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Xylella, perché la maggioranza è di nuovo in fibrillazione

Schiaffo di Salvini al M5s sulla Xylella, la rabbia di Grillo per l’emendamento a dl Semplificazioni. Previsto anche il carcere per chi si oppone alla distruzione delle piante

Passa dagli ulivi pugliesi il regolamento dei conti tra la Lega e il M5s. Il Carroccio ha dovuto fare un mezzo passo indietro dando il via libera nel decreto Semplificazioni allo stop alle trivelle per 18 mesi, ma subito è partita la “rappresaglia” sulla xylella. Il contrasto alla malattia degli ulivi, oltre a una grande importanza per gli agricoltori pugliesi, è un simbolo per i pentastellati, che nella regione guidata da Michele Emiliano ne hanno fatto una battaglia di principio, guadagnando anche un grande consenso elettorale (45%) che sta piuttosto rapidamente evaporando. E che la mossa leghista sia andata a toccare un nervo scoperto per il Movimento lo dimostra la reazione di Beppe Grillo, che dal blog parla di “film horror”.

L’EMENDAMENTO TARGATO LEGA

L’emendamento approvato al dl Semplificazioni (di paternità leghista, ma anche con i voti pentastellati) prevede che “al fine di proteggere i beni culturali, l’ambiente, il territorio, il paesaggio, l’agricoltura e le foreste dalla diffusione di organismi nocivi per le piante, le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività ad esse connessa, derivanti da provvedimenti di emergenza fitosanitaria, ivi compresa la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate”. Dunque le piante possono essere distrutte, cosa che il M5s pugliese ha sempre osteggiato. Non solo. La norma stabilisce interventi cogenti e sanzioni pesanti per chi non la applica. Dunque “nei casi di misure fitosanitarie di urgenza derivanti da provvedimenti fitosanitari di emergenza, i Servizi fitosanitari competenti per territorio attuano o fanno attuare tutte le misure ufficiali ritenute necessarie ad evitare la possibile diffusione di una malattia, ivi compresa la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate, sui materiali di imballaggio, sui recipienti, sui macchinari o su quant’altro possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi”. Chi non si adegua è punibile ai sensi dell’articolo 500 del Codice penale, che punisce chi “cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all’economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione” e prevede la reclusione da uno a cinque anni. Secondo quanto prevede l’emendamento gli “ispettori fitosanitari ed il personale di supporto muniti di autorizzazione del servizio fitosanitario e previo avviso da comunicare almeno cinque giorni prima della verifica, possono accedere a tutti i luoghi in cui i vegetali, i prodotti vegetali” che sono “oggetto di misure fitosanitarie si trovano, in qualsiasi fase della catena di produzione e di commercializzazione, compresi i mezzi utilizzati per il loro trasporto e i magazzini doganali, fatte salve le normative in materia di sicurezza nazionale ed internazionale”. Inoltre “in caso di irreperibilità dei proprietari o dei conduttori” o nel caso in cui “rifiutino l’accesso, gli ispettori fitosanitari ed il personale di supporto muniti di autorizzazione del Servizio fitosanitario, nell’esercizio delle loro attribuzioni […] accedono alle aree e fondi privati con l’ausilio della forza pubblica”.

LA RABBIA DI GRILLO

Una sconfitta su tutta la linea, dunque, che fa sbottare il garante del Movimento Beppe Grillo. “Se protesti, rischi il carcere: da 1 a 5 anni. Non è la trama di un film horror. E’ la realtà. E’ quello che prevede il decreto Semplificazioni in queste ore al vaglio del Parlamento. Gli emendamenti inseriti per contrastare la cosiddetta emergenza xylella in Puglia non solo sono incostituzionali e gravemente lesivi delle libertà personali ma rappresentano un gravissimo precedente per il nostro Paese e la nostra democrazia”. Le eradicazioni “non sono supportate da alcuna base scientifica, anzi, non vi è documentato alcun caso al mondo a prova della loro validità”, accusa ancora, evocando poi teorie “complottiste”: gli ulivi, scrive, sono “piante scomode, da tempo d’impedimento agli appetiti di molti, alla speculazione e all’accaparramento di quelle terre. Non si spiega in altro modo l’incredibile silenzio attorno alle ricerche scientifiche che in questi anni hanno dimostrato non solo che con il ceppo di Xylella pugliese si può convivere, ma che ulivi infetti non sono destinati a disseccare e che ulivi disseccati possono tornare a vegetare con semplici ed economiche buone pratiche agricole“.

SUBBUGLIO PENTASTELLATO, NON SOLO IN PUGLIA

La base M5s è in subbuglio, soprattutto in Puglia ma è difficile che le norme siano cambiate. In ballo ci sono i rapporti di forza dentro la maggioranza e il governo e altri scontri pesantissimi in corso e in vista con la Lega, a partire da quello della Tav, che i pentastellati non possono permettersi di perdere.

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