Italia

Fisco, oltre 2 mld di e-fatture nel 2019. Ora al via lo scontrino elettronico

scontrino elettronico

Ogni giorno dello scorso anno è transitata per il Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate una media di 5,5 mln di file. Dal 1° gennaio è in vigore l’obbligo dello scontrino elettronico

Oltre 2 miliardi in 12 mesi con una media giornaliera di 5,5 milioni. Tante sono le fatture elettroniche inviate nel 2019 secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. E dal 1° gennaio di quest’anno arriva un’altra novità: l’obbligo dello scontrino elettronico per tutti gli esercenti.

COS’È ACCADUTO CON LA FATTURA ELETTRONICA

Esattamente un anno fa è scattato l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti privati. I documenti, informa il ministero dell’Economia e delle Finanze, sono transitati attraverso il sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle Entrate gestito da Sogei, partner tecnologico del Mef. Come si diceva, in totale le fatture elettroniche emesse hanno superato i 2 miliardi nei 12 mesi del 2019 e la media giornaliera è stata di 5,5 milioni. Durante il 2019, inoltre, si è aggiunta un’altra tappa al processo di rinnovamento in ambito fiscale: dal primo luglio è diventato obbligatorio per i soggetti con un volume d’affari superiore a 400mila euro emettere lo scontrino elettronico.

L’OBBLIGO DELLO SCONTRINO ELETTRONICO

E da qualche giorno l’obbligo dello scontrino elettronico è stato esteso a tutti i commercianti al minuto e ai soggetti assimilati. Per gli esercenti ne deriva il vantaggio di non dover più tenere il registro dei corrispettivi perché la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati sostituiscono gli obblighi di registrazione delle operazioni effettuate. Inoltre in questo modo non sarà più necessario conservare le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti né il libretto di servizio e si ridurranno i costi per la verificazione periodica che da annuale diventa biennale.

Su chi non trasmette i corrispettivi o lo fa in maniera incompleta incombe il rischio di una sanzione peri al 100% dell’imposta relativa all’importo non correttamente documentato con un minimo di 500 euro. Prevista una moratoria delle sanzioni – al massimo fino al 1° luglio 2020 – per chi non è riuscito a dotarsi in tempo di un registratore telematico oppure ad adattare, se tecnicamente possibile, il registratore di cassa già in uso.

Per acquistare il registratore telematico o per adattare quello vecchio è concesso – ma solo per il 2019 e il 2020 – un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta per ogni strumento per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Il credito si può utilizzare in compensazione a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del registratore.

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