Italia

Buon compleanno presidente. Ma chi è Giuseppe Conte?

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illustrazione icinn.eu

Oggi, 8 agosto, è il suo compleanno. Avvocato, accademico, premier due volte prima con il governo 5stelle-Lega, ora con quello 5stelle-Pd. Poi lo stato d’emergenza, il lockdown e il pulsante che blocca internet. Chi è Giuseppe Conte, l’uomo più potente d’Italia nell’anno del Covid-19

Le verità nascoste emerse dai verbali diffusi negli ultimi giorni stanno travolgendo il governo di Giuseppe Conte. I documenti raccontano cosa è successo lo scorso marzo e rivelano che Conte non ha ascoltato il Comitato tecnico scientifico sia quando gli ha proposto di imporre la zona rossa ad Alzano e Nembro sia quando gli ha suggerito di non fare di tutta l’Italia una zona rossa, cosa che invece Conte ha fatto. Dietro alle polemiche in merito alla responsabilità e alle decisioni prese in quei giorni concitati, appare evidente il potere concentrato nelle mani del premier, in particolare con lo stato di emergenza prolungato. Ma chi è Giuseppe Conte?

LE ORIGINI

Conte è nato a Volturara Appula in provincia di Foggia l’8 agosto 1964. Il nome del comune pare derivare da vultur (“avvoltoio” in latino). “Appula” viene da Apulia, antico nome della Puglia. Giuseppe è figlio del segretario comunale Nicola Conte e dell’insegnante elementare Lillina Roberti. Si è diplomato al Liceo classico “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis, a circa 70 chilometri dalla sua città natale. In un tweet del 6 gennaio 2020, Conte ha parlato della sua infanzia, postando una foto di quando era bambino: «Frugando fra i cassetti di una vecchia scrivania – ha scritto nel tweet – mi è capitata fra le mani questa foto di cui avevo perso il ricordo. Nonostante gli anni trascorsi riconosco due elementi che non mi hanno mai abbandonato: la passione per la bicicletta e la tenacia che mi induce a non fermarmi mai».

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GLI STUDI

Come si legge nel suo CV istituzionale, dopo aver conseguito la maturità classica (sessanta/sessantesimi), nel 1988, Conte si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con il massimo dei voti. Dopo la laurea ha iniziato a svolgere attività di ricerca scientifica, come cultore della materia, collaborando con le cattedre di Diritto privato (prima) e di Diritto civile (dopo) del professor Giovanni Battista Ferri, presso la Facoltà di Giurisprudenza de “La Sapienza”. Conte è stato borsista presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nel biennio 1992-1993. Nel decennio successivo, fino al 2014, ha effettuato vari soggiorni di studio all’estero, svolgendo attività di ricerca giuridica presso alcune tra le più prestigiose università, tra cui: Yale University (Stati Uniti), Université Sorbonne (Francia), New York University (Stati Uniti) e Institute of Advanced Legal Studies (Regno Unito). Nell’anno accademico 1997-1998 ha vinto il concorso come ricercatore di Diritto privato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze. Nel 2000 ha conseguito l’idoneità a professore associato di Diritto privato e due anni più tardi quella a professore ordinario sempre nella stessa materia. Tra il 2001 e il 2018 è stato titolare della cattedra di Diritto privato I e Diritto privato II nella Facoltà di Giurisprudenza (ora Dipartimento di Scienze Giuridiche) dell’Università di Firenze. Conte ha insegnato anche in altre università, tra cui l’Università di Roma Lumsa (Corsi integrativi di Diritto privato), Università di Roma Tre (Corsi integrativi di Diritto privato), Università di Sassari (Diritto privato e Diritto civile), Università Luiss di Roma (Diritto privato) e Università San Pio V di Roma, oggi Unint (Diritto commerciale). Nella sua carriera ha svolto l’attività di avvocato (diritto civile e commerciale), maturando un’ampia esperienza anche in materia di arbitrati. Nel triennio 2012-2015 è stato componente dell’Arbitro Bancario e Finanziario (Collegio di Napoli) su designazione della Banca d’Italia. Nel 2013 e sino al marzo 2018 ha fatto parte del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, su designazione della Camera dei Deputati. Il professor Guido Alpa è considerato il mentore di Conte. Come riporta il Foglio, “c’è la storia della lobby di giuristi cattolici, ma c’è anche quella del compianto Achille Silvestrini, cardinale eminente, animatore di un gruppo di cui Conte faceva parte”. Come sostenuto da Libero, “Conte arrivò a Roma per studiare e trovò il modo di entrare a Villa Nazareth, il collegio cattolico che ha come slogan ‘Favoriamo lo sviluppo dei talenti’. Il futuro premier pare sia diventato così il pupillo del Cardinale, scomparso nel 2019”.

mattarella

L’ASCESA AL POTERE

Il 27 febbraio 2018 Conte è stato presentato da Luigi Di Maio come candidato al Ministero della pubblica amministrazione in caso di vittoria del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Dopo le elezioni vinte da Lega e M5S, il 21 maggio 2018 è stato proposto come presidente del Consiglio dei ministri dai leader della coalizione di maggioranza. Proposta avanzata al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il quale due giorni dopo gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. Conte, all’inizio, ha accettato con riserva. Poi, il 27 maggio, ha rinunciato all’incarico a causa del veto posto da Mattarella alla nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia. La sera stessa della rinuncia, Mattarella ha incaricato Carlo Cottarelli per formare un governo tecnico in grado di traghettare il Paese verso nuove elezioni, ma Cottarelli, il 31 maggio, ha rinunciato anche lui “essendosi create nuove condizioni per la formazione di un governo politico”. A quel punto Conte ha ricevuto una seconda volta l’incarico. All’interno della squadra di governo sono entrati come vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il primo come ministro del lavoro e ministro dello sviluppo economico e il secondo come ministro dell’interno. Dopo aver giurato al Quirinale, il 5 giugno Conte ha tenuto il suo discorso d’insediamento al Senato ottenendo la fiducia con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti. Il giorno successivo ha ottenuto la fiducia anche alla Camera con 350 voti favorevoli, 236 contrari e 35 astenuti. Dopo il Conte I, il Conte II. Il secondo governo Conte è stato il sessantaseiesimo esecutivo della Repubblica Italiana, in carica dal 5 settembre 2019. È composto da una coalizione fondata su un accordo tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali, trovato in seguito alla crisi che ha portato alle dimissioni del governo Conte I.

L’UOMO POLITICO

Conte si è dichiarato cattolico e molto devoto a padre Pio. Per avere un’idea del suo orientamento, è utile leggere le sue dichiarazioni durante la presentazione della squadra di governo: “Primo, bisogna drasticamente abolire le leggi inutili, che sono molte più delle 400 indicate da Luigi Di Maio. Secondo, bisogna rafforzare la normativa anticorruzione prevedendo quelle iniziative che si muovono nello spazio oscuro che precede la corruzione. Terzo, bisogna rivedere, pressoché integralmente, la riforma della cattiva scuola. In passato ho votato a sinistra. Oggi penso che gli schemi ideologici del Novecento non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacità di elaborare programmi utili ai cittadini”. Conte ha dunque dichiarato di essere stato elettore del centrosinistra, prima di avvicinarsi al Movimento 5 Stelle, definendosi appartenente alla tradizione politica del cattolicesimo democratico. Durante il suo discorso di insediamento, Conte ha annunciato i punti del suo programma (Conte I): ridurre l’immigrazione clandestina e aumentare il contrasto verso i trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri; sostenere una lotta contro la corruzione politica; introdurre una legge che regola il conflitto di interessi e una legge che espande il diritto all’autodifesa; ridurre le tasse, tagliare i costi della politica e togliere le sanzioni internazionali contro la Russia. Conte, tra il governo I e II, ha incontrato quasi tutti i principali leader del mondo. Controverso è stato il rapporto con Trump per la vicenda Russiangate.

UN PREMIER SOCIAL

Conte ha 3.213.183 mi piace su Facebook ed è seguìto da seguito da 4.097.371 persone. Su Twitter, il premier segue solo 125 account – prevalentemente capi di stato e istituzioni – ma è seguito da 739.248 Followers. Si è definito “assertivo” durante un convegno sulla giustizia e sul suo profilo WhatsApp si leggeva: “Scrivetemi come se ogni messaggio costasse 10 euro: vi aiuterà a concentrare il pensiero”. Lo status era accompagnato da una foto con citazione di John F. Kennedy, “Every accomplishment starts with the decision to try”. Il premier e la sua compagna sono discreti ma nelle uscite pubbliche hanno sempre riscosso molto successo sui social. È il caso per esempio della loro serata a Trastevere. Sullo schermo del Cinema all’aperto di Piazza San Cosimato, i due sono stati fotografati seduti per terra a guardare “La bella vita” di Paolo Virzì. La sua strategia social sembra riscuotere successo. Almeno fino a oggi. Conte è separato dalla moglie Valentina Fico, con la quale ha avuto un bambino, il piccolo Niccolò Conte, nato nel 2007. La sua attuale compagna è Olivia Paladino, figlia dell’imprenditore Cesare Paladino e dell’attrice svedese Ewa Aulin. Olivia Paladino si occupa dell’hotel di famiglia (il Plaza di via del Corso, a Roma). Chi la conosce la definisce “lavoratrice instancabile”, assieme alla sorella Cristina, in qualità di “Editorial manager”. Si occupa di marketing ed eventi: presentazioni, mostre, charity. Anche lei aveva già una figlia, Eva, di 12 anni, avuta da una precedente relazione. Pare che il merito dell’unione sia della scuola romana frequentata sia dalla figlia di lei che dal figlio del premier.

IL PULSANTE DI CONTE

Conte ha un pulsante rosso per disattivare le reti, da premere in caso di un rischio grave imminente per la sicurezza nazionale. Per questo il presidente del Consiglio, come previsto dall’apposito Decreto Legge del 2019 sulla cybersicurezza, potrà dare avvio a una task-force che, in caso di attacchi alle reti informatiche del Paese, prevede il potere di disattivare prodotti o apparati impiegati nelle reti in caso di rischi imminenti per la sicurezza del Paese. Non solo: il DL introduce una sorta di censimento delle reti informatiche italiane, prevedendo anche delle pene molto aspre per tutti quei privati che si rifiuteranno di fornire dati sulle proprie infrastrutture o che comunicheranno dei dati falsi.

 

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