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Chi c’è al vertice della ‘margheritiana’ AgCom, che fa litigare destra e sinistra

Agcom

Ancora coda di polemiche dopo la decisione adottata dall’AgCom sul regolamento per la par condicio 

Nelle ultime ore nel sempre più acceso scontro tra maggioranza e opposizione con vista Europee, si è inserito un terzo incomodo: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Riunito in Consiglio, l’AgCom ha approvato in via definitiva il regolamento sulla par condicio che – come capita spesso su vari dossier – è stato salutato e interpretato in maniera opposta da Pd e M5S (che hanno parlato di sconfessione del ‘lodo Fazzolari’) e il centrodestra dall’altra.

CENTRODESTRA: “STESSE REGOLE DEL PASSATO, ALTRO CHE SCONFESSIONE”

«Non c’è nessuna sconfessione perché le delibere sono assolutamente sovrapponibili» ha affermato Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, rimandando al mittente le accuse. «Le decisioni della commissione di Vigilanza e dell’Autorità in materia di par condicio sono totalmente coincidenti, perché logicamente ispirate alle leggi vigenti del 1993 e del 2000». Per i commissari di Fratelli d’Italia: «Grazie all’Agcom sul tema è stata fatta definitivamente chiarezza, stroncando tutte le polemiche e le clamorose falsità della sinistra. E stato ribadito che le regole sono uniformi, tanto per il Servizio pubblico, quanto per le reti private, e che sono rimaste sempre le stesse». Altro che assalto del govemo all’informazione. «L’Agcom ha confermato che le regole sono rimaste le stesse e che nulla è cambiato con l’avvento del governo Meloni, smentendo chiaramente le polemiche strumentali e disoneste», chiosa il senatore Lisei (FdI)”.

IL COMMENTO DEL COMMISSARIO AGCOM GIACOMELLI

Dall’interno dell’Agcom a intervenire è stato il commissario Antonello Giacomelli, sostenendo che il testo approvato “è perfettamente sovrapponibile con la delibera adottata dalla commissione di Vigilanza formulata anch’essa, pur con diverse variazioni lessicali, nel pieno rispetto della regole fissate dalla legge 28 del 2000 e della legge 515 del 1993”. “Pertanto – ha aggiunto – le prerogative dei diversi soggetti istituzionali e politici rimangono inalterate nei termini fissati dalla normativa”.

Chi è Antonello Giacomelli, in carica dal 2020 all’AgCom? Cinque legislature alle spalle con il Pd e sottosegretario alle telecomunicazioni nei governi Renzi e Gentiloni, Giacomelli negli anni è stato definito ‘colonnello franceschiniano’ (Repubblica Firenze, marzo 2018), ‘il lottiano Antonelli’ (Foglio, 2019). Mentre sempre sul Foglio, in un’intervista, parlava del tratto in comune tra Lega e M5S “che viene coltivato da anni e cioè l’attacco alla democrazia rappresentativa e alle istituzioni”. Destino ha voluto che poi è approdato all’Authority durante il governo giallorosa, dove a guidarlo c’era proprio il massimo rappresentante istituzionale di quel M5S tanto bistrattato, Giuseppe Conte,

CHI E’ ANTONELLO GIACOMELLI, DALLA MARGHERITA ALL’AGCOM PASSANDO PER IL PD

Nato a Prato, giornalista, è stato direttore della emittente toscana Canale 10. È stato Presidente della Fondazione Teatro Metastasio, divenuta, sotto la sua gestione, Stabile per la prosa della Regione Toscana. È stato vicesindaco di Prato con deleghe al Bilancio e alle partecipate, nel 2004 è diventato segretario regionale della Margherita e dallo stesso anno al 2018 è stato eletto alla Camera dei deputati prima nelle fila della Margherita e poi del Partito democratico. Con la nascita del PD è diventato membro dell’esecutivo nazionale.

Nel periodo in cui è stato sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico con delega alle comunicazioni, dal 2014 al 2018ha promosso l’adozione del Piano Bul (Strategia Nazionale per la banda ultralarga) e la riforma del canone Rai (“canone in bolletta”). Si è occupato della riforma della governance Rai, del rinnovo della concessione di servizio pubblico e promuove la sperimentazione del 5G.

Per due anni, dal 2018 fino al 2020 è stato vicepresidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai. Nominato il 15 settembre 2020 quale commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

CHI E’ IL PRESIDENTE DELL’AGCOM, GIACOMO LASORELLA

Alla guida dell’AgCom c’è invece Giacomo Lasorella (classe 1964, nato a Potenza), il quale è arrivato direttamente dalla Camera dei Deputati dove era vicesegretario generale (e, come scriveva allora Dagospia, “è stato mentore di Luigi Di Maio quando l’attuale titolare della Farnesina a 26 anni assunse la carica di vicepresidente” di Montecitorio). E’ stato anche capo del Servizio Assemblea dal 2003 al 2015, capo dell’Ufficio del Regolamento e capo del Servizio Prerogative e Immunità, oltre che addetto alla segreteria della IX Commissione parlamentare Trasporti, Poste e Telecomunicazioni e Capo dell’Ufficio Commissioni d’inchiesta, di vigilanza e controllo (in tale veste ha, tra l’altro, coordinato la segreteria della Commissione di vigilanza RAI). Professore di Diritto parlamentare all’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata.

Leggi anche: Elezioni europee, cosa prevede il regolamento sulla par condicio (e perché ridono Pd e M5S)?

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