Fabrizio Testa verso l’addio a Borsa Italiana? Scalda i motori Marcello Sala, ex dg del Tesoro, ma il Mef ha altri piani per lui
Cassa Depositi e Prestiti avrebbe avviato le manovre per un cambio al vertice di Borsa Italiana.
In pole per sostituire l’attuale amministratore delegato Fabrizio Testa ci sarebbe l’ex dg del Tesoro, Marcello Sala, ora alla presidenza di Nexi. L’iniziativa si inserisce nel quadro dei rinnovi dei consigli di amministrazione delle società partecipate previsti per la primavera 2026.
PERCHÈ CDP VUOLE SOSTITUIRE TESTA
In vista del rinnovo del consiglio di amministrazione previsto per aprile di Piazza Affari, Cassa Depositi e Prestiti in qualità di azionista del consorzio pan-europeo Euronext, ha chiesto la nomina di un nuovo ceo per la piazza finanziaria di Milano. Via Fabrizio Testa, l’attuale ad in carica dal novembre del 2021, ai tempi del governo Draghi. Testa venne chiamato a sostituire Raffaele Jerusalmi, come risultato di un accordo trasversale tra Cdp e la sua omologa francese, la Caisse des Dépôts et Consignations. Oggi tra i motivi che avrebbero convinto Cdp ci sarebbe una gestione considerata vicina agli interessi francesi.
LA BORSA IN MANI ITALIANE
Cdp punta a una gestione che possa rafforzare la centralità di Piazza Affari all’interno del network europeo e favorire il ritorno di grandi quotazioni sul mercato milanese, con un manager ritenuto più forte e indipendente. Borsa Italiana è da sempre ritenuto un asset strategico dal governo anche perché del gruppo fa parte Mts, la piattaforma attraverso cui si fa il prezzo e vengono scambiati i titoli di Stato. Un tassello considerato fondamentale in relazione all’intento di rafforzare la sicurezza finanziaria nazionale.
Già nel marzo 2025, poco prima della scadenza del mandato del presidente del consiglio di sorveglianza di Euronext, Piero Novelli, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aveva invitato il Ministro Giorgetti “a fare in modo che la Borsa resti in solide mani italiane”.
I NOMI IN BALLO
Tra i nomi che circolano per sostituire Testa, in pole ci sarebbe l’ex dg del Tesoro, Marcello Sala, ora presidente di Nexi. Quest’ultimo sarebbe la soluzione preferita dal management di Cdp, ma il Mef preferirebbe dirottare Sala alla guida della Cassa nel 2027, subentrando all’attuale ad Dario Scannapieco.
CHI È MARCELLO SALA
Sala, classe 1968, nativo di Lissone in Brianza, è un veterano della finanza italiana. Dopo gli studi in Economia alla Cattolica di Milano, si è costruito un curriculum da banchiere, che lo ha portato fino alla vicepresidenza di Intesa Sanpaolo. Nel colosso bancario nazionale – scrisse il sito del Corriere della Sera ai tempi della sua nomina alla Direzione Generale del Tesoro – “resta per oltre 9 anni, contribuendo anche a fondare Banca Itb, la banca di prossimità di Intesa poi diventata Banca 5, infine confluita in parte in Mooney e in parte in Isybank. Infine, nel 2016 lascia Intesa per diventare partner di Apis, un fondo di private equity con sede a Londra e specializzato negli investimenti in servizi finanziari innovativi tesi a favorire l’inclusione finanziaria in mercati emergenti come India, Egitto, Indonesia e Sudafrica”.
“Ha anche una affinità consolidata con la Lega, e in particolare con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti”, aggiunge Fortune Italia nel 2018. “Non ha mai ricoperto incarichi politici ma è un uomo considerato di assoluta garanzia per il Carroccio. Non a caso, è lui che ha gestito, come curatore fallimentare nel 2009, la liquidazione di Euronord Holding, la società nata dalle ceneri della banca della Lega Credieuronord, fallita per troppe perdite e poi ceduta alla Popolare Lodi (diventata in seguito Banco Popolare)”.
Così nel 2023 arriva la chiamata al Mef, con Giorgetti che gli affida la responsabilità su partecipate statali e dossier finanziari importanti. Lascia poi il ruolo la scorsa primavera, dato che nel frattempo il gruppo Nexi, la grande società italiana di tecnologia dei pagamenti digitali, lo nomina presidente.

