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Che cos’è il G20 di Roma? Agenda, appuntamenti e temi

G20 Di Roma

Due giorni per affrontare temi di stringenti attualità che interessano il pianeta. Per 48 ore la capitale italiana sarà di nuovo ‘caput mundi’. Ecco di cosa si discuterà al G20 di Roma, evento finale della riunione dei Venti iniziata il 28 settembre scorso col tavolo degli sherpa sul “3rd Anti-Corruption Working Group Meeting”

Il Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi appartenenti al G20 si terrà a Roma in questo fine settimana, dal 30 al 31 ottobre del 2021, e conterà sulla presenza dei membri del G20, di alcuni Paesi invitati e dei rappresentanti di alcune delle principali organizzazioni internazionali e regionali.

All’evento è tradizionalmente prevista la partecipazione dei Ministri dell’Economia. Il Vertice, momento culminante dell’esercizio G20, costituisce il punto di arrivo, a livello di Leader, dell’intenso lavoro svolto durante l’anno nelle riunioni ministeriali, nei gruppi di lavoro e nelle riunioni degli Engagement Groups.

COS’È IL G20 DI ROMA E PERCHÉ È IMPORTANTE?

Il G20 è il foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo. I Paesi che ne fanno parte rappresentano più del 80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta.

Si tiene ogni anno dal 1999 e dal 2008 prevede lo svolgimento di un Vertice finale, con la partecipazione dei Capi di Stato e di Governo. Quello di quest’anno è il primo a svolgersi nel nostro Paese.

Oltre al Vertice, durante l’anno di Presidenza si svolgono ministeriali, incontri degli Sherpa (incaricati di svolgere i negoziati e facilitare il consenso fra i Leader), riunioni di gruppi di lavoro ed eventi speciali.

Oltre al Vertice dei Leader, durante l’Anno di Presidenza si tengono riunioni Ministeriali, riunioni Sherpa, Gruppi di Lavoro, Engagement Groups ed eventi speciali. Il risultato di questo processo confluisce nel più ampio Communiqué, tradizionalmente adottato dai Capi di Stato e di governo del G20 alla fine del Vertice.

Sherpa meeting

Nel processo preparatorio di ogni Presidenza, gli Sherpa, diplomatici di alto livello che rappresentano i governi del G20, sono incaricati di portare avanti i negoziati, costruire il consenso tra i membri, discutere i punti dell’agenda del Vertice e coordinare il lavoro del G20. Gli Sherpa redigono inoltre il Comunicato finale che sarà sottoscritto al Vertice dei Leader.

Gruppi di lavoro

L’approfondimento di questioni specifiche di rilevanza internazionale è affidato ai cosiddetti Gruppi di Lavoro composti da esperti dei Paesi membri, che affrontano molteplici tematiche legate all’Agenda del G20. Ogni Gruppo è coordinato da un rappresentante del Ministero della Presidenza di turno, competente per la specifica tematica.

Durante la Presidenza italiana 2021, i Gruppi di lavoro hanno affrontato le seguenti tematiche: Agricoltura, Anticorruzione, Cultura, Sviluppo, Economia digitale, Istruzione, Occupazione, Transizione energetica e sostenibilità climatica, Ambiente, Salute, Ricerca e istruzione superiore, Turismo, Commercio e investimenti.

Finance Track

Benché nel corso degli anni i temi trattati dal G20 siano aumentati sensibilmente, quelli economici hanno mantenuto una rilevanza particolare nel processo.

Nel processo decisionale, il termine “Finance Track” definisce le riunioni coordinate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, volte ad approfondire i vari aspetti legati alle questioni economiche, finanziarie, monetarie e fiscali.

In particolare in questo filone si riuniscono cinque gruppi di lavoro dedicati alla crescita sostenibile e inclusiva, all’architettura finanziaria internazionale, alle infrastrutture, all’inclusione finanziaria e all’Africa. Ad essi si aggiungono i gruppi sulla regolamentazione finanziaria e sulla tassazione.

Engagement Groups

In un’ottica di inclusione e partecipazione allargata, il processo decisionale del G20 è stato arricchito nel corso degli anni con il coinvolgimento di “attori sociali”, che si riuniscono nei cosiddetti Engagement Groups.

Questi gruppi conducono i loro lavori in modo indipendente rispetto ai Governi e coinvolgono diversi stakeholder della comunità internazionale che rappresentano la comunità imprenditoriale (B20), la società civile (C20), i sindacati (L20), le Accademie delle Scienze (S20), i Think tank e i centri di ricerca (T20), le grandi città (U20), le donne (W20) e le associazioni giovanili (Y20).

Gli Engagement Groups presentano raccomandazioni formali alla presidenza del G20 prima di ogni Vertice dei Leader.

LA PRESIDENZA ITALIANA

L’Italia detiene la presidenza del G20 dal 1° dicembre 2020: ha ricevuto il testimone dall’Arabia Saudita al termine dell’ultimo vertice, interamente virtuale – per colpa della pandemia – di Riad del 21 e 22 novembre 2020.

Una “Troika”, composta dal Paese che detiene la Presidenza, il suo predecessore ed il suo successore, assicura la continuità dei lavori. La Troika è attualmente composta da Arabia Saudita, Italia e Indonesia.

I Paesi membri sono: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea. A questi si aggiunge la Spagna, che è un invitato permanente del G20.

Ogni anno, la Presidenza invita alcuni altri Paesi, che partecipano a pieno titolo ai lavori del G20, in qualità di ospiti. Vi partecipano inoltre diverse organizzazioni internazionali e regionali, conferendo al foro una rappresentatività ancor più ampia.

Mario Draghi ha subito approfittato del G20 di Roma per inserire nell’agenda del summit temi come la transizione ecologica, che sta impegnando soprattutto i Paesi del Vecchio continente alle prese coi rispettivi PNRR e la situazione afghana. In molti si aspettano che l’autorevolezza dell’ex numero 1 della BCE superi le comprovate divergenze di vedute tra i Paesi come USA, Cina e Russia.

Tre i temi di ambito mondiale sul tavolo: le sperequazioni sociali, aumentate dopo la crisi pandemica, la salute del pianeta e la crisi economica: si parlerà dunque di clima, così da arrivare alla Cop26 di Glasgow con un accordo il più possibile vincolante e condiviso, ma pure di vaccini per il Terzo mondo.

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