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Veritas, chi sale a bordo della missione che ci porterà su Venere?

veritas nasa venere

Venus Emissivity, Radio Science, INSAR, Topography and Spectroscopy, ovvero Veritas, la sonda che ci porterà sul pianeta meno ospitale del nostro sistema solare, Venere, avrà un cuore e un team tutto italiano

Si chiama Veritas la missione spaziale che scelta dalla NASA che si propone di dare una risposta alle molte domande della comunità scientifica riguardanti il pianeta Venere. Una missione fortemente tricolore, finanziata dalla Agenzia Spaziale Italiana, con un apporto importante da parte dell’ateneo romano La Sapienza. L’obiettivo di Veritas, spiegano dall’università, sarà ricercare la presenza di vulcani attivi e di processi dinamici superficiali, quali la tettonica a placche. Veritas sarà inoltre in grado di determinare la composizione e struttura interna del pianeta Venere, fornendo ulteriori indizi per la comprensione non solo dei pianeti rocciosi, ma anche di una classe di esopianeti con caratteristiche simili.

Veritas sarà lanciata verso Venere tra il 2026 e il 2028 e ospiterà a bordo una strumentazione molto sofisticata finanziata dall’Agenzia spaziale italiana (ASI) a cui ha contribuito il gruppo di ricerca guidato da Luciano Iess, composto da giovani ricercatori della Sapienza.

La missione sarà coordinata da Suzanne E. Smrekar (Jet Propulsion Laboratory, California Institute of Technology) e costituisce, insieme a DaVinci+, che studierà l’atmosfera del pianeta, una delle due missioni della Nasa a Venere.

Nel team scientifico di Verotas, il gruppo italiano, coordinato da Luciano Iess (Co-Lead dell’esperimento di gravità), è composto da giovani ricercatori del Centro di Ricerca Aerospaziale Sapienza (CRAS), del Dipartimento di Ingegneria meccanica aerospaziale (DIMA) e del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni (DIET). I ricercatori del CRAS-DIMA (Gael Cascioli, Fabrizio De Marchi, Paolo Racioppa), hanno condotto, attraverso simulazioni numeriche, la definizione dell’esperimento di gravità, dedicato alla determinazione della struttura interna del pianeta.

I ricercatori del DIET (Roberto Seu e Marco Mastrogiuseppe, Co-Lead del radar VISAR) hanno contribuito allo sviluppo di tecniche di elaborazione dei dati del radar ad apertura sintetica, con lo scopo di individuare la presenza di processi geologici superficiali recenti. Gaetano di Achille, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, completa la partecipazione italiana con le competenze sulla struttura geologica del pianeta.

 

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