Italia

Bonomi (Assolombarda) bacchetta Di Maio e Salvini su manovra, Alitalia e pensioni

Bonomi

Non le ha mandate a dire Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, al governo gialloverde.

Ecco tutte le stilettate di Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, durante l’Assemblea generale 2018 dell’associazione che rappresenta gli industriali delle province Milano, Monza e Brianza e Lodi. Bonomi si è espresso su tutto o quasi: dalla manovra al ruolo dello Stato, dal reddito di cittadinanza alle pensioni, dal futuro di Alitalia alla chiusura domenicale degli esercizi commerciali.

UNA MANOVRA SCASSABILANCIO

Il governo del cambiamento “non ha prodotto una manovra di vero cambiamento: tutti comprendiamo che il dividendo che si ricerca è quello elettorale, non quello della crescita” ha dichiarato Carlo Bonomi nel corso del suo intervento lanciando un monito contro “le promesse elettorali scassa bilancio e di scarso impatto su crescita e lavoro”. “Abbiamo già pagato un prezzo elevato alle modalità con cui il governo è giunto ad aggiornare il Def, per poi modificarlo, senza per questo convincere mercati ed Europa – ha sottolineato Bonomi – Il punto di fondo non era e non è l’innalzamento del deficit 2019 al 2,4% del Pil.

IL VERO PREZZO DEL DEFICIT

Se il maggior deficit fosse dovuto a un drastico innalzamento degli investimenti e degli stimoli alla crescita assumerebbe tutt’altro significato agli occhi di Europa, mercati e agenzie di rating e soprattutto al mondo delle imprese. Se invece – ha proseguito Bonomi – il maggior deficit si persegue per continuare sulla vecchia strada di miliardi aggiuntivi alla spesa corrente, come a tutti gli effetti avviene destinandoli a reddito di cittadinanza e prepensionamenti, ecco che allora le stime di maggior crescita del Pil del governo non risultano credibili e il debito pubblico continuerà a salire. Non saranno – ha concluso – 5 miliardi soli di investimenti pubblici in più a far salire il Pil dallo 0,9% potenziale a cui anche il governo lo stima, al +1,5% programmatico indicato dal governo stesso”.

LA DIFESA DELLE CONTROLLATE

Sulle aziende quotate, il presidente Bonomi non ha dubbi, esse rispondono ai mercati, un governo dovrebbe saperlo, pertanto invoca la loro autonomia come bene primario. Se un governo “chiede alle controllate pubbliche di fare quel che nella manovra il governo non pensa di riuscire a realizzare, è il governo che ha un problema” sentenzia Carlo Bonomi.

NO A PREPONSIONAMENTI MA POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Sul tema pensioni il presidente di Assolombarda si dichiara contrario a “uno Stato che torna a prepensionare aggravando il furto ai danni dei più giovani”, facendo notare che “nessun dato empirico comprova l’ipotesi che un pensionato anzitempo lasci il suo lavoro a un disoccupato giovane”. Al contrario, sottolinea come “i dati dei Paesi Ocse mostrano che a crescere di più è chi ha insieme più occupati giovani e anziani, senza nessun automatico effetto sostitutivo”. Di qui l’invito a “spendere i miliardi destinati ai prepensionamenti negli Its e nelle Università professionalizzanti, che ci servono come il pane per risolvere il mismatch dei tecnici che oggi mancano e che le nostre imprese non riescono a trovare. Vogliamo politiche attive del lavoro, non uno Stato maxi fabbrica di persone subalterne ai suoi trasferimenti” conclude.

PIÙ RICERCA MENO REDDITO DI CITTADINANZA

I 9 miliardi del reddito di cittadinanza “destiniamoli invece a un Fraunhofer italiano della ricerca per l’industria e la manifattura. Sullo stesso modello del 30% di finanziamento pubblico e del 70% a carico delle imprese, come in Germania”. È il suggerimento che lancia Bonomi evidenziando che “negli anni si tradurrebbe in un balzo della produttività, dell’occupabilità dei giovani e del trasferimento tecnologico alle imprese, immensamente più utile di qualunque sussidio pubblico slegato dall’idea di un reddito da lavoro”.

REFERENDUM SU ALITALIA

Sul dossier Alitalia, il presidente Bonomi ha esortato a dire “no a uno Stato che crede di poter gestire nuovamente il trasporto aereo”. “Se non potevamo permetterci, anche giustamente, un aereo di Stato come quello della presidenza del Consiglio, possiamo mai tornare a permetterci una flotta pubblica di Stato?” domanda Bonomi ” Perché non fare un referendum e chiedere agli italiani se vogliono ancora pagare di tasca propria per Alitalia?”.

NO ALLA CHISURA DOMENICALE

E ancora, sul tema caro al vice presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, Bonomi ha invitato a “dire no a uno Stato che chiude gli esercizi commerciali la domenica, sostenendo di difendere le famiglie”. La chiusura domenicale “viola la libertà di milioni di consumatori, abbatte consumi e lavoro, mina la possibilità che proprio le famiglie in cui lavorano due componenti si possano contemperare i tempi di lavoro con le scelte di consumo”.

L’APPOGGIO PER OLIMPIADI 2026

Infine, sulla querelle intorno alla candidatura di Milano-Cortina per le Olimpiadi Invernali 2026 il presidente Bonomi è lapidario: “Basta polemiche e controversie. Le Olimpiadi sono di una nazione, non di una città o di una regione. Se continuiamo a trasformare ogni candidatura internazionale in un rodeo domestico, non è Milano che perde credibilità: è l’Italia intera agli occhi del mondo”.

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