valorizzazione edilizia con la possibilità di pagare solo imposta di registro e imposta ipotecaria catastale (200 euro ciascuna) per la “demolizione e ricostruzione” di edifici vecchi.

Per gli investimenti privati arriva il fondo di garanzia sull’acquisto della prima casa, “nella misura massima del 50% della quota capitale di mutui ipotecari di importo non superiore a 250 mila euro”.

LA “NUOVA SABATINI”

Per quanto riguarda la ‘nuova Sabatini’, c’è l’innalzamento a 4 milioni di euro del valore massimo del finanziamento concedibile alle aziende, con contributi pagabili in un’unica soluzione per importi fino a 100 mila euro.

CONFERMATA TUTELA DEI MARCHI STORICI

Confermate le norme per la tutela dei marchi storici (quelli con più di 50 anni) con la creazione di due fondi da 100 milioni ciascuno. Il provvedimento prevede che possono essere dichiarati decaduti per “ingannevolezza sopravvenuta” i marchi storici “nel caso in cui, a seguito del trasferimento del sito produttivo principale al di fuori del territorio nazionale, il consumatore possa essere tratto in inganno circa la provenienza commerciale del prodotto o servizio commercializzato con il marchio stesso”.

DECRETO SBLOCCA CANTIERI

Per quanto riguarda il dl sblocca cantieri, la soglia prevista per affidare i lavori in subappalto, calcolata sull’importo complessivo del contratto, sale dal 30 al 50 per cento. “Il subappalto – si legge – è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del cinquanta per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture”.

Sempre nell’ottica di snellire l’assegnazione degli appalti di minore importo la bozza lascia a 40mila euro la soglia per gli affidamenti diretti da parte dei funzionari delle Pa, ma alza da 150 mila a 200 mila euro il tetto massimo per assegnare gli appalti con procedura negoziata e invito ad almeno tre operatori, secondo la formula introdotta per la prima volta quest’anno con la legge di Bilancio. Via anche la griglia di soglie e conseguente obbligo di inviti per le procedure negoziate di importo superiore a questa soglia. Oltre i 200 mila euro il decreto prevede infatti l’obbligo di procedere con gara (procedura aperta), ma con aggiudicazione al massimo ribasso e esclusione delle offerte anomale per snellire le procedure.

Esce dal provvedimento, invece, la parte relativa alla “costituzione di una struttura dedicata alla sicurezza delle dighe e delle infrastrutture idriche”.

SILENZIO-ASSENSO PER LE AUTORIZZAZIONI AI LAVORI PER LE VALUTAZIONI PER TUTELA DEI BENI CULTURALI

La bozza prevede inoltre che dopo 60 giorni scatti il silenzio-assenso per le autorizzazioni ai lavori per le valutazioni previste per la tutela dei beni culturali e paesaggistici per gli interventi che i commissari straordinari chiederanno per sbloccare progetti di opere pubbliche. “L’approvazione dei progetti da parte dei commissari straordinari, d’intesa con i Presidenti delle regioni e delle province autonome territorialmente competenti – si legge nel testo – sostituisce, ad ogni effetto di legge, ogni autorizzazione, parere, visto e nulla-osta occorrenti per l’avvio o la prosecuzione dei lavori, fatta eccezione per quelli relativi alla tutela di beni culturali e paesaggistici“, per i quali “il termine di conclusione del procedimento è fissato in misura comunque non superiore a sessanta giorni, decorso il quale, ove l’autorità competente non si sia pronunciata, l’autorizzazione, il parere favorevole, il visto o il nulla osta si intendono rilasciati; nonché per quelli in materia ambientale per i quali i termini dei relativi procedimenti sono dimezzati”.

 

L’ULTIMA BOZZA DEL DL CRESCITA

L’ULTIMA BOZZA DEL DL SBLOCCA CANTIERI

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