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Umbria, la disfatta è anche figlia degli “intellettuali organici”

intellettuali organici

Il commento di Max Del Papa per Atlantico Quotidiano sulla sconfitta clamorosa dell’alleanza giallorossa in Umbria, colpa non solo di Zingaretti e Di Maio ma anche degli “intellettuali organici”

Adesso tutti a scaricare il barile delle colpe su Di Maio e Zingaretti. Eh no, troppo facile: se la teoria dell’intellettuale organico di gramsciana fede ha una sua consistenza, e la sinistra ne ha sempre fatta una pietra angolare, allora occorrerà anche dire che dell’ennesima disfatta elettorale, ultima fermata l’Umbria (per ora), in tanti volti noti si spartiscono il copyright. Proprio sicuri che chi vota, voti sempre con la pancia (cioè da bovini, nella vulgata di sinistra) e non con la testa o perlomeno col cuore, per dire che di certi birignao non ne può più? Ma passateli in rassegna, gli intellettuali organici, le facce della propaganda, gli zdanoviani indefessi, i militanti più o meno disinteressati; ma metteteli tutti in fila i cantanti, gli istrioni, i guitti, i pensatori, i comunicatori; ma guardateli là, i Saviano col cipiglio grandangolare, le Murgia con gli occhialetti a losanga che uccidono i fascisti, gli Chef Rubio dopati dei loro intingoli, i Lerner col sol dell’avvenir stampato sul Rolex, i Veronesi sgarruffati in caccia di leghisti da scalciar sui denti, i Vauro sempre più stella rossa al collo, e poi la pattuglia dei don, don Ciotti, don Biancalani, don Bergoglio, don Perignon, padre Zanotelli, padre Elettricista con le bollette degli altri, e la invincibile armata delle giornaliste, le Lilli, le Fusani, le Concite, le Annunziate, le FedeAngeli, e ad maiora i Damilani, i Giannini, i Sigrfidi e i Flores e i Mentani, e ancora le santine e le santone, le senatore a vita col monopolio del vittimismo anche se sui social tutti insultano tutti come e più di loro, e ad maiora le Fiorelle, le Sabrine, le Sabine, le Selvagge, le Albe, le Darie, le Grete, i cantanti a pugnochiuso e mano aperta per il cachet e, di contorno, il frittomisto dei fotografi Toscani, dei ristoratori Farinetti, degli architetti Piani, degli attivisti Casarini, dei casinisti social, del patriziato compagno vista Colosseo, Battistero o Duomo. E, di conserva, l’allegra compagnia dei Merry Pranksters a 5 Stelle, i Travaglio, che non mangia per somigliare, inutilmente, a Montanelli, quell’altro dal tempismo infallibile che le canna tutte ma insiste – adesso ha tirato fuori un libellino sul “cazzaro verde” e vedi te se scelta poteva essere più demenziale.

LA TRADIZIONE LOTTACONTINUISTA

Attenzione: qui non si fanno liste di proscrizione, sia chiaro, siamo mica Lerner, noi. Elenchi, gogne, dazebao, appelli firmaioli son roba loro, è la gloriosa tradizione lottacontinuista, il brodo di cultura nel quale ribollono da sempre. Sono loro, se mai, che disperatamente si riconoscono in una koiné; sono loro, che si ritrovano nel ruolo di intellettuali organici al servizio della causa. E allora, diamo agli zdanoviani quel che gli spetta, diciamolo pure che questo rosario di batoste, questa processione di disfatte politiche appartiene anche a loro, è anche opera loro. Perché trovatene uno che riesca anche pallidamente empatico, simpatico, gradevole. Questo è il collage di sinistra, queste le facce di riferimento; e questi i risultati. Se restano se stessi, sono insopportabili. Se si sforzano di fare i gioviali, sono anche più indigesti, perché adulterati. Non c’è niente da fare, sono così, dolcemente incarogniti, portagli delle rose, nuove cose, tanto te li trovi ancora qui: non mollano, qualsiasi cosa accada. Magari si spostano un po’ di lato, si riposizionano, ma prima o dopo tornano: e dove vanno, altrimenti?

E no, e no e no: non è solo l’antipatia viscerale dei Renzi, le Boschi, le Morani con borsa incorporata, le Quartapelle, le De Micheli, le Picierno “piuttosto che” le Taverna, le Raggi o le Grillo (Giulia) o i Di Battista, ormai non più pervenuto (lo ritroveremo, un giorno, a “Meteore”). Ci sono anche le coscienze, a marcare la differenza. E queste coscienze scoscese, per dirla con Sfera Ebbasta, “hanno spuaccuato”, però nel senso che hanno rotto, stufato, riempito. Alla fine, mica è colpa di chi guarda, chi ascolta, chi vota se come aprono bocca provocano, immancabilmente, un incurabile accesso di orticaria.

 

Articolo pubblicato su atlanticoquotidiano.it

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