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Vannacci

Addio Lega? Il generale Vannacci lascia aperta la porta a un’AfD italiana

“Un partito mio? Mai dire mai”: l’eurodeputato e vicesegretario della Lega Roberto Vannacci non conferma né smentisce lo strappo con il Carroccio che potrebbe portare a una nuova formazione di estrema destra già nelle prossime settimane

Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario della Lega, apre uno spiraglio verso un possibile strappo con il Carroccio.

Intervistato dal Messaggero Veneto, il generale non conferma né smentisce l’ipotesi di una nuova formazione politica di estrema destra, lasciando intendere che il suo percorso potrebbe presto prendere una direzione autonoma.

Critico verso alcune scelte del governo di centrodestra e della leadership europea, Vannacci si mostra deciso su temi come sicurezza, immigrazione e politica estera, delineando un programma chiaro e controverso che potrebbe attrarre parte dell’elettorato di Salvini e Meloni. L’assenza dalla kermesse leghista di Roccaraso segna l’ennesima frattura con il Carroccio, lasciando aperta la possibilità di un futuro politico in cui il Generale potrebbe correre da solo, ispirandosi al modello dell’Afd tedesca.

UN FUTURO PARTITO PER VANNACCI

“Mai dire mai nella vita!”, risponde il generale Roberto Vannacci quando nell’intervista al Messaggero veneto gli si chiede della nascita di una sua formazione politica. E lascia aperta la porta: “Se poi qualcuno vorrà premiare questo impegno io non mi sono mai tirato indietro di fronte a nuove responsabilità”.

CHI ENTREREBBE NEL PARTITO DI VANNACCI

Una settimana o due e Vannacci strapperà, assicurano varie voci dal suo inner circle. Tre parlamentari aspettano già la chiamata: Edoardo Ziello, Rossano Sasso e l’ex meloniano Emanuele Pozzolo, ora al gruppo Misto, e altri quattro sarebbero pronti ad aggiungersi alla lista.

UNA NUOVA FORMAZIONE DI DESTRA SUL MODELLO DELL’AFD

E sarebbe anche pronto il nome dell’AfD italiana, come viene già definita. L’obiettivo è attingere all’elettorato di Salvini e Meloni, con un occhio al grillismo di destra, facendo leva sulle ambiguità verbali che caratterizzano la linea del centrodestra sul dossier Ucraina e portando avanti una linea ultrasovranista, securitaria, eurocritica, ostile all’accoglienza dei migranti e ai diritti della comunità Lgbtqia+.

Del resto, da tempo Vannacci manifesta posizioni critiche su varie questioni al centro dell’agenda del governo, dalla gestione della sicurezza al riarmo. Per il generale la “sicurezza è un diritto” e non uno slogan: “Sarei stato molto più assertivo sulla sicurezza adottando una policy di tolleranza zero; avrei sgomberato molte più case e non avrei mai approvato un decreto flussi da mezzo milione di stranieri”.

Da Ventimiglia ha picchiato duro proprio sulla gestione dei migranti: “La redistribuzione non è una soluzione, il punto è bloccare gli ingressi”. . Infine, “non avrei mai accettato il “femminicidio” perché, se la legge è uguale per tutti, un reato non può essere più o meno grave in base al sesso”.

CONTRO IL RIARMO

Parole dure di Vannacci anche sul riarmo a Kiev: “In Europa mi sarei schierato contro il ReArm Europe”. Il sostegno economico incondizionato “prolunga questa guerra che qualcuno non anela a far cessare. La pace di domani ci costerà molto di più della seppur amara pace di oggi”.

La premier durante la conferenza stampa annuale s’eradetta stupita che un generale sia contrario a inviare armi. Lui ribatte: “Forse sperava che qualcuno mi facesse cambiare idea. Mi addomesticasse. Io sono coerente”.

IL FALLIMENTO DELL’EUROPA

La ricetta per la crescita economica anche a livello europeo, secondo Vannacci è un complesso di scelte: “Eliminare il Green Deal, minimizzare e selezionare l’immigrazione, battersi per la pace tra Russia e Ucraina e semplificare la macchina burocratica e fiscale. Ma anche ridurre l’assistenzialismo per chi non è italiano, ridurre le tasse, avviare un piano casa per i giovani e promuovere seriamente la natalità”. L’Europa “è un disastro. Bisogna tornare alle nazioni sovrane”. Un programma chiaro, quantomeno, che strizza l’occhio al modello dell’Afd.

LO STRAPPO DI ROCCARASO

Questo fine settimana Matteo Salvini ha organizzato una kermesse del Carroccio a Roccaraso e il generale non ci sarà. “Lo avevo già annunciato”. Il pretesto sarebbe la presenza di Francesca Pascale che parlerà del mondo Lgbtq+ e che ha fatto i complimenti alla Lega “perché è il primo partito che apre un tavolo sui diritti civili, e non me lo aspettavo”. Storcono il naso i vannacciani della prima ora. Che sia un accompagnamento alla porta di Vannacci &co. della stessa Lega non è dato sapere.

Sul forfait di Vannacci, potrebbe pesare la vecchia scaramuccia con Pascale, quando a Lo Stato delle cose lei lo accusò di essere “un represso”).

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