Italia

Alitalia, per Giuricin vecchie soluzioni senza sorprese

Alitalia, la trattativa è solo all’inizio: solo da qualche ora si sono incontrati a Londra le parti in causa, Ferrovie dello Stato, Delta e Easyjet in qualità di partner potenziali dell’operazione, che si preannuncia tutt’altro che semplice. E dietro nuove formule, per il Professor Andrea Giuricin, esperto di Trasporti che insegna all’Università Bicocca di Milano, si nasconderebbero vecchie soluzioni.

Professor Giuricin, a che punto il negoziato su Alitalia?

La proposta di Ferrovie dello Stato Italiane di cercare partner stranieri come Delta e Easyjet è nelle fasi iniziali. Il piano del Governo deve quindi essere ancora discusso e la richiesta d’intervento di 200 milioni di euro a partner, non saranno facilmente accettate.

Dopo il ritiro di Air France-Klm, quale dovrebbe essere il ruolo di Easyjet e Delta?

Un piano che vedrebbe l’intervento di Easyjet sul corto medio raggio, interessata sicuramente agli slot di Milano Linate e di Delta sul lungo raggio, interessata al mercato nord-americano.

Lei ha scritto sul suo profilo Facebook, contestando una dichiarazione del ministro Luigi Di Maio, per il quale non sarà il contribuente italiano a mettere i soldi ancora su Alitalia…

L’unico punto certo è quello che sarà il contribuente a dover mettere i soldi per l’eventuale rilancio della compagnia italiana, che ormai ha l’8 per cento della quota di mercato internazionale da e per l’Italia. Alitalia, nonostante il lavoro fatto dai Commissari, nel 2018 ha perso ancora 500 milioni di euro e ogni giorno che passa, in questo primo trimestre, perderà più di due milioni al giorno. La compagnia sta sopravvivendo solo grazie al prestito ponte e quindi sono i contribuenti a mantenerla in vita. Per tale ragione, sono gli italiani che stanno pagando ancora una volta e pagheranno per il rilancio, visto che FS è al 100 al per cento controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Si cercherà di salvare la parte buona di Alitalia e il resto?

Nel frattempo, si creerà una BadCo, il cui debito finirà nelle mani dei creditori e in parte allo Stato. Una soluzione che ricorda molto il passato e che di fatto vedrà gran protagonista il contribuente italiano.

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