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Asse Vannacci - Alemanno

Chi c’è e chi manca alla festa di Vannacci e Alemanno

Orvieto prepara il raduno del nuovo sovranismo: Alemanno, Vannacci, AfD e una compagnia piuttosto eterogenea. Fuori dalla foto, però, restano proprio Meloni e Salvini

Roberto Vannacci si accaparra il finale del Forum dell’Indipendenza italiana (Orvieto, 18-20 settembre), e se lo prende davanti a una delegazione di Alternative für Deutschland. È questa la fotografia più interessante della tre giorni organizzata da Gianni Alemanno: la vecchia destra sociale presta il palco, Futuro Nazionale mette la macchina politica e i sovranisti tedeschi completano la scenografia. Il titolo, Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea, dice già parecchio. Il resto lo raccontano gli assenti.

LA FOTO CON I TEDESCHI

I nomi dei tedeschi, per ora, sono il dettaglio che manca alla fotografia. La delegazione di AfD ci sarà, ma HuffPost racconta che i deputati vannacciani aspettano ancora la conferma degli ospiti: i buoni uffici di Roberto Vannacci a Bruxelles dovrebbero servire a chiudere la partita. L’ipotesi è che ad arrivare siano anche parlamentari tedeschi.

È il momento perfetto per fare la foto. AfD ha appena festeggiato il risultato in Sassonia-Anhalt e Matteo Salvini ha festeggiato a sua volta: «Complimenti all’amica Alice Weidel e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt!». Roberto Vannacci, invece, ha approfittato della stessa vittoria per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e ribadire: «Sempre più convinto di aver agito correttamente nel lasciare la Lega».

Il piccolo capolavoro logistico arriva domenica. Mentre Matteo Salvini sarà a Pontida, i tedeschi saranno a Orvieto. Una coincidenza, naturalmente. Tanto che Laura Ravetto si è premurata di precisare che le date del Forum e di Pontida erano state fissate da tempo. «Con tutto rispetto per i retroscenisti che hanno scritto che Vannacci “sfida” Salvini nel giorno di Pontida, vogliamo chiarire che le date del Forum dell’indipendenza italiana a Orvieto erano stabilite da tempo», ha scritto.

ALEMANNO PRESTA LE CHIAVI

Il padrone di casa è Gianni Alemanno, ma il Forum che arriva a settembre non ha più soltanto il sapore della rimpatriata della destra sociale. Alemanno ha annunciato che l’appuntamento, che si ripete dal 1999, quest’anno si svolgerà «sotto l’egida di Futuro Nazionale» e sarà concluso insieme a lui da Vannacci. Le chiavi della casa restano dunque nelle mani della vecchia guardia, ma il nuovo inquilino è già in salotto.

Il volto che meglio racconta questo passaggio è Massimo Arlechino. Ex Msi, tra i fondatori di Alleanza nazionale e presidente di Indipendenza!, aprirà il Forum. È una presenza che parla alla destra di ieri, ma soprattutto a quella che oggi considera troppo accomodante: la destra di governo.

Poi arrivano gli ospiti che rendono la tavola più larga. Michele Geraci, professore della New York University a Shanghai ed ex sottosegretario nel Conte I, dialogherà con Jeffrey Sachs, economista della Columbia University che da tempo accusa Washington di avere responsabilità nella guerra in Ucraina. Nel programma c’è anche Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita. E c’è Piero Sansonetti, direttore de L’Unità. Non è un congresso di partito: somiglia a una raccolta di pezzi diversi della destra e del sovranismo, alcuni dei quali da tempo hanno smesso di sentirsi particolarmente a casa nel centrodestra di governo.

LA SALA E IL FUORI SALA

Il problema, per Giorgia Meloni, è che la festa parlerà anche di centrodestra. Nel programma compare infatti il panel La destra italiana non è conservazione. Il centrodestra di governo e Futuro Nazionale. In sala, però, non compare la presidente del Consiglio. E nemmeno Antonio Tajani.

Il problema, per Matteo Salvini, è ancora più curioso: il 20 settembre sarà a Pontida. La Lega ha il suo raduno, Vannacci il suo Forum, e AfD dovrà scegliere dove farsi vedere. In teoria è soltanto il calendario, come ribadisce Laura Ravetto. Il fronte leghista, però, a Orvieto sarà comunque rappresentato. Laura Ravetto, passata a Futuro Nazionale dopo l’addio alla Lega, siede ormai dall’altra parte del tavolo. Con lei ci sono Domenico FurgiueleRossano SassoEmanuele Pozzolo ed Edoardo Ziello: pezzi di maggioranza diventati pezzi della nuova creatura vannacciana.

IL PEZZO CHE MANCA

Il nome che tutti guarderanno è Alice Weidel. Ma qui è meglio non farsi prendere dalla tentazione del retroscena facile: la presenza della leader di AfD non è confermata. È confermata invece una delegazione del partito. Ed è proprio questa incertezza a rendere la partita ancora aperta. Se arrivasse Weidel, la fotografia cambierebbe parecchio. Se arrivassero soltanto alcuni parlamentari, il segnale resterebbe comunque netto.

Perché il punto di Orvieto è diventato l’incrocio. Alemanno porta la destra sociale. Vannacci porta il nuovo partito. AfD porta la rete europea. Geraci e Sachs portano una lettura del mondo molto lontana da quella di Palazzo Chigi. Coghe porta il mondo pro-life. E fuori dalla sala ci sono Meloni e Salvini, ciascuno alle prese con la propria agenda e, soprattutto, con una domanda che nessuno ha particolare fretta di formulare ad alta voce: quanto spazio può occupare Vannacci senza diventare un problema per chi quello spazio lo occupa già?

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