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Aspi, Big data e AI per prevenire il rischio corruzione

Polizia Di Stato Aspi Autotrasporto

La corruzione si trasforma e si fa digitale. Le grandi aziende si stanno adattando, aggiornando gli strumenti di monitoraggio a contrasto del fenomeno che brucia oltre 900 miliardi all’anno nel solo Vecchio continente

Sfruttare il meglio della moderna tecnologia garantire la massima sicurezza e rispetto delle norme e delle policy. È la scommessa della nuova Aspi – guidata dall’AD Roberto Tomasi – che ha accolto un nuovo direttore Risk, Compliance and Quality, Nicola Allocca, che in Autostrade per l’Italia porta un’esperienza internazionale, maturata anche in qualità di Vice Presidente del Comitato Anticorruzione presso la divisione Business dell’OCSE e di membro della task force B20 in ambito integrità e compliance.

QUANTO ERODE LA CORRUZIONE IN ITALIA E IN EUROPA?

La corruzione, che in Europa erode qualcosa come 904 miliardi annui (mentre in Italia, maglia nera del Vecchio continente, pesa sul PIL per 237 miliardi di euro all’anno, più del Recovery Fund), ha un impatto negativo non solo a livello sociale ma anche sulle stesse aziende: frena lo sviluppo e impedisce il traguardo degli obiettivi. È stato calcolato infatti che, per colpa di questa cattiva consuetudine, le imprese possono perdere potenzialmente il 5% del proprio fatturato annuo.

OCSE: CORRUZIONE “CANCRO” DELLA SOCIETÀ

Non è un caso che proprio dall’OCSE la corruzione venga spesso paragonata a una malattia letale e spaventosa come il “cancro”. Cosa si potrebbe fare recuperando quei 904 miliardi che la corruzione ruba al Vecchio continente? Per quanto riguarda il nostro Paese, abbiamo detto che la corruzione ci sottrae 237 miliardi di euro annui, quindi è ben più di quanto riceveremo da Bruxelles per ricostruire la nostra società dopo la crisi pandemica. Una cifra ragguardevole, che avremmo a disposizione ogni anno, tramite la quale potremmo migliorare l’istruzione pubblica e potenziare il sistema sanitario nazionale. In tempi come questi, di profonda crisi, provare a recuperare quei soldi è un imperativo morale.

LE ARMI A DISPOSIZIONE DI ASPI

Tra gli impegni di Aspi, anche quello di diffondere la “cultura della legalità”. La lotta alla corruzione, del resto, passa pure attraverso un cambiamento culturale. “Aspi ha adottato un approccio integrato di analisi del rischio corruzione – spiega Allocca, – che utilizza nuove tecnologie abilitanti (big data, analytics, intelligenza artificiale etc..) al fine di garantire il monitoraggio continuo sulla totalità dei dati prodotti, assicurando la possibilità di raggiungimento degli obiettivi aziendali e tracciando tutti i processi”. Occorre quindi essere consapevoli che la digitalizzazione del mercato ha trasformato anche le pratiche corruttive. Questo significa che, nel 2021, la vecchia tangente ha lasciato il posto a strumenti più efficaci e talvolta anche più sfuggenti.

Ecco spiegato perché occorra ricorrere a strumenti altrettanto moderni per prevenire ogni forma di eventuale illecito, come lo studio di grandi moli di dati per mezzo dell’intelligenza artificiale e lo studio di algoritmi: il fine è un monitoraggio continuo. Il Gruppo ha approntato a tal fine anche una piattaforma online che consente ai dipendenti, anche tramite no log per avere il più totale anonimato, segnalazioni di ciò che dovesse apparire non pienamente in linea con gli standard dettati dall’azienda. Il sistema di controllo, da discreto, diventa continuo, con controllori che lavorano in modo sinergico con tecnologie abilitanti per assicurare risultati ‘real – time’. Si utilizzano quindi intelligenza artificiale, analytics, big data per garantire la trasparenza nei dati nella lotta alla corruzione.

Questo naturalmente non significa che si abbandonino le strade tradizionali, che andranno semmai a fare da background, di questa nuova battaglia sempre più digitale: valori sani e regole certe comunicate efficacemente, con un processo di segnalazione funzionante (con premi per chi segnala, come negli USA e in Corea del Sud) e un sistema di monitoraggio operativo. Tutto questo per rendere i valori su carta un’azione concreta. Le sanzioni per chi cerca di sviare il sistema – assicurano dal Gruppo – saranno applicate con tolleranza zero al fine di potenziare nei partner, nei dipendenti e in tutti coloro che operano per e con Aspi il buon senso delle condotte che non sono lontane e futuribili, ma certe e concrete. “Non esiste alcun trade off tra performance e controllo, risultati e regole, business e valori. La compliance non è solo un requisito di legge, ma un’opportunità di miglioramento. Il profitto è tra gli obiettivi dell’impresa, insieme a un ruolo responsabile che generi valori e consolidi il business riconosciuto come credibile e rigoroso. Si tratta di un modello di crescita virtuoso, agevolato dall’adozione della tecnologia a 360 gradi.” conclude Allocca.

AZIENDE ATTENTE ALLE RICADUTE SOCIALI DELLE PROPRIE AZIONI

Le aziende, quindi, e tra queste la stessa Aspi (al motto “in autostrada le scorciatoie non esistono”), hanno messo al centro l’etica, valutando l’impatto delle proprie azioni non solo dal punto di vista economico e da quello finanziario, ma anche dall’impatto che le stesse avranno nella società su cui ricadranno. Ricordiamo del resto che coloro che corrompono e si lasciano corrompere stanno rubando a tutti l’equivalente di un Recovery Fund.

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